Ieri sera, parlando con una mia zia, ex proprietaria di una scuola privata di istruzione secondaria (liceo, ragioneria) di Milano, si disquisiva sulla mentalità imprenditoriale piuttosto diffusa, legata ancora a concetti piuttosto artigianali e non ancora indirizzata verso la costruzione di una vera e propria consapevolezza aziendale, in senso identificativo del termine. Siamo ancora fortemente legati al mondo produttivo, all’oggetto, la cosa, il possesso, che tutto il resto sembra effimero ed insignificante.
Mi viene in mente Erich Fromm con “Avere o Essere”, lettura che consiglio a tutti. In campo socioeconomico, molte cose descritte in questo libro, sono assolutamente attuali.
Ma qual’è in realtà il problema? Il problema di fondo è il fatto che chi oggi è imprenditore, spesse volte non riconosce la necessità di astrarre l’identità aziendale dalla realtà produttiva e quindi non riconosce, nella brand awerness, la necessità di identificare il prodotto o il servizio che fornisce, nel proprio marchio. L’imprenditore medio, ancora, riconosce il proprio marchio come elemento eventualmente qualificante del proprio prodotto o servizio e non della propria identità aziendale.
Mi trovo spesse volte in situazioni di totale imbarazzo quando, giunto al momento di progettare un nuovo sito web aziendale, si arriva al dunque dei contenuti. La content strategy è il vero scoglio da superare. Quando intervisto il cliente, per cercare di ideare una headline (lo “slogan” che sintetizza il tema della comunicazione) in modo da pianificare poi la comunicazione vera e propria, mi trovo di fronte a persone confuse, balbettanti e assolutamente prive di idee. Read More