Sistemi operativi, Google Chrome
Google Chrome, il nuovo sistema operativo basato sul web
Google Chrome, il nuovo sistema operativo basto sul web
Andreas Voigt | venerdì, novembre 20th, 2009 | 13 Comments »
Finalmente Google Chrome, non è più solo un browser ma diventa un vero e proprio sistema operativo basato su piattaforma Linux. E’ stata presentata agli sviluppatori la prima versione beta del sistema.
La base è piuttosto interessante, perchè il vero motore del sistema è il browser Chrome. Il sistema operativo quindi, nasce per internet e in funzione di internet. Sicuramente una rivoluzione concettuale non indifferente.
Google Chrome sarà open source e tende perciò la mano agli sviluppatori per contribuire alla crescita e al miglioramento del sistema operativo.
Vedremo dopo il lancio ufficiale del prodotto, che avverrà ancora tra diversi mesi, che forza commerciale e soprattutto che impatto avrà sul mercato, ma sicuramente un contendente con le spalle così forti, giocherà probabilmente un ruolo da protagonista. Nel frattempo, per capire meglio la natura del nuovo sistema operativo, godetevi questo filmato:




















Google Chrome, il nuovo sistema operativo basato sul web | Innovando http://ff.im/-bKmZm
Mah sono perplesso.
Ho seguito la presentazione in diretta e alla fine stiamo parlando di un sistema linux che si avvia in 10 secondi circa e che permette di usare esclusivamente web app.
Il tutto senza poter salvare le nostre foto in locale (il sistema prevece una specie di cache ma i dischi a stato solido saranno di piccolissime dimensioni) e con una compatibilità hardware molto limitata.
Perfetto! Mi tengo il mio MAC!
Dopo aver visto il video e aver letto i commenti sono giunto alle seguenti conclusioni:
- Di sistemi operativi provarono già a lanciare BeOS e fu un fallimento totale, 2 S.O. al mondo già si dividono gli utenti (Win e Mac), Linux sta penetrando come un sorcio nelle pubbliche amministrazioni/università come sistema operativo per PC da discarica ( http://lug.42019.it/index.php/E-Waste ).
- Il video s’ingasa basando tutto sulla fruibilità del Web (tutto accessibile ovunque): non viene considerato un possibile crollo dei server e il fatto che, in Italia, non è tutto cablato/Wi-fi come negli USA: se non hai una tariffazione speciale e vai sul web con il telefono devi dare via un rene per pagare la ricarica!
- Gli SSD (dischi a stato solido) vengono già montati sul MacBook Air: le dimensioni per ora si attestano sui 128 GB, bisogna però considerare che senza parti in movimento sono molto più sicuri (anche se ciò va a scapito della velocità di lettura/scrittura, che al momento in cui scrivo non è altissima).
(continua…)
(continua…)
Opinione personale: credo che questo sistema vada alla grande per i NetBook, la soluzione ideale per togliersi di mezzo Windows Xp con le sue magagne e i vari Seven Starter con il limite di 3 applicazioni conteporanee. Inoltre è gratuito e ciò abbassa il costo della macchina che ci si porta a casa.
Riguardo al Mac: penso che possa risultare utile tenerlo in una partizione se uno lo vuole provare (avendo basi Linux si è immuni alla spazzatura di Windows), da qui a formattare tutto il computer per avere esclusivamente quello credo che ne passi.
Molte cose si svolgono con programmi offline, vedi la masterizzazione/copia dei dischi CD/DVD e comunque il S.O. Mac Os X non credo che possa esser messo in discussione da un browser che fa il sistema operativo.
Per il resto dove ci sono idee nuove ben venga tutto, essendo anche open source. Potrebbe risultare una nuova alternativa a Linux e Windows sui netbook, in modo da garantire prestazioni maggiori (pur considerando i limiti evidenziati sopra).
Marco
Si sta fraintendendo il messaggio di Google.
L’idea non è di proporre una macchina vera e propria di produzione reale, ma di lanciare una sorta di prototipo a “fondo perduto”, dimostrare che il cloud computing ha importanza.
E perché mai le dovremmo salvare? Le si piazza su flickr o su un altro webservice online, e via che si va. Si tratta di un vero e proprio ritorno al “terminale stupido” che forse non è il nostro presente, ma potrebbe essere sul serio il nostro futuro.
Per il discorso online/offline/copertura/whatever, HTML5 include già un sacco di meccanismi per rendere agibili le applicazioni web in modalità offline, quindi nulla è perduto, anzi. Funzione simile a quella già al tempo proposta da google gears.
È una evoluzione particolare i cui dettagli non sono così ovvi, è da quando google ha annunciato google chrome che dico che questo era un passo per un sistema operativo web-based, ed infatti non sono stato smentito.
P.S.: Alla affermazione “e se il server è giù?” rispondo “e se il software si pianta?”
Heh, figures: http://www.geekculture.com/joyoftech/joyarchives/1322.html
Sempre in tema: http://www.techcrunch.com/2009/11/23/chrome-os-microsoft-windows/
Io, personalmente, non auspico al “terminale stupido” avendo fior fiore di dischi esterni e di DVD di qualità: certo, può esser comodo postare le foto in rete ma, sinceramente, trovo più comodo averle sul mio disco fisso (onde evitare ogni volta di connettermi per cercarle).
Il fatto dell’agibilità delle apllicazioni offline pone un quesito: e la velocità?
