Lo studio della storia del pensiero è un preliminare necessario per raggiungere la libertà di pensiero. Non so, infatti, cosa renda un uomo più conservatore: non sapere nulla del presente oppure nulla del passato.
— John Maynard Keynes

DollarsStamattina, accendendo il mio MAC, mi sono trovato una mail di richiesta d’aiuto, molto gentile e disperata nel suo tono, che mi ha fatto capire che forse è il caso di scrivere questo articolo. Per molti potrà sembrare banale, ma ho potuto constatare nel tempo, che, sempre a causa di molti “cialtroni” come ho letto nella mail di questa mattina, fare delle scelte diventa spesso un rompicapo. Le cose però non sono così difficili se si ragiona con sangue freddo e si usa un metodo.

Prima cosa da fare

Prima cioè di cominciare a fare il giro delle sette chiese, per cercare il miglior offerente o partner (spesso pure cialtrone) è quello di stabilire alcuni aspetti di carattere logistico, per la vendita dei propri prodotti su internet. Cioè, ho dei prodotti facilmente deperibili, come i prodotti alimentari? Dovrò preoccuparmi in questo caso non solo di una logistica specifica (fornitura, spedizioni, magazzino ecc…) ma anche probabilmente adeguarmi alle norme sanitarie in merito e così via. In questo caso sicuramente, la normale dichiarazione di attivazione di un sito di e-commerce, presso le autorità comunali, non è sufficiente.

Fatto ciò, constatato che è tutto a posto o sotto controllo, è importante determinare, chiarire e determinare tutti gli adempimenti legali del caso, il disclaimer, le limitazioni di responsabilità, le condizioni generali di vendita e quelle di recesso. Questi aspetti sono importantissimi e spesso vengono dimenticati o presi sotto gamba. Voglio ricordare che un sito di e-commerce è un vero e proprio negozio commerciale e in quanto tale, ogni vendita è ascrivibile alle normative vigenti sul concetto del “negozio commerciale” dove vengono definiti i diritti e i doveri del venditore e dell’acquirente. Consiglio sempre, quindi, di informarsi magari anche presso uno studio legale (meglio di no però, ho esperienze tristissime e disarmanti) o su internet dove la documentazione abbonda. Non dimenticate nemmeno la normativa sulla privacy! Ricordatevi che siete penalmente e civilmente responsabili di ciò che vendete anche quando il negozio giuridico è concluso (la vendita), ovviamente anche qui secondo le norme vigenti. L’aspetto legale, relativo al negozio commerciale online, è fondamentale, purtroppo. Da noi c’è una cultura diversa, ma nei Paesi anglosassoni dove è anche abituale avere un’assicurazione per la tutela legale, farvi causa è un gioco da ragazzi. Meglio tutelarsi e tutelare anche il cliente. Patti chiari, amicizia lunga!

Fatto questo, si parte!

Seconda cosa da fare, stabilire e pianificare da subito, un budget di spesa o di investimento. Perchè sì, è un investimento bello e buono e come tale andrebbe considerato. E’ un’attività commerciale, che ha un costo di start-up, o un costo di avviamento, ha costi strutturali, promozionali e di attività lavorativa (generazione dei contenuti, fotografie, testi di resentazione ecc…). Quindi considerare un budget di spesa è essenziale per evitare spiacevoli sorprese alla fine.
Grosso modo, possiamo suddividere il budget in tre gruppi di spesa:

  • Struttura: hosting, registrazione e mantenimento dominio, tipo di piattaforma di e-commerce (magento, zencart, oscommerce, joomla+virtuemart), realizzazioni layout grafico, installazione e mantenimento con assistenza.
  • Contenuto: testi, fotografie, data-entry, realizzazione logo, naming, headline.
  • Promozione: attività SEO/SEM con posizionamento naturale nei motori di ricerca, Pay Per Click

Perchè è importante definire dall’inizio un budget di investimento?

Perchè innanzitutto ho la possibilità di controllare meglio se sono in linea con quanto stabilito all’inizio dell’avventura, ma anche perchè posso “giocare” con le voci di costo o meglio posso scegliere dove puntare di più nell’investimento, se nella parte strutturale o nei contenuti o nella promozione. Voglio investire di più in struttura? Avrò la mia forza commerciale più nella parte strutturale, con un sito di e-commerce ottimamente programmato e gestito, ma sarò debole nella parte di presentazione dei prodotti (contenuto) e magari tralascio inizialmente la parte promozionale e via così.

