Archive for the ‘L'avvelenato’ Category

Comunicazione non è contenuto

Andreas Voigt | marzo 10th, 2010 | 5 Comments »

Come tutti stiamo vedendo, sui telegiornali nostrani, la questione delle liste elettorali rifiutate con annesso decreto legge d’urgenza fuori da ogni logica costituzionale, è la dimostrazione, senza possibilità di smentita, di ciò che oggi è il dibattito politico in Italia: un pollaio di apparenti cialtroni (furbacchioni in realtà) che si pizzicano, si beccano e si insultano a suon di sciocchezze sui telegiornali e sugli organi di stampa invadendo le case dei privati cittadini con inaudita violenza e cattiveria.

Tutti questi bei galli poi, sbraitano a squarciagola in nome dell’Italia, della giustizia e della libertà, ben sapendo che c’è ben altro per cui valga la pena scannarsi, ma il povero violentato cittadino, non deve saperlo. Bello oggi l’articolo di fondo di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera dal titolo: “Un Partito prigioniero” dove si parla del ricatto morale e politico che l’IDV di Di Pietro ormai attua nei confronti del PD, quest’ultimo, assolutamente incapace di uscire dal proprio immobilismo politico e, aggiungo io, dall’incapacità di portare contenuti credibili nel proprio manifesto politico.

Ma se il PD non può cantar vittoria, dall’altra parte non si può certo dire che si stia d’incanto, anzi, considerando la cialtronaggine, perchè non trovo un epiteto più disprezzante in questo momento, di certi personaggi, assai inquietanti e oscuri,  protetti dalle mura inviolabili dell’immunità parlamentare. Ma della questione morale che manca in senso trasversale abbiamo già parlato e non è questo l’argomento di discussione.

L’argomento che tratto qui, è la differenziazione tra contenuto e comunicazione. Sono due cose distinte e separabili e i nostri politici lo sanno. E soprattutto, lo sanno molto bene. Read More

Affari e corruzione sono amici da lunga data

Andreas Voigt | febbraio 18th, 2010 | 1 Comment »

Trovo molto interessante quello che sta accadendo in questi giorni a proposito delle inchieste giudiziarie sugli appalti pubblici della Maddalena, del G8 e di altri appalti ancora, che stanno investendo alti funzionari dello Stato e della Protezione Civile. Trovo interessante sia la reazione della gente, che il fatto in sè.

E’ vero che siamo ancora a livello di inchiesta e di indagini, di invii di avvisi di garanzia (atti che tutelano l’indagato ma che da noi hanno assunto l’imprimatur della scomunica) ma dalle intercettazioni emerge un quadro “spettacolarmente desolante” della situazione. C’è da una parte, quella degli ipotetici e nemmeno tanto ipotetici malfattori, un atteggiamento strafottente e imbarazzante di intoccabilità e impunità e violenza delle istituzioni civili e dello Stato. Dall’altra parte c’è lo stupore e lo sdegno degli italiani non tanto verso i reati sui quali si sta indagando, ma sull’atteggiamento irriguardoso, incivile e appunto strafottente degli indagati.

Cioè, si discute e ci si arrabbia, non per i reati in questione, ma per il mercimonio di prostitute e per i favori anche banali (addiritura si parla dell’acquisto/regalo di sanitari per un bagno con soldi pubblici) che corrotti e concussi o corruttori e concussori, si sono scambiati. Cioè: “Hai rubato e truffato? Vabbè, dai, fatti qualche anno di galera, forse, ma sei un bravo ragazzo”. “Come???? Ti sei fatto mandare una escort per un massaggio all’uccello????? Al patibolo! Verme schifoso!”. Read More

Il web e la paura degli ignoranti

Andreas Voigt | febbraio 2nd, 2010 | 3 Comments »

Domenica scorsa mi sono imbattuto in una trasmissione su RAI1, quella condotta da Massimo Giletti prima di Domenica In. Si parlava di internet, della sua pericolosità e della necessità di regolamentarne l’accesso in funzione di un metodo educativo sano, razionale e soprattutto tutelante nei confronti dei figli. Ne è nata una discussione talmente aberrante da lasciarmi di sasso. E’ come se volessimo vietare o regolamentare l’accesso alle biblioteche. Ma teoricamente, non dovrei rimanere così perplesso e stupito. Le cose fanno paura, quando non le si conoscono. La non conoscenza provoca e alimenta i falsi pregiudizi, le dicerie e quindi la paura.