Se il software non è craccato difficilmente si pianta. Almeno su Mac, Windows riesce a rendere instabile quasi tutto (tranne forse Photoshop).
Marco
La velocità di che?
Il fior fiore di hd esterni non sono di certo gratuiti ed a meno che siano in posizione sistemi di backup/raid l’hosting “casereccio” ha senso solo per una fascia di utenti medioalti.
ChromeOS punta alla fascia bassa, per la gente che usa il pc “solo per andare online”. E se consideriamo che tutti i tipi di applicazione (inclusi i videogames, vedi caso http://www.onlive.com/) stanno vedendo sperimentazioni online, il “terminale stupido” diventerà sempre meno stupido.
Per le aziende si tratta di una questione ancora più semplice: meglio avere computer costosi che mi richiedono alti tempi di manutenzione, o avere terminali economici ed avere la gestione del materiale critico su un server gestito da professionisti?
Tra l’altro questo ha degli eco anche nella vita casalinga, ormai quanti di noi hanno svariati pc/portatili/smartphone? Non sarebbe meglio avere degli endpoint economici ed un server casalingo su cui ospitare le questioni “pesanti”?
In altre parole, separazione di strumenti di interfaccia, da strumenti di calcolo/storage, che è una architettura molto più sostenibile.
La velocità d’elaborazione, ovvero quanto ci metto a svolgere determinate operazioni… Gli hd esterni (compresi i sistemi hot swap) li usano tutte le aziende serie per avere copie dei dati affidabili e ricercabili, con dischi da vari terabyte (potrebbero mettere tutto online e risparmiare diversi soldi, seguendo questa logica).
Se i terminali economici fanno letteralmente “evacuare” ho tempi d’elaborazione lenti e processi lavorativi da Flintstones: prova a chiedere alla Pixar di utilizzare terminali economici a vedere cosa ti risponde…
Bella separazione: se mi crasha il serve casalingo non combino un tubo su pc/portatili/smartphone, mi ritrovo con macchine stupide/non autonome e perdo ore di lavoro/tempo libero a ripristinare il server. Bel progresso davvero…
Io sono ben contento che pc e portatile abbiano due S.O. diversi: sfrutto i vantaggi di entrambi e, nel caso uno dei due dia forfait (dalla cottura della scheda madre alla fusione dell’hard disk), ho sempre un ricambio con cui lavorare…
Se mi baso su un server unico aumento le probabilità di render inutilizzabili una gamma maggiore di strumenti che, per funzionare, si basano su quello: così un’azienda, anziché lavorare su un altro computer, deve bloccarsi totalmente per riparare quel server (ne può avere uno di backup, ma bisogna vedere il livello d’aggiornamento).
Marco
La velocità d’elaborazione, ovvero quanto ci metto a svolgere determinate operazioni… Gli hd esterni (compresi i sistemi hot swap) li usano tutte le aziende serie per avere copie dei dati affidabili e ricercabili, con dischi da vari terabyte (potrebbero mettere tutto online e risparmiare diversi soldi, seguendo questa logica).
Se i terminali economici fanno letteralmente “evacuare” ho tempi d’elaborazione lenti e processi lavorativi da Flintstones: prova a chiedere alla Pixar di utilizzare terminali economici a vedere cosa ti risponde…
Bella separazione: se mi crasha il server casalingo non combino un tubo su pc/portatili/smartphone, mi ritrovo con macchine stupide/non autonome e perdo ore di lavoro/tempo libero a ripristinare il server. Bel progresso davvero…
Io sono ben contento che pc e portatile abbiano due S.O. diversi: sfrutto i vantaggi di entrambi e, nel caso uno dei due dia forfait (dalla cottura della scheda madre alla fusione dell’hard disk), ho sempre un ricambio con cui lavorare…
Se mi baso su un server unico aumento le probabilità di render inutilizzabili una gamma maggiore di strumenti che, per funzionare, si basano su quello: così un’azienda, anziché lavorare su un altro computer, deve bloccarsi totalmente per riparare quel server (ne può avere uno di backup, ma bisogna vedere il livello d’aggiornamento).
Marco
Il cloud computing non preclude un intranet computing. Uno storage server è sempre meglio di un hard disk esterno.
Il rendering e tutte le operazioni “pesanti” in una struttura futuribile vengono relegate ad un server (tra l’altro, non credo che la pixar faccia eseguire il rendering definitivo ad una workstation)
I terminali economici non devono per forza essere poco performanti, il risparmio in licenze, hardware, spese di manutenzione e supporto possono risultare in workstations più economiche E più performanti sotto forma di “terminali stupidi”.
Se ti crasha il server casalingo si tratta di un caso “When Bad Things Happen”, caso che non succede spesso a macchine server, e che comunque può essere risolto in maniera definitiva.
Nessuno ti vieta di avere 2 terminali, il punto è che se il terminale ha un sistema operativo reale tutte le operazioni di aggiornamento, installazione, configurazione e messa in sicurezza sono raddoppiate. Per non parlare della reperibilità dei dati.
E ti ammonisco, la stragrande maggioranza di aziende lavorano con questa filosofia già oggi (vedi macchine AS400, applicazioni intranet, ditte che hanno passato tutta la gestione su “sistemi google”), per cui sei decisamente fuori strada con questa non-visione.
D’altro canto se tu avessi ragione in Google sarebbero dei perfetti idioti.