Archive for the ‘Vivo in un posto dove…’ Category

Vivo in un posto dove …

Andreas Voigt | giugno 29th, 2010 | 32 Comments »

Senta, salve buongiorno! Parlo con Innovando?

Sì, mi dica…

Senta… cioè… Insomma, come le dicevo … Senta, allora, io c’ho un maglificio qui a Carpi, son di Carpi, e ziocane, io mi son rotto di pagar della gente che non vende un cazzo. Io c’ho della gran bella roba, facciamo delle maglie di cachemere, filati pregiati, di cachemere e seta, viscosa e seta, per donna, che io devo fare un gran vento, c’è da pomparla, pomparla alla grande ziocane (scrivo la versione edulcorata della purtroppo nota bestemmia n.d.r.). Ziocan! Riusciamo micca a fare un… tipo un enorme motore per far del vento, ma del vento forte, ma ziocane, dico una roba grossa che si venda che la gente poi dica: “Zioboia che bella roba questa!” Bisogna che il sito sia il motore di questo vento, ma che pompi ziocane, che pompi di brutto, che vada di marketing per vendere. Cioè io voglio un sito strabello che ci sia gusto a guardarlo e che mi sostituisca quei lazzeroni che ziocane non si san mica cosa fanno durante il giorno che ci devo dire io come vendere, che non pompano micca! As pool minga dèer un lavòòr ac sè, ziocane! Digghia bèin? (Non è possibile una cosa del genere, dico bene? n.d.t.)

Guardi …

No ziocan! Perchè io c’ho mi figlio che studia computer però non so micca se è buono. Io ho bisogno di uno togo perchè ho bisogno di un sito come motore per far vento, far casino, far vento, ma vento ziocane, vento!

Io sono sdraiato a terra dal ridere… Ma il tizio non si ferma, anzi, è infermabile! Read More


Noi crediamo nella Rete e nella condivisione della conoscenza

Fare rete, condividere esperienze, progetti, soluzioni e conoscenza, significa entrare in una nuova dimensione, dove la professione di ognuno è la massima espressione di un senso comune di appartenenza e di valori.

Fare rete significa oggi, non solo non essere più soli ma avere il massimo vantaggio competitivo in termini di qualità e di opportunità affinché il cliente finale possa vincere in un mercato globalizzato, sempre più aggressivo.


Vivo in un posto dove

Andreas Voigt | giugno 23rd, 2010 | 16 Comments »

C’è poco da stare allegri. Però tutto sommato la vita è bella anche per questo. Ricevo telefonate e CV tutti i giorni ma come questa, mi mancava. Non ho saputo resistere alla tentazione, ho lasciato passare qualche giorno ed eccomi qui  pubblicarla senza pietà.

Buongiorno! Mi chiamo Enrico Vattelapesca. Siete voi vero quelli della superagenzia Innovando?

(Ahinoi, si mette già male)
Sì, questa è Innovando, mi dica …

Niente! Io sono un comprovato ed esperto webbermaster e sono sicuro che ci intendiamo. So che avete bisogno di me! Le piace come antipasto?

Ho appena mangiato, non si preoccupi. Ma mi perdoni, un web- che?

Dio Santo! Sono un webbermaster, non mi deluda così! Dovrebbe saperlo cos’è! Webber, da Web, cioè rete, e Webber, colui che la rete la fa e Master, da maestro, cioè io! Su, andiamo!

Chiarissimo come il sole.
(Porcapupazza, ma non ci sono degli istituti per questi qui? Devono proprio lasciarli andare in giro così?)

Le stavo dicendo, evidentemente non ha “ferrato” il “concept” (così come è scritto è stato pronunciato) che io sono un webbermaster e produco siti internet da sballo. Ho visto come lavorate e ho ritenuto argomentabile una collaborazione. Voi avete bisogno di me. Io ho 35 anni, fino a due anni fa ero operaio alla “XYZ”, poi mi son detto, ma io che sono un maestro, perchè non mi metto in proprio? Ho chiuso la mia attività da operaio e ho iniziato come webbermaster. Ho collaborato su dei progetti ma nessuno ha capito la mia genialità. Sto cercando persone alla mia altezza. Read More


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La beat generation del web

Andreas Voigt | giugno 18th, 2010 | 8 Comments »

Chi dice che il web debba essere appannaggio solo di quei web designers che sono più “modaioli” e “fricchettoni” (nell’accezione positiva cioè “non comune”)? Il fatto che si usino le sovrapposizioni di sfumatura con Photoshop per fare sfondi e bottoncini, in modo moderno, gli angolini arrotondati in modo corretto, stili inconfondibilmente “web 2.0″ come spesso sento dire (che c’entra poi lo stile con il web 2.0 ancora non mi è chiaro), non significa poi necessariamente che l’intero progetto di un sito web, sia così “moderno” o vincente, anzi.

