Più o meno in questi giorni di 3 anni fa nasceva questo blog. Decisi allora di modificare la mia presenza online da semplice sito di presentazione a qualcosa che non avevo nemmeno io idea di cosa sarebbe diventato. Un vero e proprio viaggio conoscitivo nell’ignoto mondo del web. Eh sì, ignoto anche per me che per mestiere mi occupo di comunicazione online ma che mai avevo affrontato in prima persona il progetto di un blog aziendale. Essendo poi che la mia piccola azienda ruota intorno a me perché di fatto sono io, è anche blog personale.

Tre anni sono pochi ma anche tantissimi. Tra un migliaio di articoli e migliaia di commenti, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Ormai arrivano talmente tante mail al giorno che è diventato davvero faticoso rispondere a tutti, ci vorrebbe una vera e propria redazione, ma si perderebbe il senso di questo blog.

“Accendilo tu questo sole che è spento… la vita di un uomo è in mano ad una donna…” sono le parole di un refrain di una canzone degli anni ’60 cantata da Gianni Morandi, il “Gianni nazionale” che è tornata in auge in questi giorni. Ebbene, tutti coloro che mi hanno scritto, confortato, spinto, motivato, criticato e aiutato, mi hanno dato l’energia per continuare. Avete acceso il mio sole, mi avete dato un senso nuovo per la mia attività al punto tale che la mia attività in 3 anni è cambiata totalmente.

Qualcosa di ancora più bello però sta succedendo: il blog comincia a non essere più mio ma anche di quelli che con una certa frequenza sono qui a commentare, a condividere idee, pensieri e opinioni. Qualcuno scrive che “E’ un po’ che non leggo e non vedo Paola Cinti” o “Mi piace quello che dice Vasco” ecc… come se si fosse in qualche modo coagulata una piccola comunità da me indipendente di cui faccio parte anch’io. Penso alle imprese e alla we-economy: se avessero il coraggio, gli imprenditori, di lanciarsi in una avventura come di fatto è questo blog, potrebbe davvero diventare interessante. Finiremmo per non essere nemmeno obbligati a trovarci su Facebook e a sciropparci le politiche di marketing e di business dei soliti noti.

La consapevolezza poi di essere in un posto dove puoi dire ciò che pensi senza che qualcuno possa limitare le tue opinioni o censurarle perchè “questo non si dice, questo non si pensa, questo non devi farlo” … è fenomenale. Poi ci si mette lo Stato con le sue leggi bavaglio ma questa è un’altra storia.

Aprire questo blog è stato come lanciarsi da un palco in mezzo alla folla. Voi penserete che sono un pazzo visionario o un emerito idiota a dire una cosa del genere, ma credetemi, è così. Mettersi a nudo scrivendo esattamente ciò che si pensa significa abbandonarsi letteralmente alla pubblica opinione. Poi dipende ovviamente dal grado di popolarità e le sensazioni vengono esaltate. Bisogna fare molta attenzione e avere equilibrio, il rischio di scivolare sulle classiche bucce di banana è alto. Ringrazio pubblicamente Vasco per i suoi consigli in tal senso!

Perchè vedete, un conto è parlare solo in ambiti professionali o meglio del proprio ambito lavorativo, un conto è essere più generalisti e aprirsi con tutti … sei lì con le chiappe al vento!

Però è dannatamente intrigante! Non riesco nemmeno a smettere di scrivere! Devo dire che sta diventando persino un valido esercizio per mantenersi in forma. Più scrivi e più scriveresti e così i pensieri diventano parole e poi ordine mentale. Diventi un fiume in piena. Io ho limitato il numero dei post a circa 3 alla settimana perchè molti lettori mi hanno chiesto di farlo in quanto non riuscivano più a seguirmi. Era troppo.

C’è però di più. La mia presenza virtuale ha portato effetti benefici anche nella mia vita sociale. Ho conosciuto diverse persone speciali, Nicola, Marco il mio e sottolineo MIO Presidente, Tiziano, Emanuela, Pietro, Susanna, la Marlis! Paolino, ma anche Davide e le sue donne superprofessionali, Matteo e il suo socio Nicola, Piero (il carissimo Piero) ma l’elenco diventa incredibilmente lungo. Persino il mio Sindaco, quello “svitato” che svitato non lo è affatto, uno che in ufficio ci va in bicicletta altro che auto blu! E se dimentico il professore labirintico di Roma, mi uccide! E che dire della Paola? Ruolo fondamentale il suo, in questo processo di crescita spinto a velocità spaventose.

Ma cosa sarebbe questo blog senza mia moglie? Tra pochi giorni è il nostro anniversario da quando siamo insieme e sono passati 17 anni … La mia musa ispiratrice che mi legge, mi critica, mi ascolta e porta infinita pazienza. Portare in casa un blog come questo, significa cambiare degli equilibri in famiglia sapete? Non è mica così semplice quando una persona è abituata ad averti tutta per sé e si ritrova a doverti dividere con migliaia di sconosciuti. Se poi aggiungiamo anche il gruppo su linkedin che continua inesorabilmente a crescere …

Allora a te Elisa, moglie mia, dedico questa canzone cambiando il testo del refrain:

Accendilo tu questo sole che ho dentro! La vita di un uomo sta in mano ad una donna … e quella donna sei tu!

Qui sotto il video niente male di Mauro Ermanno Giovanardi che ha ripreso e riproposto la canzone avendo la delicatezza di non riarrangiarla troppo rispetto all’originale.