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Andreas Voigt | marzo 11th, 2010 | No Comments »
Comunicazione non è contenuto Comunicazione non è contenuto
Gli avvenimenti di questi giorni, delle liste elettorali rifiutate, sono un esempio di quello che oggi rappresenta la politica: comunicazione sì, ma senza contenuto.

Politica e comunicazione

Comunicazione non è contenuto

Andreas Voigt | marzo 10th, 2010 | 5 Comments »

Come tutti stiamo vedendo, sui telegiornali nostrani, la questione delle liste elettorali rifiutate con annesso decreto legge d’urgenza fuori da ogni logica costituzionale, è la dimostrazione, senza possibilità di smentita, di ciò che oggi è il dibattito politico in Italia: un pollaio di apparenti cialtroni (furbacchioni in realtà) che si pizzicano, si beccano e si insultano a suon di sciocchezze sui telegiornali e sugli organi di stampa invadendo le case dei privati cittadini con inaudita violenza e cattiveria.

Tutti questi bei galli poi, sbraitano a squarciagola in nome dell’Italia, della giustizia e della libertà, ben sapendo che c’è ben altro per cui valga la pena scannarsi, ma il povero violentato cittadino, non deve saperlo. Bello oggi l’articolo di fondo di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera dal titolo: “Un Partito prigioniero” dove si parla del ricatto morale e politico che l’IDV di Di Pietro ormai attua nei confronti del PD, quest’ultimo, assolutamente incapace di uscire dal proprio immobilismo politico e, aggiungo io, dall’incapacità di portare contenuti credibili nel proprio manifesto politico.

Ma se il PD non può cantar vittoria, dall’altra parte non si può certo dire che si stia d’incanto, anzi, considerando la cialtronaggine, perchè non trovo un epiteto più disprezzante in questo momento, di certi personaggi, assai inquietanti e oscuri,  protetti dalle mura inviolabili dell’immunità parlamentare. Ma della questione morale che manca in senso trasversale abbiamo già parlato e non è questo l’argomento di discussione.

L’argomento che tratto qui, è la differenziazione tra contenuto e comunicazione. Sono due cose distinte e separabili e i nostri politici lo sanno. E soprattutto, lo sanno molto bene. Leggi…

Internazionalizzazione e impresa

Internazionalizzare oggi per vincere domani

Andreas Voigt | marzo 9th, 2010 | 3 Comments »

Perchè internazionalizzare la propria azienda è così importante oggi? E soprattutto cosa significa? Uno dei punti caldi oggi, è proprio la capacità di un’impresa di essere competitiva non solo più all’interno del suo mercato di origine, ma nel mercato globale. I protagonisti orami non sono più solo gli USA, Giappone, Canada e i paesi europei, ma l’esplosione economica dei paesi del Far East con Cina in primis e diversi paesi africani e sudamericani, con il Brasile in testa, ha portato le imprese a doversi misurare con moltissimi competitors anche sul proprio territorio nazionale.

Basta un dato significativo per capire la questione: il sistema Italia, economicamente parlando, fino a 15 anni fa ancora deteneva il 3% della ricchezza mondiale prodotta, oggi siamo a livelli di microdecimali. Non è un dato poco significante. Non significa nemmeno che l’Italia ha perso quote di mercato per propri demeriti (cosa in parte vera) ma certamente possiamo dire che sono semplicemente aumentati i protagonisti sul mercato globale. Questo dato tra le altre cose è significante per tutte le imprese italiane, non solo quelle medie e grandi. Le piccole imprese spesso vivono di indotto ed è facile capire che se l’indotto diminuisce a causa di mancanza di commesse nelle grandi imprese, l’economia globale ne risente.

Ma allora cosa fare? Prima di tutto rendersi conto che l’Italia è diventata davvero piccola. Non c’è posto per tutti. La compressione del mercato del lavoro, l’enorme debito pubblico, la mancanza di investimenti in infrastrutture, formazione e conoscenza, ci porta per forza di cose a guardare fuori dalla finestra. E tutto sommato, credetemi, spesso è molto meglio! Leggi…

Energia rinnovabile, un futuro necessario

Energia rinnovabile vuol dire democrazia

Andreas Voigt | marzo 8th, 2010 | 1 Comment »

Energeticamente, dipendiamo ancora in gran parte dagli idrocarburi. Molto della nostra vita passata, presente e ancora futura dipende dal petrolio. Ma come tutti sappiamo, il petrolio non ce l’hanno tutti ed è concentrato quasi esclusivamente, salvo sorprese, in particolari zone del mondo. Zone del mondo poi, che per noi occidentali non sono nemmeno molto accessibili, almeno non per tutti.

Ma la specificità territoriale, da sola non basta. Chi ha grossi giacimenti sul proprio territorio, non ne possiede la tecnologia estrattiva e peggio ancora non ne possiede la tecnologia di raffinazione. Quindi, nel complesso, possiamo dire, e lo si dice da decenni, che la tecnologia necessaria per far muovere i motori a scoppio, per dire, ma molto altro ancora, anche le centrali elettriche ad idrocarburi, sono in mano a pochi. Un potere enorme, concentrato in pochissime mani, non è certamente democrazia.

Ma non volevo entrare nell’argomento petrolio, troppo complesso, geopoliticamente ed economicamente parlando, e per me anche piuttosto vecchio. Ma il vecchio purtroppo ancora comanda ed è ora che cominciamo a lasciare nelle mani delle future generazioni qualcosa di più nuovo e futuribile. E allora, perchè non cominciare proprio dall’energia?

L’energia, per essere presa anche in senso di democrazia, deve essere di tutti, ma non solo, deve essere accessibile da tutti e deve dare indipendenza. Fino a quando, energeticamente, ognuno di noi dipende da un altro, non sarà mai vera democrazia. Leggi…

Etica professionale e deontologia di una web agency

Web agency e l’etica perduta. Pubblicitari professionisti o solo programmatori ?

Andreas Voigt | febbraio 24th, 2010 | 9 Comments »

Dando seguito all’articolo di ieri dedicato alla pianificazione di un sito web aziendale, mi è venuta la spinta per scrivere questo articolo. Probabilmente sarò una voce fuori dal coro, nel dare importanza all’etica, nel nostro mestiere, ma credo che lo stato di totale ignoranza nel quale versano moltissime aziende, per tutto ciò che riguarda il mondo web, è dovuto anche e soprattutto agli operatori del settore che lavorano in modo poco trasparente o disonesto.

Secondo il mio modestissimo parere, un po’ di onestà intellettuale da parte di tutti, sarebbe necessaria, altrimenti continueremo a prenderci in giro e chi ne paga le conseguenza alla fine siamo soprattutto noi e i clienti che rimangono con le pive nel sacco.

Purtroppo un albo nazionale specifico non esiste (o per fortuna) ma penso che un po’ di autoregolamentazione, senso etico e codice deontologico condiviso, renderebbe le cose molto più facili.

Ma di cosa sto parlando? Sto parlando del fatto che moltissime imprese si trovano ad avere siti web di scarsissima qualità sia in termini di contenuti che tecnico-realizzativi. Questo a danno dell’immagine e dell’onorabilità delle imprese e a danno della categoria nostra che mostra in questo modo il suo lato peggiore, quando in realtà esistono moltissimi professionisti capaci e professionalmente preparati e corretti. Leggi…