Energia rinnovabile, un futuro necessario

Energia rinnovabile vuol dire democrazia

L'energia derivata da fonti rinnovabili è insieme alla conoscenza il vero motore per un futuro democratico possibile.

Andreas Voigt | lunedì, marzo 8th, 2010 | No Comments »

Energeticamente, dipendiamo ancora in gran parte dagli idrocarburi. Molto della nostra vita passata, presente e ancora futura dipende dal petrolio. Ma come tutti sappiamo, il petrolio non ce l’hanno tutti ed è concentrato quasi esclusivamente, salvo sorprese, in particolari zone del mondo. Zone del mondo poi, che per noi occidentali non sono nemmeno molto accessibili, almeno non per tutti.

Ma la specificità territoriale, da sola non basta. Chi ha grossi giacimenti sul proprio territorio, non ne possiede la tecnologia estrattiva e peggio ancora non ne possiede la tecnologia di raffinazione. Quindi, nel complesso, possiamo dire, e lo si dice da decenni, che la tecnologia necessaria per far muovere i motori a scoppio, per dire, ma molto altro ancora, anche le centrali elettriche ad idrocarburi, sono in mano a pochi. Un potere enorme, concentrato in pochissime mani, non è certamente democrazia.

Ma non volevo entrare nell’argomento petrolio, troppo complesso, geopoliticamente ed economicamente parlando, e per me anche piuttosto vecchio. Ma il vecchio purtroppo ancora comanda ed è ora che cominciamo a lasciare nelle mani delle future generazioni qualcosa di più nuovo e futuribile. E allora, perchè non cominciare proprio dall’energia?

L’energia, per essere presa anche in senso di democrazia, deve essere di tutti, ma non solo, deve essere accessibile da tutti e deve dare indipendenza. Fino a quando, energeticamente, ognuno di noi dipende da un altro, non sarà mai vera democrazia.

E allora cosa c’entra l’energia rinnovabile con la democrazia? C’entra in modo enorme. La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili come quella eolica e solare, ma anche geotermica, dipende ovviamente dallo sviluppo tecnologico. Maggior sviluppo tecnologico, maggior rendimenti energetici, maggiore produzione e disponibilità energetica a costi di mercato sempre più accettabili. Solo che qui, la tecnologia non è dominio di pochi. In Europa nascono e prosperano ovunque, ma in modo particolare in Germania, aziende che fanno della tecnologia per la produzione di energia da fonti rinnovabili il proprio business. Si parla di ben 750 mila nuovi posti di lavoro negli ultimi anni. Parliamo di ricerca universitaria all’avanguardia, non di bazzecole.

Quando una comunità di persone, un comune intendo, ha la possibilità di affrancarsi definitivamente dalla dipendenza dagli idrocarburi per la produzione di energia, non è un argomento di poco conto. Esempi già ne esistono in Germania e in Austria con la produzione di energia eolica e solare (e non siamo certo nella soleggiatissima Italia !!!). Comuni che in questo modo si trovano ad essere diretti produttori di energia, con avanzi di bilancio niente affatto trascurabili, anzi. Quando una famiglia spende non più di 600 Euro all’anno per avere 3 Kwh di energia elettrica, acqua calda e riscaldamento, possiamo ben dire che il vantaggio economico rispetto a qui dove la spesa annuale è 3-4 volte superiore, ha un sicuro effetto anche sul bilancio familiare.

La trasmissione ieri di “Presa Diretta” su RAI3 mi ha fatto capire diverse cose importanti. La più importante è che la democrazia comincia dal basso e non cade dall’alto. Dobbiamo cominciare a pensare in termini energetici molto di più di quanto non ci viene richiesto o consigliato. E allora sotto con i pannelli solari, con le stufe a pelletts, con gli impianti geotermici ed eolici. Meno petrolio importiamo, più diventiamo indipendenti dai meccanismi macroeconomici-industriali di coloro ai quali, di noi non importa assolutamente nulla. E’ importante che tutti noi cominciamo a fare pressione su chi ci governa affinchè vengano promulgate leggi accettabili e condivisibili. Qui da noi in Italia esistono ancora troppi lacci e lacciuoli. La Germania entro il 2020 dovrebbe, secondo statistiche, produrre il 20% di energia elettrica da fonti rinnovabili. Dato già vecchio perchè l’obiettivo verrà raggiunto quest’anno. Molti comuni si stanno organizzando per arrivare nel 2020 a passare il 50%. Parliamo di un Paese fortemente industrializzato vorace di energia come pochi al mondo. Significherebbe un risparmio veramente importante, roba da pareggiare il debito pubblico tedesco in pochi anni! E se pensiamo che la ricerca tecnologica avanza e migliora ormai di mese in mese, possiamo ben dire che i dati statistici, diventano vecchi il giorno stesso in cui vengono presentati.

Ecco quindi che, rendersi indipendenti energeticamente, significa aver acquistato davvero un bel pezzo di libertà, che si traduce in democrazia. Non possiamo perdere ANCHE questo treno, altrimenti saremo destinati a scomparire sul serio.


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