Trovo molto interessante quello che sta accadendo in questi giorni a proposito delle inchieste giudiziarie sugli appalti pubblici della Maddalena, del G8 e di altri appalti ancora, che stanno investendo alti funzionari dello Stato e della Protezione Civile. Trovo interessante sia la reazione della gente, che il fatto in sè.
E’ vero che siamo ancora a livello di inchiesta e di indagini, di invii di avvisi di garanzia (atti che tutelano l’indagato ma che da noi hanno assunto l’imprimatur della scomunica) ma dalle intercettazioni emerge un quadro “spettacolarmente desolante” della situazione. C’è da una parte, quella degli ipotetici e nemmeno tanto ipotetici malfattori, un atteggiamento strafottente e imbarazzante di intoccabilità e impunità e violenza delle istituzioni civili e dello Stato. Dall’altra parte c’è lo stupore e lo sdegno degli italiani non tanto verso i reati sui quali si sta indagando, ma sull’atteggiamento irriguardoso, incivile e appunto strafottente degli indagati.
Cioè, si discute e ci si arrabbia, non per i reati in questione, ma per il mercimonio di prostitute e per i favori anche banali (addiritura si parla dell’acquisto/regalo di sanitari per un bagno con soldi pubblici) che corrotti e concussi o corruttori e concussori, si sono scambiati. Cioè: “Hai rubato e truffato? Vabbè, dai, fatti qualche anno di galera, forse, ma sei un bravo ragazzo”. “Come???? Ti sei fatto mandare una escort per un massaggio all’uccello????? Al patibolo! Verme schifoso!”.
Tutto sommato preferisco un funzionario dello Stato in gamba ma puttaniere, piuttosto che un funzionario corrotto che predica la parola del Signore tutte le domeniche. In fin dei conti, se un uomo vuole andare a trans o a puttane, saranno questioni della sua sfera privata, se riesce ovviamente a mantenere la questione fuori dalle luci della ribalta.
Tornando invece ai reati di corruzione, che secondo statistiche e analisi, negli ultimi anni se non mesi, sono cresciuti a livello esponenziale, mi chiedo se è una questione tutta italiana (o levantina) o forse in Italia se ne parla di più che altrove? Perchè io non credo che nei paesi anglosassoni siano tutti cavalieri senza macchia. Se pensiamo da dove ha avuto origine la crisi finanziaria, figlia anche di malaffare, lobbies di potere, amici, amici degli amici e pratiche sicuramente non “pulite” e trasparenti …. Si può ben dire che i malfattori italiani sono in buona compagnia e magari anche più fessi di quelli d’oltralpe. Certo però, che da noi si sta davvero esagerando e la questione comincia ad assumere dimensioni abnormi
Ma cosa ci differenzia in realtà? Come ho sempre detto, non sono un giurista ma qualche elementare nozione di diritto e un po’ di spirito di osservazione, mi porta a trovare delle differenze piuttosto di sostanza.
La certezza della pena e le tempistiche dei processi.
Nei Paesi anglosassoni, chi viene beccato con le mani nella marmellata, è fuori! (O meglio, dentro). Si becca i suoi anni di galera e non c’è santo che tenga. Dopo un giusto e regolare processo, che non dura 30 anni, il funzionario corrotto o il corruttore, espiano le loro colpe nelle patrie galere. Ma c’è di più. Chi si è macchiato di reati contro il patrimonio dello Stato, sia che sia concusso o corrotto, è fuori dai giochi politici e non potrà più assumere cariche statali, questo per evitare la reiterazione del reato.
Questo in Italia non c’è. Dirò di più, uno dei motivi per cui molte aziende straniere chiudono baracca e burattini da noi è proprio per questa “incertezza” del diritto che porta ad avere lunghissimi contenziosi assolutamente ingiustificati e ingiustificabili. E la certezza della pena? Pura fantasia! O meglio, c’è, ma non per tutti! Tra condoni, sconti di pena, attenuanti generiche e pene depenalizzate, spesso il corrotto/corrutore è a spasso pronto a continuare la sua vita di sempre. Ma anche per reati diversi da quelli che orbitano intorno ai processi corruttivi, la musica non cambia. E il nostro parlamento, ne è un esempio.
Lentezza burocratica e iperlegiferazione.
L’Italia ha un “armamentario” di leggi che ha dell’incredibile. Tra codice civile, codice penale, codice di prcedura civile, codice di procedura penale, codice tributario (se ho dimenticato qualcosa, chiedo venia), il pranzo è servito. Ma poi aggiungiamo normative regionali/provinciali/comunali, norme attuative, indirizzi interpretativi, decreti ministeriali e presidenziali, sentenze della Corte di Cassazione che diventano norma e diritto e possiamo riempire immense stanze di volumi … Se penso al Bundesgesetzbuch della Germania (traduzione letterale: libro federale delle leggi) relativo al codice civile, che è un libricino tascabile di forse 10o pagine …. Mi viene da pensare: ma non è che con tutto questo bagaglio normativo, abbiamo ucciso la nostra libertà? Non è che forse la corruzione nasce paradossalmente anche dall’incertezza delle norme, che sono troppe e poco chiare? Se un paese come la Germania, che è in Europa come noi, che sta ad appena 85 km dal Brennero e non dall’altra parte del mondo, riesce a cavarsela con un libricino di 100 pagine, toh!, facciamo 2 perchè c’è anche il penale, perchè noi non riusciamo con l’enciclopedia britannica del diritto romano/bizantino/italiano?
