Archivio Articoli della categoria ‘Web’

siti web e costi

Quanto costa un sito internet?

Siore e siori, venghino! Qui si offrono siti internet a 150 Euro al kg. Roba fina, roba fresca. Provare per credere. Sconto famiglia, paghi 2 e porti via 3

Andreas Voigt | mercoledì, settembre 1st, 2010 | 14 Comments »

La fatidica domanda, quella che sai che arriva e alla quale non sai mai che risposta dare.  ”Senta, la chiamo perchè vorrei sapere quanto costa da voi far fare un sito internet, più o meno, non mi serve un dato preciso al centesimo”.

Quando ti fanno questa domanda, cala il silenzio. Cominci a balbettare qualcosa, poi ti lanci con le domande: “Ma a cosa le serve, qual’è lo scopo, che tipo di sito vuole, serve un sito statico o dinamico, già ottimizzato per i motori di ricerca, è per un e-commerce, tanto per citarne alcune. Tutte domande che servono per farsi un’idea più o meno vaga di colui che ti ha fatto la richiesta. Spesse volte si rimane pure delusi.

Definire un prezzo per un sito, come fosse una benna o un trattore, un kg di Parmigiano o un pacco di scatole di fagioli borlotti è quanto di più assurdo ci possa essere. Farlo poi, e prestarsi al gioco del prezziario cinese per qualcosa che per la sua natura indefinita è difficile da collocare all’interno di un listino prezzi, è prima di tutto poco etico perchè in questo modo il cliente non è in grado di percepire una volta per tutte, di che cosa stiamo parlando, ma soprattutto diventa persino umiliante, per chi come me, ma anche tanti altri, cerca di fare questo mestiere in modo serio. Provate ad andare da un avvocato e chiedergli quanto vi costa una causa. Vi risponderà per sommi capi impossibilitato, per tutta una serie di variabili indefinite, a darvi una risposta precisa ed esaurente. O sarebbe come andare da un medico e chiedergli: “Mi scusi, ma quanto mi costano 5 anni di vita?” Leggi il resto dell’articolo

I siti della PA spesso sono deficitari in fatto di usabilità

Posta certificata o dell’usabilità all’italiana

Il fallimento di un progetto Web si misura anche dal livello di usabilità del progetto stesso.

Gabriele Romanato | martedì, agosto 31st, 2010 | 2 Comments »

In linea teorica la pubblica amministrazione si sta semplificando tramite l’adozione delle moderne tecnologie al fine di semplificare la vita dell’utente finale. Niente più file, niente più moduli cartacei, è tutto online. Sin qui la versione ministeriale. Detto questo si passa alla pratica: oggi ho cercato invano di capire come attivare la mia casella di posta certificata sul sito ministeriale all’indirizzo www.postacertificata.gov.it. Vado sul sito ed ho la prima sorpresa: manca il famigerato link “Crea la tua casella di posta certificata” o una call-to-action equivalente. C’è una video guida, che rimanda alla guida utente. Vado sulla guida utente, che mi rimanda al video, dato che le informazioni contenute in entrambi si equivalgono (chiedo scusa: sono “equipollenti”). Un bel full-circle! Tra la miriade di informazioni burocratiche presenti, leggo che comunque per essere attivata la casella ha bisogno di una verifica in un ufficio ministeriale. Ma dove? Non viene specificato. Leggi il resto dell’articolo

L'accessibilità nel Web 2.0

Web 2.0 e accessibilità

Accessibilità e Web 2.0: problematiche e prospettive

Gabriele Romanato | venerdì, agosto 27th, 2010 | 3 Comments »

Il Web 2.0 non ha una data di nascita. La convenzione vuole che con questa denominazione si indichi un certo
trend che può collocarsi cronologicamente intorno al 2005. Da allora questo fenomeno si è notevolmente
consolidato: se all’inizio si poteva parlare di alcune caratteristiche comuni a pochi siti, oggi queste
caratteristiche si sono estese ad una fetta considerevole del panorama del Web.

