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Le vicende di questi giorni, sulle frequentazioni del Presidente del Consiglio, a parte le riflessioni di carattere morale, sull’opportunità o meno di esporre una carica dello Stato così importante al pubblico ludibrio, sorgono anche altre questioni ben più importanti sulle quali pochi hanno riflettuto.

Lo scenario che ci si prospetta davanti è davvero poco edificante soprattutto per la condizione femminile in Italia. In fondo, cosa resta, a una giovane di bell’aspetto e belle speranze se non prostituirsi? In Italia appena il 46% delle donne lavora, se aggiungiamo che 3 giovani su 10 sono a casa, la disoccupazione giovanile femminile è a livelli paurosi.

Oggi cosa si può consigliare ad una famiglia che ha una figlia giovane? Invece di regalarle la patente, meglio risparmiare e regalarle qualche seduta dal chirurgo estetico per gonfiare il gonfiabile e aggiustare dove necessario. Più tette e meno cervello e il futuro è assicurato.

Se poi esiste un po’ di capacità imprenditoriale, il passo per aprire una attività di “gnocca da asporto” non è poi così difficile. E’ una di quelle attività che non sente mai crisi come le agenzie funebri. Due soldi per una cassa da morto o una bella trombata con la biondona che ti piace, li hai sempre. Questo oggi è il messaggio che passa alle giovani generazioni. Cosa vuoi mai, con una serata porti a casa almeno 5 mila Euro! Fai 20 serate in un anno e stai da regina! Non paghi tasse, non hai problemi, sei indipendente e hai il tassametro sulla passera.

Così accendi la TV e in preserata, vedi la squinzia discinta, con vestiti attillati, che ti ancheggia davanti al naso ammiccando e sorridendo e non capisci che cosa c’entri costei con il contesto. Avete visto le concorrenti nel nuovo programma di Papi su Mediaset? Giovani, belle, pettorute, in minigonna e tacchi a spillo. O sei così o sei trippa per gatti.

E a scuola? 12enni già esperte di ragazzi, che girano con jeans attillatissimi e culo scoperto, truccate come Lady Gaga, tacchi alti, borsette/abiti firmati a sculettare in mezzo ai ragazzi. Sono donne con cervello da bambina. Il passaggio al sesso a pagamento diventa molto facile. Che tristezza.

E’ vero, non tutte sono così, ci sono anche le brave ragazze “acqua e sapone”. Ma lo stereotipo della ragazzina moderna è quello che assomiglia molto a Ruby Rubacuori che balla il bunga bunga alle feste dei potenti. L’importante è avere, avere soldi, nient’altro che quello. La parola più usata dalle giovani è Euro. Un po’ perchè non ne hanno, quelle che si apprestano a iniziare il cammino verso il futuro (mondo del lavoro), un po’ perchè ne hanno troppi e un po’ perchè sia le une che le altre non sanno che esiste anche altro. Ma non leggono, guardano il Grande Fratello e vogliono diventare Veline.

Per fortuna che il futuro è donna, almeno così è all’estero. Da noi donna pare significare altro e non scendo in particolari. Da noi, giovane e donna, magari bella significa solo ed esclusivamente macchina da sesso. Da iniziata entri nella scuderia del pappone di turno, se hai fortuna è un pappone gentile e ben introdotto nelle maglie del potere, magari amico di un giornalista famoso …

Ditemi, qual’è la differenza tra una donna dell’est portata in Italia e costretta a battere lungo le strade di periferia e la ragazzina che balla la lap-dance in reggicalze in un privè di un ministro? La violenza perpetuata contro queste due donne è la stessa.

Qualcuno mi dirà che sono il solito moralista e che queste cose sono sempre esistite e sempre esisteranno. Vero! Ma il problema è che da noi, paese che si reputa civile, le gnocche a tassametro son sempre più giovani e non sono professioniste, sono figlie, scolarette, adolescenti e indifese. Io a 12 anni, giocavo con le macchinine! Oggi le 12 enni non giocano con le bambole …. ma con i “bambolotti”.