Li vedi subito. Son lì che girano con i loro iPad sotto il braccio, ultimo ritrovato della tecnologia di Apple, come gli yuppies degli anni ’80 che avevano l’orologio sul polsino. E immancabilmente l’iPhone bello in esposizione, tanto per mettere in chiaro che loro sono “avanti”. I nuovi Dolce & Gabbana del web! E appena Steve Jobs annuncia la prossima uscita di un nuovo miracolo tecnologico, ecco che li vedi in fibrillazione, come le formiche che accorrono in aiuto alla regina: “Oh! Hai visto questo? Hai visto quello?”. Iniziano a tambureggiare i loro blog e le loro pagine su Facebook a “rompere i maroni” in massa con i loro urletti da “fighettini” del web.

Stringi stringi, cerchi di andare al nocciolo della questione e ti accorgi poi, che non c’è null’altro che un simpatico conformismo appunto “modaiolo” costruito sul niente. Niente idee, niente contenuto, niente di niente. Read More


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Disoccupazione giovanile in Italia

Andreas Voigt | giugno 14th, 2010 | 3 Comments »

Chi mi conosce sa che sono piuttosto sensibile su questo tema e i dati ufficiali sulla disoccupazione giovanile recentemente pubblicati sono agghiaccianti. Sono dati talmente devastanti e incredibilmente reali, che si è preferito soffocare nel silenzio ogni tipo di discussione. I giovani dai 18 ai 35 anni devono stare a casa, non devono avere sogni, progetti e speranze e devono stare sulle spalle delle loro famiglie sulle quali ormai pesa di fatto tutto il vero e proprio disastro del welfare di Stato.

Io ho scritto diversi articoli su questo argomento e i dati che vengono proposti cominciano a darmi ragione. Ma non è che ci voglia un genio per capire che siamo di fronte ad un problema talmente grande, che la crisi finanziaria ed economica sono uno sputo nel mare.

Il 30% dei ragazzi dai 22 ai 35 anni sono disoccupati. Già questo è un dato allarmante e lo è ancora di più per il fatto che il dato è nettamente in crescita, anche in rapporto con quelli degli altri Paesi dell’Unione. Ma preoccupante è anche il fatto che è un dato nazionale! Se andiamo a vedere nel dettaglio, nelle regioni del sud Italia si sfiora anche il 70% !!!! Il 70% delle forze fresche, delle nuove idee, delle nuove speranze, è fuori dai giochi per costruire il nostro futuro. Ma anche prendendo il dato nazionale, significa che un giovane su 3 non ha possibilità di costruirsi una famiglia. Read More


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Ancora sulla shit generation

Andreas Voigt | giugno 10th, 2010 | 3 Comments »

Ieri accendo la TV per dare un’occhiata al programma Annozero, di Santoro & Co., e vedo che si parla di quote latte ma anche di vere e proprie truffe alimentari, contraffazioni, sofisticazioni e uso improprio di prodotti vietati per l’uso alimentare, come il latte in polvere rigenerato. Non mi pareva vero! Avevo scritto qualche giorno fa un articolo su questo tema, criticatissimo da alcuni per il linguaggio volutamente trash, perchè trash, se non osceno, è quello che a nostra insaputa ci danno da mangiare e ci propinano nei supermercati con tanto di battage pubblicitario.

Si vedevano formaggi ammuffiti, marci, reimmessi in circolo per produrre altri formaggi. Se solo sapeste come vengono prodotte le sottilette, o i formaggini o qualunque formaggio cotto, arricchito di esaltatori di sapore, aromi chimici e schifezze inenarrabili, sicuramente non li comprereste mai più. E sarebbe il caso di farlo. Read More


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