Argomento impegnativo questo. Ma bisogna pur parlarne. Per un’azienda che affronta l’impegno di far produrre un sito web aziendale, c’è sempre il solito “smanettone” che per qualche spicciolo produce tutto ciò che il cliente, orgoglioso della sua identità aziendale, vuole che venga pubblicato sul sito medesimo. Purtroppo nel mio lavoro, incontro spesso queste realtà e ciò è dovuto al fatto che ancora pochi si sono resi conto che il sito web è un vero e proprio strumento di comunicazione, interattivo, che non può essere preso sotto gamba o peggio ancora, commissionato a chi non ha nessuna preparazione professionale se non quella di “programmare” o comunemente chamato “informatico”. Il sito web, con l’informatica “non c’azzecca” nulla.
Oggi, per un’azienda, avere un sito web, significa esporsi, anche mediaticamente, al pubblico giudizio di concorrenti e potenziali clienti, in tutto il mondo!
Finire nella fornace di Google, Yahoo! o Bing, con pagine web malpensate e malprogettate, significa autoescludersi dalla competizione e dalla possibilità di avere una visibilità e un impatto positivo sul pubblico interessato. Che piaccia o non piaccia, che ci si creda o non ci si creda, oggi, avere un sito web “sbagliato”, è un danno incalcolabile che nei prossimi anni si pagherà pesantemente. E sarà difficile poi correre ai ripari. Eppure, la presa di coscienza di ciò che dico, è ancora un fatto poco diffuso e considerando che l’investimento alla fine è poca cosa rispetto agli investimenti necessari per comunicare sui media tradizionali, mi riesce ancora difficile comprendere il perchè di questa situazione.
Di sicuro è necessario, da parte degli operatori del settore, come me, ma anche come tanti altri che ogni giorno si battono per dare il massimo, evangelizzare, fare cultura, concepire il proprio lavoro secondo principi etici condivisibli con il mondo delle imprese. Speriamo che ciò avvenga il più velocemente possibile.
Questa lunga premessa, per introdurre un argomento di cui poco o nulla si parla purtroppo: la pianificazione media e nello specifico, la pianificazione per lo sviluppo di un progetto web oriented (il sito web aziendale in primis).
Non voglio soffermarmi sulla pianificazione media in generale, che è argomento lungo e complesso, (per il quale vi invito, se volete approfondire, a scaricare questo documento molto esplicativo Ottimizzare la pianificazione media) ma parlare, in modo estremamente semplice, del web e più nello specifico del sito web aziendale.
Al di là delle questioni che girano intorno alla scelta della web agency con cui lavorare, che tralascio, la questione principale o meglio la parte da leone, nella progettazione di un sito web è la definizione e la progettazione dei contenuti. Normalmente, si comincia dalla grafica, cioè dallo sviluppo del layout, e se quest’ultimo viene accettato dal committente, si passa all’inserimento dei contenuti forniti dal cliente stesso per completare il sito web. E’ un errore madornale.
La prima cosa da fare è sviluppare una headline, una strategia di comunicazione e di conseguenza, i conteuti suddivisi per argomenti, sezioni o categorie, gli elementi di interattività col pubblico (pagina contatti, social networks, sondaggi, call to actions, forums, chat, commenti ecc…) per arrivare solamente alla fine con la realizzazione del layout grafico e infine la programmazione vera e propria. Non seguire questo iter, significa costruire una casa partendo dal tetto, lavorando senza un progetto, a casaccio, come tira il vento o a seconda degli umori del cliente.
Ma perchè è NECESSARIO cominciare con la pianificazione e l’ideazione dei contenuti? Semplice, perchè sono quelli che davvero interessano al pubblico. Ma se sono quelli che realmente interessano, diventa chiaro che, sbagliando la strategia di comunicazione o peggio ancora proponendo contenuti inadeguati, vecchi, banali, AUTOREFERENZIALI e senza appeal, anche tutto il restante progetto grafico ne avrà da soffrire atrocemente, rendendo il sito web un inutile e dispendioso cestino della spazzatura.
Il vero e grosso scoglio da superare, per una web agency, è proprio la definizione di una headline. A volte diventa una inutile battaglia con il cliente, che non capisce o peggio ancora non apprezza. Di conseguenza, anche i contenuti, rispecchiando una non-logicità o un filo conduttore inesistente, sono solo frutto di una posizione autoreferenziale del cliente, che prima di dire chi è preferisce dire ciò che fa. Poi, molto spesso arriviamo a casi dove il cliente oltre a non riuscire a ipotizzare una headline, non è nemmeno in grado di produrre contenuti interessanti (la maggior parte delle volte) e mal digerisce l’affrontare la spesa di un copywriter esterno o peggio, non ne vede assolutamente l’utilità. Si arriva alla fine alla triste situazione di dover “legare l’asino dove lo vuole il padrone” pur di arrivare in fondo ed emettere l’agognata fattura. E’ triste ma è così.
Io per far capire meglio ai committenti il perchè la pianificazione di un progetto web oriented deve cominciare dal contenuto, utilizzo un breve filmato di Mauro Lupi, molto carino e molto chiaro. Lo ripropongo qui:
Buona visione!












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