Lo studio della storia del pensiero è un preliminare necessario per raggiungere la libertà di pensiero. Non so, infatti, cosa renda un uomo più conservatore: non sapere nulla del presente oppure nulla del passato.
— John Maynard Keynes

Al di là delle considerazioni politiche di parte e delle dichiarazioni fatte dopo i primi risultati affluiti, tra annunci e proclami più o meno elettorali e propagandistici, a mio parere è emerso un segnale piuttosto interessante. Il rinnovamento comincia dal basso.

Io non conosco Nichi Vendola e la realtà pugliese, che so essere piuttosto complessa e difficile e non credo di avere autorizzazione morale per giudicare il suo operato come Governatore della Regione Puglia, ma ho l’impressione che i Pugliesi del Centrosinistra lo apprezzino particolarmente, tanto da permettersi uno schiaffo in faccia alla dirigenza nazionale del Partito Democratico, che a Nichi Vendola, per la prossima corsa alla Presidenza della Regione, aveva scelto un altro candidato.

Emerge prima di tutto un fatto importante: le elezioni primarie per eleggere un candidato, non sono semplice propaganda politica ma funzionano e sono sentite. Ma ancora più importante, c’è la netta sensazione che gli elettori vogliano cominciare a responsabilizzarsi di più. La nomina dei candidati solo attraverso le segreterie di partito, è una pratica poco democratica che agli elettori non piace.
Segnali interessanti di un certo risveglio “popolare” se ne vedono ormai parecchi. Tra giornalisti che pubblicano libri sui dissesti della partitocrazia (La Casta, tanto per intenderci), ai “Grillini”, alle manifestazioni locali contro decisioni controverse appunto della amministrazioni locali come a Giarre o altri comuni in Italia, le manifestazioni della NO TAV e via di questo passo. Ne dimentico certamente a centinaia, ma non perché di minore importanza, ma solo perché l’elenco diventerebbe davvero infinito.

C’è in qualche modo un segnale di voglia di maggior partecipazione alla vita politica del cittadino, magari appunto più cittadino e meno “parente”. Come questo desiderio partecipativo si svilupperà, non saprei dirlo, se rimarrà un fuoco di paglia o si svilupperà in una vera forma di democrazia partecipativa più diretta. Ma lasciarsi scappare l’occasione sarebbe davvero un peccato, per noi e per le prossime generazioni.

Speriamo bene.
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3 Responses to Il cambiamento che arriva dal basso.

  1. montanaripaolo scrive:

    Grazie per l’ottimismo! Non so ancora se condividere, adoro il “risveglio” popolare. Quando poi saremo più cittadini e meno parenti..rivoluzione culturale.
    Ultima cosa, partire dal basso sarebbe anche mettere qualche ora di Educazione Civica nelle scuole, non trovi?

  2. Andreas Voigt scrive:

    @montanaripaolo
    Per quel che mi riguarda, educazione civica dovrebbe essere una materia primaria al fianco di italiano storia, geografia e matematica, già dalle elementari.

    Il problema è la mancanza delle più elementari conoscenze in materia che oggi sono state sostituite con quelle relative all’uso dell’iPhone e di Facebook.

  3. [...] This post was mentioned on Twitter by Andreas Voigt, Paolo Montanari . Paolo Montanari said: RT @wmbo67: Il cambiamento che arriva dal basso. http://bit.ly/55YfZC MAGARI! [...]

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