Le caratteristiche in comune possono essere brevemente riassunte come segue:

  1. uso massivo di AJAX e JavaScript, con spesso alle spalle un framework solidamente orientato agli oggetti
  2. uso di feed RSS e Atom
  3. separazione tra contenuto e presentazione attraverso l’adozione dei CSS
  4. uso di stilemi comuni nell’implementazione dell’interfaccia grafica (icone, fonts, immagini)
  5. orientamento user-centric, con contenuti generati dagli utenti.

Il punto focale nei riguardi dell’accessibilità è certamente il quinto: permettere a tutti gli utenti
di usufruire di un sito, indipendentemente dal dispositivo o dalla piattaforma usata. Questa affermazione,
tuttavia, va accuratamente calata nel contesto del Web reale, al fine di evitare sterili dictat che non
farebbero altro che generare l’effetto contrario, ossia una chiusura verso questa tematica. Leggi il resto dell’articolo

I CAPTCHA possono essere accessibili con pochissimo sforzo.

CAPTCHA accessibili: un’implementazione pratica

Un modo sicuro e accessibile per implementare un CAPTCHA.

Gabriele Romanato | mercoledì, agosto 25th, 2010 | 6 Comments »

CSSLo scorso febbraio ho finito di realizzare il sito di Linea4Office, dove ho messo in pratica gli insegnamenti di Michele Diodati per la realizzazione di CAPTCHA accessibili. I CAPTCHA sono quei codici di riconoscimento che un utente deve trascrivere in un form al fine di stabilire se il sistema sta dialogando con un essere umano o con un robot usato dagli spammer per intasare i siti di messaggi indesiderati.

Il problema è questo: la maggior parte dei CAPTCHA fa uso di immagini che l’utente deve decifrare. Ovviamente questa soluzione non è accessibile per gli utenti che usano un lettore di schermo o un browser testuale. Alcuni siti, come Google, hanno deciso di usare CAPTCHA alternativi sotto forma di file audio. Ma questa soluzione, alla lunga, non è ottimale: sia le immagini che i file audio sono piuttosto laboriosi da implementare da un punto di vista lato server. Ecco allora la soluzione di Michele: porre all’utente una domanda a cui solo un essere umano è in grado di rispondere (per esempio: “felino domestico, detto anche micio”). Leggi il resto dell’articolo

web, e-commerce e voglia di vendere.

Voglia di e-commerce

Sito di e-commerce sì ma sempre con intelligenza. Informarsi bene è il primo passo verso un buon successo.

Andreas Voigt | mercoledì, agosto 25th, 2010 | 9 Comments »

Ormai è un dato consolidato da tempo, la voglia di avere un sito di e-commerce cresce e così il numero di siti web che vendono dalle caramelle, ai bottoni, alle automobili fino ad arrivare a prodotti chimici o per la casa, sono in costante aumento.

Sul web ormai si vende di tutto. E’ possibile, volendo, vivere bene comprando solo sul web con la carta di credito, senza far girare contanti e si risparmia pure. Puoi fare la spesa sul web per riempire il tuo frigorifero, puoi comprare abiti, puoi comprare dischi, film, intrattenimento in generale, arredamento e complementi, biancheria per la casa. Puoi comprare infissi per la casa con relativo servizio di installazione e montaggio. Nulla è rimasto fuori, tutto si può comprare sul web attraverso un sito di e-commerce. Ho visto anche casseforti e armadietti di sicurezza. Vuoi un bell’orologio? Magari pure di quelli contraffatti definiti con il termine “copie autentiche”? Li trovi sul web. Trovi anche medicinali, prodotti farmaceutici, omeopatici, prodotti per la bellezza e per il benessere tuo e dei tuoi amici a quattro zampe. Puoi organizzarti un viaggio a Tahiti o avere per Natale un albero già addobbato. Cos’altro puoi desiderare? C’è anche quello!

Ognuno, apparentemente con poca spesa, può crearsi il proprio negozio virtuale ed entrare nel mondo dell’imprenditoria. L’andamento costante in crescita del fenomeno, porta a pensare che il sistema funzioni. Ma funziona veramente? Gli scettici ci sono tutt’ora. Leggi il resto dell’articolo