Il 46% delle donne lavorano! Signori, è democrazia questa? Altro che quote rosa! Altro che Repubblica fondata sul lavoro! Questa è una Repubblica fondata sul bunga bunga! Questo è un Paese che ha tagliato fuori la donna dal suo futuro. Se oggi il 46% solamente delle donne lavora, nei prossimi 20 anni come sarà la percentuale? In un Paese che si sfalda, che deindustrializza, dove la forbice tra poveri e ricchi si sta allargando paurosamente … Il futuro qui in Italia non è donna ma bordello 2.0. Dobbiamo seriamente fermarci a riflettere. Quello che oggi sta uscendo sui giornali è devastante, di una miseria intellettuale e di una pochezza culturale senza fine.

Unconventional Communication
Un po' di me:
Istrionico, ironico e positivo. Mi definisco così. C’è chi mi definisce colto ma io non lo penso. Credo che la vera cultura sia ben altro. Ho la fortuna di essere nato a cavallo di due culture, quella tedesca e quella italiana e sono perfettamente bilingue, questo per me è sempre stato un grande vantaggio. Sono convinto che siano le cose fatte, quelle che dimostrano ciò che davvero sei. Perciò, andiamo avanti!

28 Comments:


  • By Antonio Rossi 20 gen 2011

    Far passare per normale quello che non è omologando comportamenti censurabili.
    Non puoi da una parte fare la morale ( sul posto di lavoro quanti imprenditori e manager chiedono di presentarsi in “divisa” ), poi nel privato vai a puttane, sniffi cocaina e ritieni normale quello che fai.
    Il modello che passa sempre di più è quello delle “scorciatoie e dello sponsor”, la formazione, la gavetta non sono più importanti.
    Personalmente ho avuto discussioni con colleghi imprenditori sull’argomento e, deriso per la mia normalità ( le ho fatte da giovane quando ero libero ma senza danneggiare nessuno ), nel mio piccolo non ho più assegnato lavoro a loro oppure gli ho tolto il mio appoggio.
    Non per orgoglio ma solo che un imprenditore che va a puttane, sniffa o semplicemente tiene comportamenti a “rischio” mette in pericolo il suo business, la sua immagine e di conseguenza indirettamente la mia ( brand reputation ci investono molti marchi famosi, ma gli imprenditori nostrani non ci badano ).
    Un invito a toccare il “portafoglio” delle persone ( togliendo loro commesse, appoggio e non comprando i loro prodotti ) vedresti che certi comportamenti crollerebbero vertiginosamente.

    • By Andreas Voigt 20 gen 2011

      Potrebbe essere una buona soluzione. Ma il fatto che l’Italia sia agli ultimi posti in Europa per quanto riguarda l’occupazione femminile è un fatto che non può essere trascurato, anzi dovrebbe gridare allarme. Ho la netta sensazione che dietro alle cifre terribili dell’ISTAT ci sia una condizione ancora più sconsolante. Molte di quel 54% di donne che non lavorano, in realtà lavorano, ma come? In che condizioni? Questo è il punto. Ed ecco spiegato il motivo del mio articolo. Vogliamo parlarne? Io sogno una Presidente del Consiglio donna. Una Angela Merkel all’italiana. Perchè no?

  • By Carlo Pisacane 20 gen 2011

    Caro Andreas, non saprei cos’altro aggiungere. E’ così deprimente … Io mi domando ancora cosa aspettiamo? Vogliamo proprio arrivare in fondo al baratro? Ma non ce ne rendiamo conto?

  • By Francy 20 gen 2011

    Andreas, caro. Non è solo il bunga bunga sa? Sono anche le piccole cose. Il lavoro femminile è sempre più dequalificato, malpagato e sfruttato. Per le donne che sono in maternità poi, ne vogliamo parlare? Come vengono trattate? Una donna ha paura ad avere figli perchè sa che con tutta probabilità verrà mobbizzatta al suo rientro. Non c’è altro da dire, caro Andreas.
    Mi hai profondamente rattristato stamattina.

  • By Giulia 20 gen 2011

    Ho 32 anni quasi 33. Dicono che sono una bella donna, ma non mi sono mai sentita tale. Sul lavoro ne ho subite di ogni, dalle palpate, alle avances alle richieste “strane” da parte di colleghi e titolari e ho sempre detto di no. Sono laureata in chimica e lavoro in un laboratorio di analisi, finalmente. Ma cosa faccio? Sto al centralino e faccio fotocopie. Dato il mio bell’aspetto è meglio che io stia alla reception! Che poi io sappia fare bene il mio lavoro, interessa a pochi.
    Questa è l’Italia! Ho dovuto accettare perchè almeno qui non subisco molestie, qui sono gentili e rispettosi. Siamo in 12 persone, 10 uomini e due donne.

