Mentre ero in Bretagna a fare le mie vacanze, con il mio iphone in mano ad aggiornare il mio stato su Facebook, ho cominciato a fare alcune riflessioni.
La tecnologia, soprattutto quella legata ai sistemi di comunicazione, tra cui quella applicata a internet ci sta mettendo davanti a scenari molto interessanti e a sviluppi ancora più interssanti.
La tecnologia sta ampliando sempre di più la nostra coscienza e il nostro desiderio di comunicare e condividere esperienze con altri.
Facebook, Twitter, la blogosfera, Skype e via di questo passo. La cosa interessante però, è che non è un cambiamento strisciante. E’ un cambiamento vorticoso, quasi violento e spesso incontrollato. Abbiamo noi, la capacità culturale di assorbire l’impatto della tecnologia sul nostro vivere sociale e quotidiano?
Siamo in grado di capire e valutare appieno o anche solo in parte ciò che sta accadendo?
Credo che siamo pressochè impreparati, parlando in generale. Il vecchio sistema ancorato alle tecnologie non tanto poi vecchie è totalmente in antitesi con ciò che le nuove tecnologie stanno portando? E soprattutto, perchè per molti, condividere è così difficile? Cosa spinge molte persone a respingere in toto l’idea che la nostra società è ormai sempre più una società interconnessa, di singoli individui che condividono esperienze generando una coscienza comune?Queste riflessioni nascono anche da un bilancio, che ogni agosto faccio, per quello che riguarda la mia attività professionale. Nel mio lavoro si parla molto di sito internet (pochissimo di blog aziendale, cosa assolutamente rara) senza che ci si renda perfettamente conto che un sito internet 5 anni fa era una cosa, oggi è completamente un’altra cosa. L’impresa spesso non riesce a capire come fare entrare la gente nella propria azienda e spesso, ci si aggrappa ancora a vecchi concetti di comunicazione che non hanno ormai più nessun valore monetizzabile.
Eppure la tecnologia ha anche risvolti evidenti, alla portata di tutti. Eppure ribadisco, la condivisione sembra spesso un modo arido di “far casino”, roba per giovani bamboccioni buoni a nulla. Eppure, insisto, la condivisione è l’arma del progresso. Se non si condivide, non si progredisce. Persino la comunità scientifica, condivide le esperienze, in nome del progresso.
Ma le aziende, non hanno tempo di pensare a condividere. C’è ben altro da fare. E così, pian piano il loro modus operandi invecchia e la crescita diventa sempre più piatta, fino a diventare declino.
Per fortuna non tutto è così. Ma il 25 agosto, di ritorno dalle ferie, si accende il proprio computer, si leggono le mail e ricomincia il solito tran tran. E tu sei lì che vieni sbattuto nel piattume della Val Padana.












Bentornato, è andato tutto bene in ferie? Post interessante come sempre!
Direi piuttsto bene! Però ora sono depresso perchè devo tornare a lavorare. Nel frattempo ho provveduto ad aggiornare definitivamente il mio blog. Direi che ora ci siamo quasi al 99% anche con i cintenuti. Dopo anni e anni …. Ce l’ho fatta.