Archive for the ‘Comunicazione’ Category

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Andreas Voigt | marzo 11th, 2010 | No Comments »
  • Comunicazione non è contenuto
    Gli avvenimenti di questi giorni, delle liste elettorali rifiutate, sono un esempio di quello che oggi rappresenta la politica: comunicazione sì, ma senza contenuto.

Internazionalizzare oggi per vincere domani

Andreas Voigt | marzo 9th, 2010 | 2 Comments »

Perchè internazionalizzare la propria azienda è così importante oggi? E soprattutto cosa significa? Uno dei punti caldi oggi, è proprio la capacità di un’impresa di essere competitiva non solo più all’interno del suo mercato di origine, ma nel mercato globale. I protagonisti orami non sono più solo gli USA, Giappone, Canada e i paesi europei, ma l’esplosione economica dei paesi del Far East con Cina in primis e diversi paesi africani e sudamericani, con il Brasile in testa, ha portato le imprese a doversi misurare con moltissimi competitors anche sul proprio territorio nazionale.

Basta un dato significativo per capire la questione: il sistema Italia, economicamente parlando, fino a 15 anni fa ancora deteneva il 3% della ricchezza mondiale prodotta, oggi siamo a livelli di microdecimali. Non è un dato poco significante. Non significa nemmeno che l’Italia ha perso quote di mercato per propri demeriti (cosa in parte vera) ma certamente possiamo dire che sono semplicemente aumentati i protagonisti sul mercato globale. Questo dato tra le altre cose è significante per tutte le imprese italiane, non solo quelle medie e grandi. Le piccole imprese spesso vivono di indotto ed è facile capire che se l’indotto diminuisce a causa di mancanza di commesse nelle grandi imprese, l’economia globale ne risente.

Ma allora cosa fare? Prima di tutto rendersi conto che l’Italia è diventata davvero piccola. Non c’è posto per tutti. La compressione del mercato del lavoro, l’enorme debito pubblico, la mancanza di investimenti in infrastrutture, formazione e conoscenza, ci porta per forza di cose a guardare fuori dalla finestra. E tutto sommato, credetemi, spesso è molto meglio! Read More

Web agency e l’etica perduta. Pubblicitari professionisti o solo programmatori ?

Andreas Voigt | febbraio 24th, 2010 | 9 Comments »

Dando seguito all’articolo di ieri dedicato alla pianificazione di un sito web aziendale, mi è venuta la spinta per scrivere questo articolo. Probabilmente sarò una voce fuori dal coro, nel dare importanza all’etica, nel nostro mestiere, ma credo che lo stato di totale ignoranza nel quale versano moltissime aziende, per tutto ciò che riguarda il mondo web, è dovuto anche e soprattutto agli operatori del settore che lavorano in modo poco trasparente o disonesto.

Secondo il mio modestissimo parere, un po’ di onestà intellettuale da parte di tutti, sarebbe necessaria, altrimenti continueremo a prenderci in giro e chi ne paga le conseguenza alla fine siamo soprattutto noi e i clienti che rimangono con le pive nel sacco.

Purtroppo un albo nazionale specifico non esiste (o per fortuna) ma penso che un po’ di autoregolamentazione, senso etico e codice deontologico condiviso, renderebbe le cose molto più facili.

Ma di cosa sto parlando? Sto parlando del fatto che moltissime imprese si trovano ad avere siti web di scarsissima qualità sia in termini di contenuti che tecnico-realizzativi. Questo a danno dell’immagine e dell’onorabilità delle imprese e a danno della categoria nostra che mostra in questo modo il suo lato peggiore, quando in realtà esistono moltissimi professionisti capaci e professionalmente preparati e corretti. Read More

La questione morale

Andreas Voigt | febbraio 15th, 2010 | 3 Comments »

La questione morale, quella definita da Berlinguer nella sua famosa intervista su “La Repubblica” nel lontano 1981, ben 29 anni or sono, è ancora una questione aperta.

«I partiti non fanno più politica», dice Enrico Berlinguer. I partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia».

Parole ancora attualissime, anzi, forse più che mai attuali, perchè rispetto al 1981 non solo non è cambiato nulla, ma la situazione forse è pure degenerata. Oggi, non c’è più nemmeno quel contegno, quel senso di pudore che allora forse c’era. Oggi, pare che tutto sia diventato un bordello, dei peggiori. Tra puttane, massaggiatrici, trans, festini, droga-party e strafottenza, già, proprio la strafottenza, il quadro che ne vien fuori non è più solo scandaloso, ma triste. Read More

Il brand non è solo prodotti e servizi

Andreas Voigt | febbraio 11th, 2010 | 11 Comments »

Ieri sera, parlando con una mia zia, ex proprietaria di una scuola privata di istruzione secondaria (liceo, ragioneria) di Milano, si disquisiva sulla mentalità imprenditoriale piuttosto diffusa, legata ancora a concetti piuttosto artigianali e non ancora indirizzata verso la costruzione di una vera e propria consapevolezza aziendale, in senso identificativo del termine.  Siamo ancora fortemente legati al mondo produttivo, all’oggetto, la cosa, il possesso, che tutto il resto sembra effimero ed insignificante.

Mi viene in mente Erich Fromm con “Avere o Essere”, lettura che consiglio a tutti. In campo socioeconomico, molte cose descritte in questo libro, sono assolutamente attuali.

Ma qual’è in realtà il problema? Il problema di fondo è il fatto che chi oggi è imprenditore, spesse volte non riconosce la necessità di astrarre l’identità aziendale dalla realtà produttiva e quindi non riconosce, nella brand awerness, la necessità di identificare il prodotto o il servizio che fornisce, nel proprio marchio. L’imprenditore medio, ancora, riconosce il proprio marchio come elemento eventualmente qualificante del proprio prodotto o servizio e non della propria identità aziendale.

Mi trovo spesse volte in situazioni di totale imbarazzo quando, giunto al momento di progettare un nuovo sito web aziendale, si arriva al dunque dei contenuti. La content strategy è il vero scoglio da superare. Quando intervisto il cliente, per cercare di ideare una headline (lo “slogan” che sintetizza il tema della comunicazione) in modo da pianificare poi la comunicazione vera e propria, mi trovo di fronte a persone confuse, balbettanti e assolutamente prive di idee. Read More