    • By Andreas Voigt 20 gen 2011

      Non si può che rimanere senza parole.

    • By danielle 20 gen 2011

      @Giulia E’ una situazione molto più comune di quel che pensi. La triste realtà è che qui conta solo quello che NON hai nel cervello.

  • By melamela 20 gen 2011

    Io sono sorpresa che ci si sorprenda perchè sono anni che sta passando questo messaggio, solo ora ci si accorge che il limite è superato e che anche le proprie figlie (viste dai padri) non hanno alternativa a queste “professionalità”.
    Quando le donne denunciavano l’inflazione di culi e tette ovunque anche per propagandare la colla, allora erano bacchettone? E adesso cosa sono?
    E’ piaciuta un po’ a tutti(i) questa leggerezza. Sveglia!

    • By Andreas Voigt 20 gen 2011

      Io non sono sorpreso anzi, ma sono incazzato. Sono tedesco e voto Angela Merkel, non perchè donna ma perchè persona e anche molto in gamba. Adesso, non so cosa dire. Sono completamente basito dal silenzio assordante che copre ogni cosa.

  • By Vasco da Gama 20 gen 2011

    Ci ho pensato a lungo prima di rispondere all’articolo di Andreas. Perchè non volevo entrare in uno stato mentale tra l’inutile depressione e la rabbia cieca. Perchè sono anche io basito dal silenzio assordante, riempito solo da chiacchiericcio su “chi scopa chi e come lo fa e a che prezzo”. Quello che Andreas sintetizza e accenna è solo un estratto sintetico di quel che si legge in giro.
    Ricordo poi come ho scritto qui l’altro ieri che anche qualche giovane e bella laureata, al di là di ogni sospetto, si stia chiedendo se non le convenga frequentare le “discoteche giuste” in modo da alzare circa 1000 euro a sera, con il tassametro citato da Andreas.
    Ma la situazione è talmente grave che uno scatto si impone, per reagire e contrastare un blob maleodorante che si è insinuato in tutte le pieghe del vivere sociale. Non sono moralista e non voglio farlo, quindi non commento i comportamenti privati. Ma quando questi comportamenti privati diventano espressione sia di comportamenti penalmente rilevanti (prostituzione minorile, induzione e sfruttamento della prostituzione, concussione) che espressione di una “visione della vita” frutto di una grave patologia personale (oggi su Il Fatto Quotidiano lo psicoanalista Massimo Recalcati fa una durissima analisi di Mr. B. coniando il termine “narcinismo”, ovvero l’osceno frutto di narcisismo e cinismo) diventa necessaria e ineludibile una riflessione seria.
    La donna, il lavoro femminile, ma soprattutto l’immagine femminile: gnocca e tette per vendere telefoni, carta igienica, surgelati, antidiarroici….Questo tipo di pubblicità è particolarmente diffusa in Italia, mentre in altri paesi “tira” di più l’ironia…Non è moralismo, ma d’altra parte cosa ci si aspetta in un Paese in cui si è dibattuto per secoli sulla questione se le donne avessero o meno l’anima, e se si, quanti mesi dopo la “ricevessero” rispetto ai maschi?….
    La questione non è solo a livello sociologico ed economico sul lavoro femminile ma ben più profonda, sull’idea, la rappresentazione, l’immagine femminile cosciente e inconscia. E sulla violenza espressa da tutti coloro che infieriscono su questa immagine, prima di tutto pensando, e poi spingendo ad “agire” immagini semplicemente pornografiche. Pornografia intesa come esaltazione maniacale di parti e di comportamenti totalmente scissi dall’integrità della persona. I racconti intercettati ci dicono di siparietti porno che nemmeno nei film di serie b degli anni 70, quando si riscoprivano i pruriti post repressione degli anni 50….E tutto questo ci impedisce di avviare una riflessione seria sulla condizione della donna, su quella che lavoora e su quella esclusa dal lavoro, sulle pari opportunità, sulle vessazioni, sulle “lettere di dimissioni” firmate con la data in bianco da usare in caso di maternità della lavoratrice, sulla mancanza di servizi che obbliga le donne (e chissà perchè non gli uomini) ai servizi di cura per bambini, genitori anziani, parenti sofferenti etc etc.
    Problemi che sono le grandi questioni sociali, problemi che sono le grandi questioni dell’immagine profonda che la società si dà della donna, e tutto questo ignorato, evitato, annullato, perchè siamo forzati voyeur delle orge da basso impero di un vecchio imperatore e di una corte di prosseneti. Non posso accettarlo. Non voglio accettarlo. E voglio andare avanti. Indignato come non mai. Forse dobbiamo trovare un modo efficace di esprimere l’indignazione. Attendo nuove.

