Comunicazione non è contenuto
Andreas Voigt | marzo 10th, 2010 | 5 Comments »
Come tutti stiamo vedendo, sui telegiornali nostrani, la questione delle liste elettorali rifiutate con annesso decreto legge d’urgenza fuori da ogni logica costituzionale, è la dimostrazione, senza possibilità di smentita, di ciò che oggi è il dibattito politico in Italia: un pollaio di apparenti cialtroni (furbacchioni in realtà) che si pizzicano, si beccano e si insultano a suon di sciocchezze sui telegiornali e sugli organi di stampa invadendo le case dei privati cittadini con inaudita violenza e cattiveria.
Tutti questi bei galli poi, sbraitano a squarciagola in nome dell’Italia, della giustizia e della libertà, ben sapendo che c’è ben altro per cui valga la pena scannarsi, ma il povero violentato cittadino, non deve saperlo. Bello oggi l’articolo di fondo di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera dal titolo: “Un Partito prigioniero” dove si parla del ricatto morale e politico che l’IDV di Di Pietro ormai attua nei confronti del PD, quest’ultimo, assolutamente incapace di uscire dal proprio immobilismo politico e, aggiungo io, dall’incapacità di portare contenuti credibili nel proprio manifesto politico.
Ma se il PD non può cantar vittoria, dall’altra parte non si può certo dire che si stia d’incanto, anzi, considerando la cialtronaggine, perchè non trovo un epiteto più disprezzante in questo momento, di certi personaggi, assai inquietanti e oscuri, protetti dalle mura inviolabili dell’immunità parlamentare. Ma della questione morale che manca in senso trasversale abbiamo già parlato e non è questo l’argomento di discussione.
L’argomento che tratto qui, è la differenziazione tra contenuto e comunicazione. Sono due cose distinte e separabili e i nostri politici lo sanno. E soprattutto, lo sanno molto bene. Read More


Pian piano, goccia dopo goccia, la speranza per un futuro migliore in Italia, sta morendo. E’ una sensazione che è nell’aria, la si tocca, è tangibile, come il tanfo marcio di un cadavere in putrefazione. Non è uno sfogo purtroppo ma è la realtà delle cose. Cosa stiamo lasciando alle future generazioni del Bel Paese? Un “Made in Italy” che non ha più nessun valore, se non l’irrisorio senso di un’appartenenza ad una storia che fu.
La crisi economica, qui in Emilia Romagna, soprattutto nel distretto modenese comincia a farsi sentire pesantemente. Non sono parole che poggiano sul nulla ma su fatti concreti. Il settore ceramico ad esempio sta entrando in una delle fasi più critiche della sua storia. Già oggi a Sassuolo, un’azienda al giorno di media, chiede un concordato preventivo perchè non è in grado di soddisfare gli oneri verso i fornitori. Ma c’è di più, anche le tre più grandi, sono in enorme sofferenza e si prospettano tempi di chiusura per il periodo natalizio decisamente dilatati (fine novembre-inizio gennaio).