Avere paura di internet o del web, significa aver paura di portare i figli a scuola, perchè durante le ore scolastiche “chissà cosa può succedere”. Avere paura di internet significa aver paura di tutto ciò che sta fuori di casa e allora si tengono i figli inchiodati a casa davanti alla TV, che invece non è pericolosa ed è solo sano intrattenimento. Ecco allora che i figli vengono spediti ad ogni sorta di corso e disciplina sportiva, dal corso di chitarra alla danza del ventre, dalla pallavolo al ciclismo su pista, non tanto per inculcare la cultura dello sport (che è una cultura sanissima invece e andrebbe alimentata per quello che realmente è) ma per tenere i figli impegnati, sotto sorveglianza continua di un adulto, pur di non applicarsi a quello che ogni giovane ragazzino dovrebbe fare: giocare, oziare, sognare, divertirsi e soprattutto STARE CON GLI ALTRI. Read More

Sta morendo la speranza per un futuro migliore

Andreas Voigt | dicembre 2nd, 2009 | 4 Comments »

crying-childPian piano, goccia dopo goccia, la speranza per un futuro migliore in Italia, sta morendo. E’ una sensazione che è nell’aria, la si tocca, è tangibile, come il tanfo marcio di un cadavere in putrefazione. Non è uno sfogo purtroppo ma è la realtà delle cose. Cosa stiamo lasciando alle future generazioni del Bel Paese? Un “Made in Italy” che non ha più nessun valore, se non l’irrisorio senso di un’appartenenza ad una storia che fu.

Ci si chiede davvero come possa essere possibile che orde di pecoroni, perchè di orde si tratta, in senso barbarico del termine, non riescano a vedere al di là del proprio naso. Il fallimento di un progetto nazionale, iniziato nel 1946 sulle ceneri della dittatura fascista e di una guerra mostruosa, sta mostrando la sua faccia.

Non esiste un progetto politico, uno che sia uno, degno di questo nome. Non esiste una visione condivisa del mondo futuro. Non esiste un senso del rispetto della cosa pubblica, dello stato, delle istituzioni. Ormai sembra tutto un flipper impazzito, dove ognuno dice la sua massacrando il prossimo e osannando sé stesso, senza però prendersi una responsabilità che sia una.

Si dice tutto e in contrario di tutto. La Carta Costituzionale è usata per pulirsi le terga. Il giornalismo italiano è ridotto a zuffe da Grande Fratello. E, non funziona un cazzo. Niente! Treni, aerei, autostrade, acquedotti, ospedali e chi più ne ha più ne metta. Persino l’ultima dimora, è terra di conquista dei malavitosi del “caro estinto”. Il Parlamento sembra brulicare di personaggi inquietanti (sembra???) che poco di rappresentativo, in senso alto del termine, hanno. E intanto, gli investimenti stranieri spariscono, le aziende produttive scappano. E di questo, nessuno si chiede il perchè. Read More

La crisi colpisce duramente, e il mondo politico è fuori sintonia

Andreas Voigt | novembre 5th, 2009 | 1 Comment »

crisi-economicaLa crisi economica, qui in Emilia Romagna, soprattutto nel distretto modenese comincia a farsi sentire pesantemente. Non sono parole che poggiano sul nulla ma su fatti concreti. Il settore ceramico ad esempio sta entrando in una delle fasi più critiche della sua storia. Già oggi a Sassuolo, un’azienda al giorno di media, chiede un concordato preventivo perchè non è in grado di soddisfare gli oneri verso i fornitori. Ma c’è di più, anche le tre più grandi, sono in enorme sofferenza e si prospettano tempi di chiusura per il periodo natalizio decisamente dilatati (fine novembre-inizio gennaio).

Niente commesse, niente lavoro, niente investimenti, niente ricchezza, niente denaro, niente crescita. Il sistema creditizio locale nonostante le smentite dell’ABI, ha stretto i cordoni, costringendo gli imprenditori a veri salti mortali finanziari se non alla chiusura totale delle serrande. Soprattutto le banche, fortemente radicate sul territorio, quelle che hanno sempre fatto da motore allo sviluppo del comparto ceramico sassuolese, ma anche quello meccanico modenese e quello tessile carpigiano, hanno chiuso i rubinetti costringendo le imprese a rientri spesso improbabili dagli affidamenti. Le imprese che in quel momento contavano su un appoggio finanziario per riconvertirsi oppure per investire in ricerca e sviluppo, per affrontare il mondo globale, sono rimaste con le mosche in mano. Centinaia di persone ora, in cassa integrazione, attendono la ripresa dell’economia, con false speranze. In Italia la ripresa, se ci sarà, non inizierà certo con l’anno nuovo, anzi, il peggio deve ancora arrivare. Read More