    • By Assunta 20 gen 2011

      Io sono madre di due figlie, vivo al sud, in provincia di Crotone. Qui le ragazze o studiano e vanno al Nord in cerca di fortuna, e non sappiamo di che fortuna si tratti, oppure diventano carne da matrimonio senza possibilità di crearsi uno spazio per loro. Niente lavoro, dipendenza economica dai mariti e vita infernale.
      Al sud, la situazione è equiparabile all’islam più estremo.

      • By Vasco da Gama 20 gen 2011

        @ Assunta – ti leggo, e penso con tristezza a una cultura, una regione, a donne prigioniere di una storia, a uomini schiavi di copioni che dicono immodificabili. Ti sono vicino nella tua preoccupazione. Molte studentesse fuori sede che seguo a Roma parlano esattamente come te, della voglia di non essere “carne da matrimonio”, ma poi mi raccontano della tentazione delle scorciatoie. E qui la tristezza diventa rabbia. Feroce.

  • By Vasco da Gama 20 gen 2011

    Ieri sera 19 gennaio 2011, davanti al Quirinale manifestazione degli “indignati”. Riporto qui di seguito il testo della lettera aperta al Presidente della Repubblica.

    “Caro Signor Presidente, Le sembrerà irrituale una manifestazione di cittadini di fronte al Palazzo del Quirinale, ma c’è una ragione precisa per quello che stiamo facendo e proveremo a spiegarglieLa. Siamo qui perché la Presidenza della Repubblica è la casa di tutti gli Italiani ed è qui, a casa, che abbiamo sentito il bisogno di tornare per farLe sapere che ci siamo. Siamo qui per rispondere alla domanda che forse un giorno ci faranno i nostri figli: “ma voi dove eravate?” . Siamo qui perché vogliamo farLe sapere che c’è un’altra Italia, diversa da quella che ci raccontano le cronache di questi giorni: una comunità solidale di cittadini responsabili, che studiano, lavorano senza cercare scorciatoie, amano e rispettano le leggi e le istituzioni repubblicane”.

    Un Paese responsabile. “Siamo qui perché non abbiamo rinunciato alle nostre responsabilità di figli, genitori, studenti, imprenditori, lavoratori, pensionati. Siamo qui perché non riusciamo a rimanere indifferenti di fronte al degrado delle istituzioni e dell’immagine dell’Italia nel mondo, perché non riusciamo a voltarci dall’altra parte di fronte alla gravità delle vicende che stanno venendo alla luce. Siamo qui perché è questo il nostro modo di rispettare ed onorare la nostra Storia e la nostra Repubblica: offrirLe il nostro sostegno, il sostegno di semplici cittadini che non rimangono indifferenti e hanno la forza di indignarsi”.

    L’onore delle istituzioni. “Siamo qui perché ci sentiamo umiliati e offesi dal comportamento del Presidente del Consiglio, al quale l’articolo 54 della Costituzione imporrebbe di adempiere le funzioni pubbliche che gli sono state affidate «con disciplina ed onore». Siamo qui perché siamo certi che le nostre istituzioni democratiche devono e possono essere restituite alla normalità di una grande democrazia occidentale. E’ per questo che siamo qui oggi e saremo qui ogni volta che Lei lo vorrà. Grazie, Signor Presidente”.

    • By Andreas Voigt 20 gen 2011

      L’ho pubblicata sul mio profilo di Facebook. Hai appena messo in chiaro il mio manifesto politico. Qui c’è la mia anima di cittadino. Grazie Vasco!

