Lo studio della storia del pensiero è un preliminare necessario per raggiungere la libertà di pensiero. Non so, infatti, cosa renda un uomo più conservatore: non sapere nulla del presente oppure nulla del passato.
— John Maynard Keynes

andreas_voigtLodo Alfano sì, Lodo Alfano no, e l’Italia rimane nell’ignoranza.

La questione del Lodo Alfano è una vicenda piuttosto inquietante, che apre interrogativi sulla stabilità della nostra deomocrazia e sulla capacità popolare di poter controllare sul serio l’operato dei rappresentanti parlamentari.

Sto seguendo con un certo interesse le vicende relative al Lodo Alfano. Posso assicurare, per quei pochi che davvero volessero capirci qualcosa, che la questione, nel merito, è davvero interessante. Stupefacente, oltre che interessante è invece l’ignoranza totale di molti rappresentanti politici di tutto l’arco costituzionale, che per mancanza di idee e di argomenti validi, danno di nuovo la stura a querelle politiche e polemiche insulse, che di intelligente e sensato non hanno nulla.

L’ignoranza collettiva non paga, anzi è diventato uno stato di fatto imposto dall’alto.

Se noi cittadini, compresa l’inutile casta dei giornalisti (perchè oggi sono davvero inutili) provassimo, dico solamente provassimo, ad istruirci un po’ di più e provassimo ad ascoltare quello che esimi giuristi ci dicono (perchè essere giudice della Corte Costituzionale, fino a prova contraria, non è una carica da poco assegnata ad emeriti imbecilli), certe polemiche si spegnerebbero nel giro di pochi istanti. Tra le altre cose, presumere che le decisioni di un organo costituzionale, e ripeto ORGANO COSTITUZIONALE, che esiste per VIGILARE affinchè l’altro ORGANO COSTITUZIONALE, cioè il Parlamento nell’espressione dei due suoi rami (Senato e Camera dei Deputati) legiferi ed operi nel pieno rispetto della  Carta Costituzionale, firmata da Enrico de Nicola il 27 dicembre del 1947 in nome del popolo italiano, vengano prese con pregiudiziale politica (qualsiasi essa sia) significa a mio avviso, avere un bassissimo senso dello Stato. Dimostra chiaramente quanto in realtà valgano i fondamentali costituzionali, per i rappresentanti politici che abbiamo mandato in Parlamento. E parlo di tutti, non solo quelli che adesso formano la maggioranza.

La Corte Costituzionale è un organo di controllo, di tutti i cittadini.

La Corte Costituzionale non legifera, ma vigila. E soprattutto, vigila in nome e per conto del Popolo Italiano, sull’operato dei rappresentanti politici e parlamentari, che senza vincolo di mandato (questo oggi è il grande nodo centrale di cui nessuno parla e cioè l’assenza del vincolo di mandato), promuovono e votano le leggi. Quindi le questioni sono due, o è vero ciò che si dice e cioè che la Corte Costituzionale è fortemente inquinata dal potere politico, e allora, il Popolo Italiano ha perso anche l’ultimo grande valore e baluardo dei suoi diritti e il suo valore giuridico è pari a zero (e qui ci sarebbe da aprire davvero una discussione) oppure le reazioni, sono fuori luogo e dettate da ignoranza, inciviltà e magari anche dalla delusione.

La Corte Costituzionale è il supremo organo di controllo che i cittadini italiani hanno per “dormire sonni tranquilli”. Se questa viene annullata dal potere politico, qualsiasi esso sia, di sinistra o di destra, c’è da preoccuparsi. C’è da annullare tutto. Mandare a casa tutti, dare un paio di giri di lavatrice e ricominciare da capo. La Costituzione Italiana (tra l’altro, bellissima e attualissima ancora oggi, tranne per alcune correzioni che sarebbero da fare, per “vetustà”) è il patto, anche generazionale, che gli Italiani hanno firmato per CONDIVIDERE valori, usi, costumi e soprattutto diritti e doveri.
Il “potere politico” per questo motivo ha il DOVERE sacrosanto di rispettare, con solennità e rigorosità, l’operato della Corte Costituzionale come sancisce la stessa Carta Costituzionale, senza polemiche (possono essere comprese discussioni di merito, ma non politiche e strumentali) e soprattutto, tirandola per “la giacchetta” quando torna utile o rinnegandola quando diventa scomoda.

