Chi mi conosce sa che sono piuttosto sensibile su questo tema e i dati ufficiali sulla disoccupazione giovanile recentemente pubblicati sono agghiaccianti. Sono dati talmente devastanti e incredibilmente reali, che si è preferito soffocare nel silenzio ogni tipo di discussione. I giovani dai 18 ai 35 anni devono stare a casa, non devono avere sogni, progetti e speranze e devono stare sulle spalle delle loro famiglie sulle quali ormai pesa di fatto tutto il vero e proprio disastro del welfare di Stato.
Io ho scritto diversi articoli su questo argomento e i dati che vengono proposti cominciano a darmi ragione. Ma non è che ci voglia un genio per capire che siamo di fronte ad un problema talmente grande, che la crisi finanziaria ed economica sono uno sputo nel mare.
Il 30% dei ragazzi dai 22 ai 35 anni sono disoccupati. Già questo è un dato allarmante e lo è ancora di più per il fatto che il dato è nettamente in crescita, anche in rapporto con quelli degli altri Paesi dell’Unione. Ma preoccupante è anche il fatto che è un dato nazionale! Se andiamo a vedere nel dettaglio, nelle regioni del sud Italia si sfiora anche il 70% !!!! Il 70% delle forze fresche, delle nuove idee, delle nuove speranze, è fuori dai giochi per costruire il nostro futuro. Ma anche prendendo il dato nazionale, significa che un giovane su 3 non ha possibilità di costruirsi una famiglia.
Ma ci vogliamo rendere conto del disastro o vogliamo continuare a stare in silenzio, ognuno a farsi i cazzi propri nella speranza che arrivi qualcuno a cambiare qualcosa? Ma qualcuno chi??!!! Vogliamo renderci conto che togliere futuribilità alle giovani generazioni significa minare la nostra pax sociale? Significa non garantire nemmeno un livello di sussistenza accettabile per le generazioni meno giovani, quando andranno in pensione? Già oggi, il 70% delle pensioni erogate non superano i mille euro al mese !!!! Vogliamo metterci in testa che tra 20 anni, chi andrà in pensione non avrà nemmeno quelli mentre il costo della vita sarà invece aumentato? Abbiamo una vaga idea dei costi sociali che andremo ad affrontare in futuro per mantenere o aiutare tutti coloro che non ce la potranno fare a sopravvivere? MA DI CHE COSA STANNO PARLANDO A ROMA ????!!!!! La legge “bavaglio” ???!!! Sì ok, è uno schifo anche quello, ma vogliamo confrontarla con i dati sulla disoccupazione giovanile che stanno emergendo ????
Crediamo davvero che “tanto tutto si risolverà nel migliore dei modi” ??? Entro 2014 dovremo restituire ai nostri creditori circa un 60% del debito pubblico contratto negli anni passati e non abbiamo nemmeno i soldi per fornire la carta igienica alle scuole, chi crediamo che li pagherà questi debiti? Li pagheranno le giovani generazioni. Saremo costretti a spostare il debito più avanti nel tempo contraendo altro debito con tassi di interesse maggiori, sempre che saremo ancora credibili.
Abbiamo un sistema industriale che, incredibile ma vero, ha ancora qualcosa da dire. Perchè non incentivarlo favorendo l’ingresso di nuovi giovani imprenditori con agevolazioni davvero importanti? Sarebbe certamente una novità a costo zero. Hai voglia di lavorare? non trovi lavoro come dipendente? Se vuoi, puoi aprire una s.r.l. con un euro, per 5 anni non paghi tasse, ti premio se assumi qualcuno nel corso degli anni con sgravi importanti sulle contribuzioni e se apri una attività in settori strategici quali biotecnologie, nanotecnologie, robotica, energia rinnovabile, internet, software, nuovi materiali, chimica, farmaceutica ecc…, ti premio con degli incentivi sugli investimenti. Macchè!!! Pusstekuckhen, diceva mia nonna. Non abbiamo una lira in cassa se non per pagare stipendi d’oro a boiardi di stato e portare dal benzinaio le 600 mila auto blu. Siamo con le pezze al culo! Ci siamo svenduti tutto, anche il deretano e ora svendiamo anche i nostri ragazzi.