  • By Nico 20 gen 2011

    Tutto molto triste, molto vero, molto condivisibile.
    Che questo Paese sia alla frutta è evidentissimo, a sostenere che va tutto bene ci son rimasti giusto qualche vecchio satrapo, con relativi ruffiani, spie, feudatari e immancabile corte di nani e ballerine…

    Constatato lo scenario, a mio parere, restano due sole cose da chiedersi:
    SIAMO RASSEGNATI O NO?
    SE NO, COSA POSSIAMO FARE CONCRETAMENTE?

    Io ho un bimbo di due anni e non me ne starò con le mani in mano.
    Perdonatemi se sono così maledettamente sintetico e prosaico, ma ho un sacco di cose di cui occuparmi per provare a fare la mia parte…

    Andreas, ti aspetto tra un paio d’ore: hai anche tu hai da fare la tua parte. Dai!

    • By Andreas Voigt 20 gen 2011

      Sono al tuo fianco, sempre, lo sai! Qualcosa faremo, anzi già lo facciamo tutti i giorni!

  • By Mony 20 gen 2011

    Che bello questo blog! E’ come un segnale, una Radio Londra 2.0 Forse qualcosa c’è, non siamo tutti addormentati in un sonno profondo. Usciamo da questo coma sepolcrale e diamoci da fare!
    Grazie Andreas! Sei fantastico! Ti voglio bene anche senza conoscerti, o forse ti conosco molto bene ormai.

  • By TNEPD 20 gen 2011

    Non si sa davvero piu’ se riderne o piangerne…
    Tra le due scelgo la prima e ve la segnalo.

    http://tnepd.blogspot.com/2011/01/bunga-bunga-dalle-origini-al-mito.html

    Il prima e’ incerto, il durante e’ sotto gli occhi di tutti, e il dopo?
    :-)
    TNEPD

  • By Giovi 20 gen 2011

    Ginger Rogers diceva che riusciva a fare quello che faceva il suo partner Fred Astaire ma con i tacchi a spillo e ballando all’indietro. Se penso a quello che le donne riscono a fare in questa società depressiva, posso solo immaginare come staremmo tutti se fossero più libere di esprimersi.
    Come dice Andreas, io voto Angela Merkel for President anche in Italia.

  • By Massimo Domenici 21 gen 2011

    Esiste una ragione morale in più per non interpretare il proprio ruolo con approssimazione e scarsa sensibilità: il rispetto per gli altri. Nel caso specifico lo hai dimostrato a favore delle donne, cittadine di un mondo maledettamente maschilista sempre più orientato ad annientare la loro sensibilità. Gli uomini ne hanno una paura fottuta, solo così si spiega quello che hai così molto bene raccontato ..e non solo. Bravo!!

  • By Riccardo 21 gen 2011

    Ma non è vero che le donne sono discriminate. Vedete i buoni esempi di donne di successo che ricoprono con professsionalità e impegno importanti cariche istituzionali: Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Nicole Minetti, Michela Vittoria Brambilla…

    • By Andreas Voigt 21 gen 2011

      Sgruntissimo!

    • By Vasco da Gama 21 gen 2011

      @ Riccardo – :-) Carfagna e Gelmini, una intercettazione di loro telefonate piccanti è stata la “madre” di tutte le guerre sulle intercettazioni, la causa scatenante della legge fino ad arrivare alla distruzione dei nastri che le riguardavano. Che però giravano in tutte le redazioni da almeno un anno. E tutti zitti, perchè sembrava incredibile questo livello da lupanare pompeiano! Per un attimo Guzzanti padre si indignò, e parlò di mignottocrazia, mettendo qualche riga di quelle “dotte” conversazioni… Dopo di che Carfagna, ministro, non ha retto e ha mostrato chiari segni di anoressia, nonchè un ipertiroidismo insifficientemente curato… Minettti, promossa “igienista dentale” per l’inserimento in lista Formigoni, era un’improbabile ballerina in Colorado Cafè, e ora un rappresentante ambulante di silicone e botulino (tanto per citare un’attenta contributrice di questo blog..). Della Brambilla come imprenditore sappiamo quanti soldi ha perso con la TV, sappiamo quanti amici, fidanzati, amanti ha posizionato nei CDA che contano (vedi l’ultimo fidanzato in ACI Milano) ma soprattutto il merito istituzionale che più conosciamo è la sua passione per le calze autoreggenti esibite ad ogni apparizione televisiva….Di fronte a tutto questo come possiamo “indignarci” in modo un pò più efficace? Della discriminazione vera, quella nelle organizzazioni, nelle fabbriche, negli uffici dove se ne parla? Non è forse ora che tutti, e in primis le donne, alzino la voce con forza di fronte alla proposizione che una donna o è sposa/madre o è una puttana (pardon, escort….)? Non è forse ora di riprendere il discorso sulla condizione femminile come un discorso sulla “realtà umana” dell’essere donna in un mondo spesso “scisso”? Politicamente non sono affatto in linea con lei, ma ad es. l’articolo/lettera di Giulia Buongiorno “Noi donne calpestate, non possiamo tacere”, oggi su Repubblica, merita attenzione e diffusione.