La Corte Costituzionale è nostra, di tutti noi cittadini che sgobbiamo dalla mattina alla sera per mantenere quella pletora di ignoranti che mandiamo in vacanza perenne a Palazzo Madama e a Montecitorio: offenderla e calpestare le sue indicazioni, significa calpestare e offendere il diritto PRIMARIO di tutti i cittadini. Io penso che ciò che sta accadendo è assolutamente VERGOGNOSO.

Le 4 più alte cariche dello stato non contemplano il Presidente del Consiglio dei Ministri

Vorrei ricordare una questione: il Lodo Alfano, menziona le 4 più alte cariche dello Stato. E’ un punto interessante ma qui nasce l’errore del Lodo stesso, secondo me. Io non sono un giurista e nemmeno un costituzioalista, ma mi è stato insegnato che gli organi COSTITUZIONALI sono 3 che definiscono appunto i POTERI dello Stato e cioè. Presidenza della Repubblica, Parlamento e guarda caso la Corte Costituzionale. E guarda caso, le 4 cariche più importanti in ordine sono: Presidente della Repubblica, Presidente della Camera del Senato, Presidente della Camera dei Deputati e Presidente della Corte Costituzionale, sempre guarda caso. Significa che in caso di impossibilità, per svariati motivi (anche in caso di Guerra) il Presidente della Repubblica, nelle sue funzioni di Capo dello Stato e capo delle Forze Armate, può essere sostituito nell’ordine dal Presidente della Camera del Senato e se anche questo non ci fosse, dal Presidente della Camera dei Deputati ecc… Sono cose che insegnavano a scuola durante le lezioni di Educazione Civica (e ora non insegnano più purtroppo, e anche qui ci sarebbe da parlare).

E sempre, guarda caso, non c’è il Presidente del Consiglio dei Ministri, quello che viene definito un po’ a sproposito “premier” o primo ministro. Come mai?

Semplicissimo, perchè il Presidente del Consiglio dei Ministri è un’espressione POLITICA, di una maggioranza qualificata dei due rami del Parlamento. Tra le altre cose, sempre giuridicamente parlando, il mandato di formazione del Governo da parte dell’eventuale Presidente del Consiglio, viene dal Presidente della Repubblica, appunto organo Costituzionale.
Essendo quindi il Presidente del Consiglio dei Ministri (sarebbe interessante fare una disquisizione sul perchè si chiama Presidente del Consiglio dei Ministri) una mera espressione politica perchè il GOVERNO stesso è giustamente un’espressione politica, questa è totalmente svincolata dall’espressione dello Stato. Quindi la 4a più alta carica dello Stato, se vogliamo proprio essere precisi e rigorosi, non può essere il “capo del Governo” e in quanto tale non potrebbe e non DOVREBBE avvalersi di nessun privilegio di immunità soprattutto nell’esercizio delle sue funzioni, nè temporaneo, come stabilisce il Lodo Alfano, nè a vita. Il Presidente del consiglio dei Ministri, per certi aspetti è un comune cittadino, che per volontà politica dei rappresentanti dei cittadini, in Parlamento, presiede e sottolineo PRESIEDE il Consiglio dei Ministri che è Organo di Governo e non Organo Costituzionale.

Conclusione…

Forse ho “sparato” una raffica di cavolate, magari qualche giurista esperto si turerà il naso leggendo queste righe, ma a me, sembra tutto così semplice…

Mandiamoli a casa. Tutti! Stanno rovinando quello che c’è ancora di buono in questo meraviglioso Paese.