Abbiamo lì a Roma una manica di scellerati, che tra l’altro paghiamo profumatamente, più di tutti gli altri nostri partners europei, per battibeccare e chiacchierare sul futuro dei loro portafogli. Qualcuno ha parlato di riduzione degli stipendi in virtù della crisi? Sì, Tremonti lo ha previsto, ma dato che i parlamentari fanno parte di un organo costituzionale indipendente ed autogovernato, sono loro stessi che devono deliberare se togliersi qualche quattrino dalle tasche. Avete sentito qualcosa ??? Ma sul futuro dei giovani, avete sentito qualche argomento interessante? Qualcosa di innovativo? Qualcosa da mettere in pratica subito? O forse sono l’unico cretino con le orecchie incerumate che non sente nulla di nulla, nemmeno le bestemmie che tira?
Un giovane di oggi, inorridisce davanti all’idea di aprire una propria attività in modo serio e consapevole. Quelli che lo fanno non sanno cosa fanno. Se lo sapessero, se fossero coscienti, lascerebbero stare. Ed infatti è così perchè in realtà non sono bamboccioni e purtroppo non hanno un centesimo in tasca. Siamo un Paese dove esiste una legge che dice che svaligiare una gioielleria e sparare al proprietario è un reato e poi dobbiamo fare una legge che determini che il reato è un reato parafrasando Marco Travaglio.
La nostra Costituzione, all’ar.41 comma 1, recita: “La Costituzione della Repubblica italiana riconosce la libertà dell’iniziativa economica privata”.
Dunque, la Costituzione italiana riconosce il diritto di ogni cittadino ad intraprendere un’attività economica, in parole povere riconosce il diritto di diventare imprenditore.
Peccato poi che l’attività d’impresa sia legata a un pacco pazzesco di norme civili e penali, nonché fiscali che ne limitano la libertà in un modo tale da renderla indigesta a chiunque oggi voglia fare l’imprenditore, soprattutto il giovane.
Qualcuno dei “nostri” scellerati lì a Roma a detto che l’art. 41 andrebbe modificato. Ma che bravo! Quel qualcuno allora dovrebbe modifcare anche tutto l’impianto normativo fiscale (riforma fiscale), civile e penale, prima di sparare sciocchezze a raffica. Ma noi che paghiamo profumatamente quelle persone che nemmeno abbiamo avuto l’onore di votare, perchè ci son state imposte da ragioni di partito, per fare le famose e fumose riforme da quanto? 20, 30, 40 anni???? Da quant’è che si parla di riforme? Io andavo in prima elementare! 1974! Li paghiamo per fare cosa? Per indebitare comuni e regioni con derivati e titoli finanziari tossici? Per NON sconfiggere il fenomeno mafioso? Per prendere le mazzette sotto banco? Per farsi regalare a loro insaputa degli appartamenti?
No, li stiamo pagando per ucciderci tutti.












[...] Disoccupazione giovanile in Italia Chi mi conosce sa che sono piuttosto sensibile su questo tema e i dati ufficiali sulla disoccupazione giovanile recentemente pubblicati sono agghiaccianti. Sono dati talmente devastanti e incredibilmente reali, che si è preferito soffocare nel silenzio ogni tipo di discussione. I giovani dai 18 ai 35 anni devono stare a casa, non devono avere sogni, progetti e speranze e devono stare sulle spalle delle loro famiglie sulle quali ormai pesa di fatto tutto il vero e proprio disastro del welfare di Stato. (tags: futuro giovani) Segnala presso: [...]
[...] This post was mentioned on Twitter by Medifocus, Andreas Voigt. Andreas Voigt said: Disoccupazione giovanile in Italia | Innovando http://ff.im/-m0Oz7 [...]
Il tuo post è davvero molto interessante, sarebbe possibile tradurlo in inglese? Mi piacerebbe pubblicarlo sul mio sito inglese.
Confermo. Ho 26 anni, laurea, master, 3 lingue e sono disoccupata. NOn riesco a trovare nulla di retribuito. Nulla con un contratto che mi permetta un vago sentore di sopravvivenza (non serenità, sopravvivenza).
Ne parlo spesso sul mio blog. E’ una cosa che mi devasta dentro.
Ti capisco. Il problema non è il contratto in sé e per sé, ma il fatto che la società nella quale vivi, non ti aiuta, cioè lo Stato. Dato che lo Stato siamo noi ….