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siti web e costi

Quanto costa un sito internet?

Siore e siori, venghino! Qui si offrono siti internet a 150 Euro al kg. Roba fina, roba fresca. Provare per credere. Sconto famiglia, paghi 2 e porti via 3

Andreas Voigt | mercoledì, settembre 1st, 2010 | 14 Comments »

La fatidica domanda, quella che sai che arriva e alla quale non sai mai che risposta dare.  ”Senta, la chiamo perchè vorrei sapere quanto costa da voi far fare un sito internet, più o meno, non mi serve un dato preciso al centesimo”.

Quando ti fanno questa domanda, cala il silenzio. Cominci a balbettare qualcosa, poi ti lanci con le domande: “Ma a cosa le serve, qual’è lo scopo, che tipo di sito vuole, serve un sito statico o dinamico, già ottimizzato per i motori di ricerca, è per un e-commerce, tanto per citarne alcune. Tutte domande che servono per farsi un’idea più o meno vaga di colui che ti ha fatto la richiesta. Spesse volte si rimane pure delusi.

Definire un prezzo per un sito, come fosse una benna o un trattore, un kg di Parmigiano o un pacco di scatole di fagioli borlotti è quanto di più assurdo ci possa essere. Farlo poi, e prestarsi al gioco del prezziario cinese per qualcosa che per la sua natura indefinita è difficile da collocare all’interno di un listino prezzi, è prima di tutto poco etico perchè in questo modo il cliente non è in grado di percepire una volta per tutte, di che cosa stiamo parlando, ma soprattutto diventa persino umiliante, per chi come me, ma anche tanti altri, cerca di fare questo mestiere in modo serio. Provate ad andare da un avvocato e chiedergli quanto vi costa una causa. Vi risponderà per sommi capi impossibilitato, per tutta una serie di variabili indefinite, a darvi una risposta precisa ed esaurente. O sarebbe come andare da un medico e chiedergli: “Mi scusi, ma quanto mi costano 5 anni di vita?” Leggi il resto dell’articolo

Lavoro e società

Il lavoro in Italia è un privilegio

Sempre di più in Italia, il lavoro sarà un privilegio da difendere ad ogni costo.

Andreas Voigt | martedì, agosto 31st, 2010 | 21 Comments »

Lavoro e disoccupazioneLe notizie che riceviamo, relative ai dati sull’occupazione, sulle aziende che hanno aperto presso il Ministro Sacconi un tavolo di crisi, sono piuttosto inquietanti. Si parla di 500 mila posti di lavoro a rischio entro la fine dell’anno. Senza contare poi tutto l’indotto. Aziende straniere che stanno letteralmente smobilitando, in fretta e furia, le proprie sedi italiane perchè non esistono più per loro, i presupposti economici per continuare a rimanere e ad investire qui; nomi e marchi illustri che decidono di abbandonare il Bel Paese per cercare fortuna altrove e spesso la trovano.

Ma anche le aziende italiane non sono da meno. La Indesit per dirne una ha deciso di chiudere i propri stabilimenti del Nord Italia. La OMSA, che ha deciso di trasferire i suoi comparti produttivi nell’est Europa. Ma sono solo gli ultimi nomi di una lunga lista di aziende che hanno deciso che in Italia, non è possibile fare impresa.

Non voglio soffermarmi sulle questioni e le motivazioni che spingono tante aziende a chiudere e a trasferirsi. Ce ne sono moltissime, giustificabili e anche non. Vorrei soffermarmi invece sul conseguente problema che ci affligge adesso, ma che diventerà sempre più pesante nei prossimi anni, dove il mondo politico dovrà dare risposte concrete, se vogliamo che l’armonia sociale rimanga ancora ben salda. Altrimenti, vedremo tempi davvero bui e violenti. A me sembra che qualche avvisaglia di malcontento e violenza, sia già palese. Leggi il resto dell’articolo

Presentazione nuovo sito

Finalmente il nostro sito INNOVANDO è finito

Grafica nuova, sito nuovo, per dare più importanza ai contenuti. Vogliamo essere e non apparire.

Andreas Voigt | venerdì, agosto 27th, 2010 | 7 Comments »

Ci abbiamo messo parecchio e chi ci ha visitato spesso si trovava cose “strane”. Purtroppo però tra ferie e altri impegni, come si sa, le cose proprie rimangono sempre indietro. Come le scarpe del calzolaio. Alla fine però ce l’abbiamo fatta. Mancano ancora un paio di sciocchezze, ma possiamo annunciarlo: abbiamo finito!