Certo, possiamo dire che le differenze tra paesi anglosassoni e l’Italia sono parzialmente e culturalmente nella sostanza del diritto, quello anglosassone appunto e quello latino/giustinianeo
Cito:
Oggi la distinzione tra Common law e Civil law è familiare a tutti gli studenti di diritto. Da una parte sta la tradizione anglosassone, con la sua giurisprudenza e il suo principio del precedente, e, dall’altra, la tradizione romanistica con le sue caratteristiche di razionalità e sistematicità.
Ricordo un’inchiesta di Report, fatta sulle norme edilizie. Prese come esempio pratico, la necessità da parte di un proprietario di due appartamenti, di unificarli attraverso una porta di accesso. Le obbligazioni del proprietario in materia di presentazioni documentali, richieste, DIA, bolli, commissioni edilizie, architetti, geometri, visti, vidimazioni, avevano dell’allucinante sia in termini di tempistiche che di costi. Per una porta, 20 mila euro. In Germania stesso caso, risolto in una settimana, con un semplice modulino spedito via posta e il costo orario del muratore. Niente bolli, niente di niente. Ovvio che il proprietario, in Italia è invogliato a fare tutto abusivamente. Ma fare le cose abusivamente porta ad un circolo vizioso incontrollabile che necessariamente, per essere mantenuto entro limiti accettabili (da chi non si sa) porta a legiferare continuamente sfornando norme su norme, organi di controllo e burocrazia su burocrazia. Ma burocrazia vuol dire lentezza e non vuol dire controllo. Ecco perchè per costruire l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, ci vogliono 40 anni e più. Per costruire la TAV Milano-Bologna-Firenze-Roma-Napoli, più di 20 anni. Il contribuente paga e le fila dei funzionari e impiegati statali si ingrossano ogni giorno di più alimentando così anche il mercato del voto di scambio (ergo la mafia).
In Italia, costruire un’autostrada costa, a parità di morfologia del terreno dove essa deve essere costruita, il doppio o il triplo degli altri Paesi Europei. Costruire una scuola in Italia costa 4 volte rispetto agli altri Paesi Europei, e così lasciamo i nostri ragazzi in edifici fatiscenti, che non ho visto nemmeno in Moldavia alla caduta dell’impero Sovietico. Ma è così ovvio! Burocrazia, mafia, tangenti e malaffare. E così i costi lievitano. Mentre un sistema più snello sarebbe anche più facile da controllare.
Lo stesso problema lo troviamo nel nostro sistema parlamentare. l’attuale governo, ma anche quelli precedenti, operano per decreti d’urgenza. difficilmente oggi si segue la prassi dei disegni di legge da convertire poi in legge dello Stato con le normali procedure bicamerali. Ci vogliono anni su anni, emendamenti su emendamenti, discussioni su discussioni. Il tempo passa e il mondo nel frattempo è andato avanti. E la legge finalmente diventata legge dello Stato, diventa inutile e vecchia. E così il governo vara un bel decreto, che poi con la propria maggioranza, se questa è forte, dopo 60 giorni, diventa legge dello stato saltando le prassi parlamentari. Fine della democrazia parlamentare e inizio della democrazia governativa!
Conclusioni
Ecco che in questo quadro “clinico” piuttosto desolante, l’Italiano si arrabatta come può. E’ facile dire che questo o quello, sono corrotti. Ma proviamo a prendere coscienza del fatto che il malaffare e la mancanza di senso civico esiste anche tra tutti noi. O forse che non esistono dentisti che lavorano i nero e dichiarano meno di un operaio della Breda? Oppure operaio che hanno il doppio lavoro e il secondo è totalmente in nero, in barba a tutte le norme vigenti? O no è vero che la stragrande maggioranza dei costruttori edili si è arricchita con il “nero”? O vogliamo parlare dei pensionati, qui nella mia cittadina, che continuano a rimanere in azienda, bellamente in nero, rendendo difficile il ricambio generazionale? O le porcherie disumane che vedo nel settore agricolo a tutti i livelli? E vogliamo parlare dei piccoli funzionari comunali “imboscati” nelle ragionerie comunali? O i concorsi fatti ad hoc per assumere un dipendente comunale già indicato prima del concorso? Ci sarebbe un elenco enorme che coinvolge tutti, anche me. Nessuno è senza peccato e in qualche riga di un qualche codice civile, penale o tributario che sia, c’è scritto, tu non lo sai, ma c’è scritto, che di qualcosa sei colpevole. Qualcosa c’è!
Sembra che alla fine non rimanga altro da fare che andare a puttane! E nemmeno loro, pagano le tasse!