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7 Responses to Il Lodo Alfano e la totale ignoranza dei nostri politici

  1. [...] Silvio Berlusconi contrattacca delegittimando in diretta tv la Corte Costituzionale (su cui innovando scrive un post approfondito) e il Presidente della Repubblica. Ore 20, si sciolgono i cani del [...]

  2. [...] Silvio Berlusconi contrattacca delegittimando in diretta tv la Corte Costituzionale (su cui innovando scrive un post approfondito) e il Presidente della Repubblica. Ore 20, si sciolgono i cani del [...]

  3. Silvia scrive:

    Credo che una cosa sia chiara: la costituione per fortuna ci tutela…

    certo bisogna sperare che la corte costituzionale nn sia composta da stupidi e che nn sia venduta ai partiti così come il resto della magistratura…
    e noi cittadini dobbiamo cercare di far valere sempre i nostri diritti ma anche il nostri doveri..andando alle urne e cercando di scegliere governanti qualificati e il più possibile “bravi”..ci rappresentano e non mi piace essere associata a gente di cui SI DIMOSTRA la colpevolezza o la partecipazione ad attività dissolute…

    per il lodo…si basa effettivamente su un errore di fondo, oltre a quello sottolineato nell’articolo,l’articolo 3 della costituzione…

    • Andreas Voigt scrive:

      Ecco il punto dolente: tu scrivi …certo bisogna sperare che la corte costituzionale nn sia composta da stupidi e che nn sia venduta ai partiti così come il resto della magistratura…”
      Se così davvero fosse siamo nei guai e la dittatura partitocratica è totale.
      Solo un piccolo appunto, non confondere la magistratura con la Corte Costutuzionale, formata sì da magistrati o meglio da giudici “giudicanti” e non “inquirenti”, ma non fa parte della magistratura. Sono due cose separate e il legislatore ha ben espresso la divisione dei compiti dell’una e dell’altra.

      Resta ferma la tua preoccupazione, che è anche la mia, infatti tra le righe ho voluto evidenziarlo. Se davvero l’organo supremo che dovrebbe vigilare sull’operato del Parlamento che legifera e politicamente corrotto o corruttibile, possiamo davvero fermare le macchine e ricomincare tutto da capo. E, ho l’impressione che qualcosa di vero, sotto sotto, ci sia, purtroppo.
      Pannella, grande dietista e dietologo, lo ha sempre detto, anzi urlato.

  4. [...] e niente di meno. Non è un’Alta Carica dello Stato, e sono pienamente d’accordo con quanto ha scritto il mio amico Andreas, che vi invito a leggere. E soprattutto il Presidente del Consiglio [...]

  5. Piero Muzio scrive:

    Ho letto il post, trovato non ricordo come. E’ apprezzabile !

    Sono un cittadino italiano over 70! Dalla maggior età indipendente, se pure sempre nell’area di centro! Più esattamente ne bianco, ne rosso ne nero (quindi fra i perdenti).

    Vorrei far osservare che la Carta ammette che tutto è modificabile, con le procedure previste, eccetto la forma repubblicana. Dire che la Corte è “anche politica” non è un non senso visto che è nominata da organi “anche politici” e che la Magistratura è “anche politicizzata”.
    Diciamo anche che le decisioni non sono una “scienza esatta”, come la Carta del resto, visto che esse avvengono sempre o quasi a maggioranza, 9 contro 6 per il Lodo ALFANO…

    La Corte giudica “In nome del Popolo Italiano” come nei Tribunali!