La veste grafica rispetto a quella precedente è completamente diversa. Abbiamo voluto focalizzare tutto sui contenuti, senza orpelli e ricami di sorta. Essendo noi, per nostra cultura e mentalità, molto “contenutocentrici”, la veste grafica non poteva che essere quella che ora vedete. In realtà, non è originale. Abbiamo preso spunto da colui che consideriamo oggi un maestro della comunicazione online e più precisamente Jason Santamaria. Visitando il suo sito potrete vedere le analogie. Confesso, il suo è più bello!

Tornando a noi, dicevo che abbiamo voluto dare massima importanza ai contenuti. Niente proliferazione di widgets, di links amici o di altre “diavolerie” che è possibile installare con WordPress. Avevamo anche un plugin per le statistiche di accesso al sito ma abbiamo tolto anche quello. A parte due o tre cose, è un’installazione “nuda e cruda” di WordPress. Abbiamo lasciato il plugin per la generazione della sitemap, il plugin per l’OpenID, quello per i social-network e Nextgen Gallery, Akismet e All in One Seo. Nothing else! Leggi il resto dell’articolo

web, e-commerce e voglia di vendere.

Voglia di e-commerce

Sito di e-commerce sì ma sempre con intelligenza. Informarsi bene è il primo passo verso un buon successo.

Andreas Voigt | mercoledì, agosto 25th, 2010 | 9 Comments »

Ormai è un dato consolidato da tempo, la voglia di avere un sito di e-commerce cresce e così il numero di siti web che vendono dalle caramelle, ai bottoni, alle automobili fino ad arrivare a prodotti chimici o per la casa, sono in costante aumento.

Sul web ormai si vende di tutto. E’ possibile, volendo, vivere bene comprando solo sul web con la carta di credito, senza far girare contanti e si risparmia pure. Puoi fare la spesa sul web per riempire il tuo frigorifero, puoi comprare abiti, puoi comprare dischi, film, intrattenimento in generale, arredamento e complementi, biancheria per la casa. Puoi comprare infissi per la casa con relativo servizio di installazione e montaggio. Nulla è rimasto fuori, tutto si può comprare sul web attraverso un sito di e-commerce. Ho visto anche casseforti e armadietti di sicurezza. Vuoi un bell’orologio? Magari pure di quelli contraffatti definiti con il termine “copie autentiche”? Li trovi sul web. Trovi anche medicinali, prodotti farmaceutici, omeopatici, prodotti per la bellezza e per il benessere tuo e dei tuoi amici a quattro zampe. Puoi organizzarti un viaggio a Tahiti o avere per Natale un albero già addobbato. Cos’altro puoi desiderare? C’è anche quello!

Ognuno, apparentemente con poca spesa, può crearsi il proprio negozio virtuale ed entrare nel mondo dell’imprenditoria. L’andamento costante in crescita del fenomeno, porta a pensare che il sistema funzioni. Ma funziona veramente? Gli scettici ci sono tutt’ora. Leggi il resto dell’articolo

Politica ed istituzioni, tra berlusconismo e sistema parlamentare tradizionale.

L’anomalia Berlusconi, tra azienda e istituzioni.

Il problema del berlusconismo è la sua incapacità di digerire le “regole” istituzionali in nome di un verticismo tipicamente aziendalista.

Andreas Voigt | lunedì, agosto 23rd, 2010 | 23 Comments »

Siamo di fronte ad una guerra nemmeno tanto sotterranea che coinvolge in modo pesante l’establishment italiano e in maniera rilevante lo staff del Presidente del Consiglio e il suo “semi-partito”. La guerra di nervi iniziata già ai primi dell’anno e sfociata in guerra aperta con la defenestrazione vera e propria dal partito del co-fondatore del PDL Gianfranco Fini (Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana) e dei suoi seguaci più fedeli è lo specchio della verità sulla difficoltà di Berlusconi di adattarsi ad un modus operandi tipico delle procedure istituzionali, pretendendo di adottarne uno più simile a quello di un vero Amministratore Delegato. con pieni poteri come in una importante azienda.

Questo è il motivo per cui il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana (figura di espressione politica, ben definita dalla normativa costituzionale) incappa spesso in scivolate su bucce di banana, che in realtà scivolate non sono, indice del fatto che il modus operandi berlusconiano, aziendalista e verticista, mal si sposa con quello definito dalla Costituzione. Leggi il resto dell’articolo