Archive for the ‘Another point of view’ Category

Energia rinnovabile vuol dire democrazia

Andreas Voigt | marzo 8th, 2010 | 1 Comment »

Energeticamente, dipendiamo ancora in gran parte dagli idrocarburi. Molto della nostra vita passata, presente e ancora futura dipende dal petrolio. Ma come tutti sappiamo, il petrolio non ce l’hanno tutti ed è concentrato quasi esclusivamente, salvo sorprese, in particolari zone del mondo. Zone del mondo poi, che per noi occidentali non sono nemmeno molto accessibili, almeno non per tutti.

Ma la specificità territoriale, da sola non basta. Chi ha grossi giacimenti sul proprio territorio, non ne possiede la tecnologia estrattiva e peggio ancora non ne possiede la tecnologia di raffinazione. Quindi, nel complesso, possiamo dire, e lo si dice da decenni, che la tecnologia necessaria per far muovere i motori a scoppio, per dire, ma molto altro ancora, anche le centrali elettriche ad idrocarburi, sono in mano a pochi. Un potere enorme, concentrato in pochissime mani, non è certamente democrazia.

Ma non volevo entrare nell’argomento petrolio, troppo complesso, geopoliticamente ed economicamente parlando, e per me anche piuttosto vecchio. Ma il vecchio purtroppo ancora comanda ed è ora che cominciamo a lasciare nelle mani delle future generazioni qualcosa di più nuovo e futuribile. E allora, perchè non cominciare proprio dall’energia?

L’energia, per essere presa anche in senso di democrazia, deve essere di tutti, ma non solo, deve essere accessibile da tutti e deve dare indipendenza. Fino a quando, energeticamente, ognuno di noi dipende da un altro, non sarà mai vera democrazia. Read More

Il web e la paura degli ignoranti

Andreas Voigt | febbraio 2nd, 2010 | 3 Comments »

Domenica scorsa mi sono imbattuto in una trasmissione su RAI1, quella condotta da Massimo Giletti prima di Domenica In. Si parlava di internet, della sua pericolosità e della necessità di regolamentarne l’accesso in funzione di un metodo educativo sano, razionale e soprattutto tutelante nei confronti dei figli. Ne è nata una discussione talmente aberrante da lasciarmi di sasso. E’ come se volessimo vietare o regolamentare l’accesso alle biblioteche. Ma teoricamente, non dovrei rimanere così perplesso e stupito. Le cose fanno paura, quando non le si conoscono. La non conoscenza provoca e alimenta i falsi pregiudizi, le dicerie e quindi la paura.

Avere paura di internet o del web, significa aver paura di portare i figli a scuola, perchè durante le ore scolastiche “chissà cosa può succedere”. Avere paura di internet significa aver paura di tutto ciò che sta fuori di casa e allora si tengono i figli inchiodati a casa davanti alla TV, che invece non è pericolosa ed è solo sano intrattenimento. Ecco allora che i figli vengono spediti ad ogni sorta di corso e disciplina sportiva, dal corso di chitarra alla danza del ventre, dalla pallavolo al ciclismo su pista, non tanto per inculcare la cultura dello sport (che è una cultura sanissima invece e andrebbe alimentata per quello che realmente è) ma per tenere i figli impegnati, sotto sorveglianza continua di un adulto, pur di non applicarsi a quello che ogni giovane ragazzino dovrebbe fare: giocare, oziare, sognare, divertirsi e soprattutto STARE CON GLI ALTRI. Read More

La crisi occupazionale è un “danno collaterale”.

Andreas Voigt | febbraio 1st, 2010 | 1 Comment »

Lavoro e disoccupazione

La crisi finanziaria ha solo scoperto i fili che portano ad una crisi molto più ampia e di complicatissima soluzione.
Come ormai sostengo da mesi e mesi, direi anni, la crisi occupazionale deve diventare un tema centrale per tutte e politiche economiche e sociali in Italia come in tutti gli altri Paesi Occidentali e non. La situazione sta iniziando ad assumere connotati pericolosi e inquietanti.
Leggiamo che la disoccupazione in Italia supera la soglia del 10%. Ovviamente il dato da solo non significa nulla e nasconde una realtà molto più drammatica. I dati non dicono che il calo del potere d’acquisto del salario dei lavoratori dipendenti italiani è sempre più in crisi. Il dato poi, nasconde che occorrerebbe dare una indicazione in relazione alla popolazione attiva e non solo in funziona di dato assoluto. Dimentichiamo inoltre, sempre in ambito salariale, che il reddito medio pro capite sta scendendo sempre di più mentre il prelievo fiscale è tra i più alti al mondo. Se poi al salariato, aggiungiamo il “popolo delle Partite IVA” il disastro è annunciato. Read More

Il cambiamento che arriva dal basso.

Andreas Voigt | gennaio 25th, 2010 | 3 Comments »

Al di là delle considerazioni politiche di parte e delle dichiarazioni fatte dopo i primi risultati affluiti, tra annunci e proclami più o meno elettorali e propagandistici, a mio parere è emerso un segnale piuttosto interessante. Il rinnovamento comincia dal basso.

Io non conosco Nichi Vendola e la realtà pugliese, che so essere piuttosto complessa e difficile e non credo di avere autorizzazione morale per giudicare il suo operato come Governatore della Regione Puglia, ma ho l’impressione che i Pugliesi del Centrosinistra lo apprezzino particolarmente, tanto da permettersi uno schiaffo in faccia alla dirigenza nazionale del Partito Democratico, che a Nichi Vendola, per la prossima corsa alla Presidenza della Regione, aveva scelto un altro candidato.
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Quando la libertà sul web è vista come pericolo

Andreas Voigt | gennaio 20th, 2010 | No Comments »

Leggendo l’articolo apparso sul Sole 24Ore intitolato “In rete, la libertà non è licenza” di Michele Ainis, che a sua volta riprende alcune riflessioni di Gianni Riotta, ottimo osservatore ma poco “acculturato” sul fenomeno internet, mi vengono in mente alcune considerazioni, forse esagerate, ma che riprendono un po’ il tema dei miei ultimi articoli scritti proprio in merito a questo tema.

Nell’articolo “la deriva dell’informazione online e l’evoluzione del web 2.0″ (http://www.innovando.it/la-deriva-dellinformazione-online-e-levoluzione-del-web-2-0-2338.html) ho puntato il dito provocatoriamente sulla questione dell’overload di informazione spazzatura, che riempie i nostri schermi quando accediamo al web e peggio ancora ai nostri accounts su twitter o su facebook. E questo overload di informazione assolutamente inutile se non dannosa per i nostri martoriati neuroni è in parte causato proprio dai social networks e dai motori di ricerca che spulciano ogni cosa che lo “spider” trova in giro sulla rete senza nessun “filtraggio” culturale (cosa per altro impossibile da fare).

Tutto ciò si ripercuote sulla qualità delle discussioni che a loro volta, svuotate di contenuti interessanti, provocano un annullamento della capacità di critica e di analisi negli scambi di opinioni.

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