  • By Pimpa 21 gen 2011

    Per una volta faccio la seria. Ho letto questo pezzo di Andreas più volte. Poi ho deciso di no commentare perchè il pezzo si commenta da sé, nel senso che esprime in modo molto chiaro e a volte volutamente sboccato (cosa che non mi dispiace) il pensiero di molte donne. Credo che il problema di fondo sia anche di origine culturale, cioè le nostre “tradizioni” cattoliche sul ruolo femminile nella società sono ben riconoscibili anche nel modo in cui la Chiesa ridefinisce i ruoli familiari e quelli ecumenici. Il peccato originale grava sulla femmina e da lì è un susseguirsi continuo di violenze. Le religioni rivelate sono state la tomba delle donne e non rimane da dire altro.
    @Vasco. Ti leggo davvero molto volentieri. Perchè non chiedi, anzi lo faccio io, ad Andreas di poter pubblicare anche cose tue?

    • By Vasco da Gama 21 gen 2011

      @ Pimpa – Era un pò che non ti leggevo! Ti prego, non farmi arrossire con i tuoi complimenti!Concordo sul fatto che purtroppo siamo costretti a essere seri! Seri di fronte ad una situazione che ha tutte le caratteristiche della tragedia. Una tragedia che ha assunto purtroppo la fenomenologia della farsa. Una farsa che potrebbe spingere a facili battute (vedi tutte le parodie che stanno riempendo il web….) e che invece ha tutte le caratteristiche del dramma e della tragedia. Sono particolarmente contento che tu abbia tirato fuori la questione della Chiesa, e delle “tradizioni” cattoliche: penso ai dibattiti (che ricordavo l’altro giorno) sulla presenza dell’anima nella donna, penso alla costruzione dell’immagine della “strega”, ricettacolo di Satana e di ogni male (la tentazione della “carne”….). Ecco qui la questione diventa veramente difficile, perchè si va ad incidere su alcune idee che hanno il peso dell’archetipo, con un “incistamento” in quello che qualcuno potrebbe definire inconscio collettivo. Il ruolo delle “madonne” e delle “escort….”, la donna che lavora e la “madre/sposa”…..
      Ecco ..quanto è terribilmente serio il tutto, altro che qualche puttana strafatta di silicone e coca in cerca di euro e di un’apparizione in tv! Qui è in gioco l’immagine interna della donna, l’immagine dell’uomo e del rapporto uomo/donna. Altro che bunga bunga……!!

  • By Andreas Voigt 21 gen 2011

    Pimpa, raccolgo la tua richiesta e confermo. Chiedo a Vasco se vuole partecipare più attivamente. Questo è uno spazio aperto a chi ha qualcosa da dire, sempre!

  • By Vasco da Gama 21 gen 2011

    @ Andreas e Pimpa – onorato dell’invito! ma credo di aver bisogno ancora di un pò di tempo e di calma. Siete pestiferi!! E ora vado a rileggermi un pò di testi di storia sulla legiferazione nella Serenissima del ’700 circa comportamenti, tariffe, limitazioni e regole da rispettare da parte delle prostitute, alla luce di quanto dettato anche dall’Arcivescovo del tempo e sulla base della classificazione delle prostitute in varie categorie a seconda di criteri che sembrano essere più rigorosi di quelli di oggi…
    Ps a ogni Giubileo c’era una rigorosissima normativa per il funzionamento “regolare” del meretricio anche a Roma…

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