Struttura

Qui tendenzialmente, si tende a risparmiare. Si sceglie l’hosting meno caro, tipo Joomlahost o Aruba (che possono andare benissimo per carità). Ma quando cominciano a sorgere problemi, l’assistenza non è sempre quella che ti aspetti, anzi. Consiglio di destinare qualche euro in più, anche qualche centinaio, ad un servizio di hosting che sia tecnicamente valido. Non fatevi sempre abbagliare da dati spesso insignificanti per certi versi come “spazio illimitato”, email “illimitate” o 500 miliardi di Gbyte di spazio ecc… Conta la velocità del server, tantissimo, conta l’assistenza, tantissimo, anche telefonica, conta la stabilità e la sicurezza del sistema. Non è di anni fa, ciò che è successo sui server di un notissimo provider che si è visto “bucato” i mailservers e più di 8 mila siti …. Ricordatevi che firmate, con il negozio commerciale, la norma sulla privacy e avere un intruso che fruga tra i vostri dati e magari ve li carpisce, non è una bella cosa e rischiate grosso.
Poi la scelta della piattaforma. C’è chi propone Magento (ottima scelta), chi propone Joomla+Virtuemart (ottima scelta), chi Zencart, Oscommerce (meno ottime scelte) per chi vuole rimanere in ambiente open-source/php per risparmiare sui costi di struttura. Si uò fare e non è affatto sbagliato. Oppure chi ha una montagna di denaro da spendere (e anche qui poi non è detto) può scegliersi un partner (web agency) e scegliere anche qui tra migliaia e migliaia di soluzioni di ogni genere e tipo per regalarsi (si fa per dire) una bella piattaforma ed hoc tutta per sè. Io lavoro ad esempio con un partner molto in gamba per queste cose, ma non vi dico chi è!!! :-) Vi dico che è “nettamente” superiore alla media! C’è un’altra alternativa interessante, anzi interessantissima, e qui lancio l’amo, che è WordPress, sì! WordPress con un plugin per l’e-commerce, per chi non ha necessità di “bretellare” il cms con un proprio gestionle (e sarebbe comunque fattibile). Funziona benissimo, è stabile e ha tutte le prerogative di WordPress tra cui la semanticità, il fatto di essere user freindly e quindi non occorre una user experience elevata, ma anche per il fatto che è totalmente SEO friendly, più di tutte le altre piattaforme. Esistono poi ottimi templates già fatti, facilmente modificabili a seconda delle esigenze, da un bravo programmatore, che in un paio di giorni ti consegna i lavori finiti.

Contenuti

Ahi! Ahi! Qui le note dolenti. Dopo che uno si è svenato con la struttura e la grafica ecco che si comincia a “popolare” il sito con i contenuti. Spesso mancano le idee. Metto un company profile? Che tipo di logo metto? Lo faccio fare ad un designer o me lo faccio da me? Magari guardo su Pixellogo e ne compro uno già fatto (scelta non sempre sbagliata, lo si può poi modificare), tanto è un investimento per poche decine di dollari se non lo compro in esclusiva. E’ una scelta che non discuto. Per i contenuti ovviamente, per chi mi conosce, ci metto la mia:

  • essere precisi nelle descrizioni. Devono avere una parte riassuntiva con i dati tecnici, i prezzi i pesi, le dimensioni, e poi sempre una descrizione più approfondita per chi è interessato appunto ad approfondire.
  • Curare tantissimo le immagini dei prodotti. Spendere magari qualcosa di più per un fotografo esperto, ma evitare il fai da te se non si è capaci di fotografare uno still-life!!! Esistono degli strumenti apposta, dei box illuminati che riflettono la luce all’interno e con i quali è possibile fotografare oggetti senza ombreggiature sbagliate. Un vasetto di marmellata ben fotografato o una bottiglia di vino, magari con accanto un bicchiere mezzo pieno, fanno sempre la loro bella figura e invogliano senz’altro all’acquisto. Fate attenzione che fotografare bottiglie non è facile! Tra riflessi indesiderati e luci e ombre sbagliate, l’effetto è deleterio se non si è piuttosto bravi.

Promozione

Qui le cose si fanno dannatamente complesse. Le variabili sono talmente tante, che dare consigli è difficile. Certamente vi dico di stare alla larga dai SEO x SEO = TRENTASEO! E ve ne sono in abbondanza. Sicuramente se avete realizzato bene la parte strutturale del sito, non avete bisogno di ottimizzazione. Vade retro a chi poi vi offre l’indicizzazione! Sono cazzate!
Per il posizionamento le cose cambiano. Moltissimo dipende dalla qualità dei contenuti, se avete lavorato bene sui titoli delle pagine, la rilevanza e la semanticità dei contenuti ecc.. In effetti un buon SEO/Copy potrà darvi ottimi consigli già prima di iniziare a popolare il sito con i contenuti, così da evitare problemi futuri e spese impreviste. Per chi vuole approfondire l’argomento può contattarmi.
Poi la questione Pay Per Click. Non è una scelta sbagliata! Per chi ha necessità di promuovere i propri prodotti in temi ragionevolmente brevi, beh, è una strada percorribile e se la campagna PPC è impostata bene, porta discreti risultati. Tenete presente che le visite dai PPC sono tendenzialmente di ottima qualità anche se il ROI non è sempre elevato. Tutto dipende dal tipo di prodotto, dai tempi, dagli impegni economici. Per chi non ha fretta, può inizialmente soprassedere e lavorare e investire di più su struttura e contenuti (lo consiglio).

Non dimenticate però i social networks! E qui potete fare anche un po’ da soli se avete tempo. Le pubbliche relazioni sono importanti e lo saranno sempre di più anche in chiave web, nei prossimi anni. Sono utili per una buona campagna. Fare un po’ di “buzzing” senza esagerare non guasta.

Buon lavoro!

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7 Responses to I primi passi per un e-commerce che funzioni

  1. [...] I primi passi per un e-commerce che funzioni Stamattina, accendendo il mio MAC, mi sono trovato una mail di richiesta d’aiuto, molto gentile e disperata nel suo tono, che mi ha fatto capire che forse è il caso di scrivere questo articolo. Per molti potrà sembrare banale, ma ho potuto constatare nel tempo, che, sempre a causa di molti “cialtroni” come ho letto nella mail di questa mattina, fare delle scelte diventa spesso un rompicapo. Le cose però non sono così difficili se si ragiona con sangue freddo e si usa un metodo. (tags: e-commerce) Segnala presso: [...]

  2. miriam scrive:

    Sono davvero contenta di ritrovare in questo articolo tutti i punti ai quali abbiamo “risposto” prima di pubblicare il nostro portale di e-commerce.
    Aggiungerei questo: oltre alla cura dei Prodotti che si vogliono vendere è importante dare risalto alla parte “contenutistica” in modo tale da offrire all’utente qualcosa in cambio dell’azione di acquisto.
    Noi abbiamo chiesto la collaborazione di alcuni giornalisti freelance che redigono notizie legate al mondo del vino e le pubblichiamo nella sezione “Notizie”.
    Il motore e-commerce lo abbiamo programmato interamente noi, sulle nostre esigenze, il risultato è stato quello di ottenere un pacchetto che potremmo rivendere al pari di quelli che vengono citati nell’articolo.
    Un punto che non vedo trattato ma che secondo me è fondamentale per la riuscita di un progetto e-commerce è lo “scoglio” del trasporto – tallone d’achille di molti progetti soprattutto a causa dell’ottusità dei nostri trasportatori – provocatoriamente direi quasi che oggi occorrerebbe prima risolvere il trasporto e poi pubblicare siti di e-commerce… cosa ne pensate? http://www.ilvinauta.it

    • Andreas Voigt scrive:

      Grazie per il commento!
      No, non ho parlato di logistica, perchè non era il tema dell’articolo. Vero però che se si volesse approfondire meglio tutto il discorso legato all’e-commerce, la logistica diventa un punto fondamentale. Pensiamo solo a chi deve spedire prodotti alimentari, magari facilmente deperibili.

      Giusta l’osservazione per la parte contenutistica. Sono convinto che una buona scheda prodotto, ben compilata sia quasi una vendita.

  3. FRANCESCO scrive:

    Ciao, ho letto il tuo post e da informatico posso dirti che di cavolate ne hai scritte a iosa…. Non parli di avere contenuti originali e da come lasci intendere sembrerebbe che basti buttare un sito su internet per vendere. Non viene inoltre accennato al fatto che per fare un ecommerce serve l’autorizzazione del comune e ci sono circa 2800 euro annui di spese di tasse.

    • Andreas Voigt scrive:

      Caro Francesco. Forse non hai intuito lo spirito del post. Se avessi voluto scrivere un post articolato sull’e-commerce come tu ti aspettavi, non basterebbe l’intero blog. Sui contenuti poi, io sono particolarmente sensibile, visto che sono un copy. Non ho certo bisogno di sottolinearne l’importanza proprio io. L’autorizzazione come la chiami tu al comune di residenza si chiama autorizzazione preventiva (modello COM6). Cosa tu intenda per tasse, senza fare riferimento a quali e cosa sono tasse e imposte, qui non so aiutarti. Forse intendi i cisti per le pratiche di apertura di u’attività con un e-commerce … In quel caso ti dico che puoi leggere qui, è piuttosto completo: http://www.romaexplorer.it/marketing/business/leggi_internet.htm

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