    Ancora però!Dal 1946 il Popolo ha votato 17 volte spesso cambiando molto.Lo scorso anno oltre 17 mil. di cittadini hanno scelto la coalizione di Berlusconi. Siete certi che la Corte giudichi “solo e veramente” in nome del Popolo Italiano ? Certo le procerdure evitano cambiamenti impulsivi e magari irrazionali ma come sempre capita le riforme o cambiamenti avvengono sempre prima della regolamentazione degli stessi. L’indicazione del premier sulle schede, mi pare sia gradita alla maggioramza degli Italiani, seppure la Carta non lo preveda e non mi sembra democratico non tenerne conto.
    E’normale che dal 27 Dicembre del 1947 la Magistratura, che di fatto controlla la Corte con i 9 anni di durata, i requisiti richiesti per essere nominati, magistrato, professore in materie giuridiche, avvocato e la regola del 1/3 dal Presidente della Repubblica 1/3 dal Parlamento in seduta comune e 1/3 dalle supreme Magistrature, abbia ostacolato, respinto ed impedito ogni modifica e/o riforma di qualsiasi proprio organo ? Essa è dal 1947 l’unico organo, ma meglio è dire Potere che risponde solo a se stesso.
    Infatti appena il Ministro Alfano parla di riforma, scendono in agitazione! Come sempre avvenne anche in passato.

    E’ veramente nell’interesse del Popolo Italiano tutto questo? O di pochi, sempre non bene identificati (i ns. UFO) romanocentrici ?
    Se fosse posto in questi termini il quesito io sono certo che il 70/80% voterebbe per i necessari cambiamenti.
    Un saluto.

    Piero Muzio

    PS. Ai miei tempi anni ’50 la Carta Costituzionale si studiava!
    Cosa dire poi delle regole Costituzionali mai applicate ?

    Art.39
    “L’organizzazione sindacale è libera” (ma per circa 50anni solo la Triplice CGIL-CISL-UIL era ammessa alle trattative)
    ….Segue su “obbligo di registrazione…”(regole mai fatte)
    “E’condzione per la registrazione che gli statuti sanciscano un ordinamento a base democratica” ( regole mai fatte )
    “I sindacati registrati hanno personalità giuridica” (non l’hanno, regole mai fatte, non rispondono a nessuno, per nulla, neppure per i bilanci di centinaia di milioni di € che non esistono. Hanno inventato la segreteria generale e tutti i sindacati di categoria hanno conti incassi e regole interne, almeno formali. Quindi non possono essere citati in tribunale, ne risarcire eventuali danni)
    “Possono,rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti,
    stipulare contratti collettivi di lavoro…” (regole mai fatte . La CGIL ha circa il 60% di iscritti pensionati ! )

    Che dire ! Però, ancora, nessuno urla, manifesta, si straccia le vesti, perchè ? C’è una Carta buona ed una cattiva ? Cambiamo ?

    • Andreas Voigt scrive:

      Ricevere commenti di questo genere, è semplicemente meraviglioso. Potersi confrontare e soprattutto poter condividere idee e opinioni è altrettato meraviglioso. é “politicamente” meraviglioso.

      Entro nel merito dei suoi appunti:
      Certo che la Corte Costituzionale è “anche” politica. Semplicemente perchè è eletta da politici, spesso di mestiere. Che la corte giudichi però pregiudizievolmente e sottolineo pregiudizievolmente in modo politco, diventa pericoloso. Ci deve essere un punto “laico”, dove il diritto è diritto indipendentemente dalle prerogative politiche o dalle inclinazioni politiche di un giudice della Consulta. Credo sia una questione di buon senso e di civil vivere. Altrimenti, non abbiamo mai la sicurezza che la giustizia operi non interpretando i codici, ma applicandoli così come l’estrema e più importante organizzazione politica (cioè il Parlamento) li ha prodotti.

      Qui non è una questione di cambiare. E’ una questione di cultura. Cambiare è giusto e guai se non si cambiasse. Cambiare vuol dire dinamicità, freschezza, futuro e realismo.
      Lei ha scritto una cosa importante: le corti, tutte, civili, penali, di primo, secondo e terzo grado di giudizio, giudicano “In nome del Popolo Italiano”. Anche la Corte Costituzionale. Ma vorrei osare addentrandomi un po’ sulla questione, forse rischiando un sofisma. La Corte non giudica in nome e per conto del Popolo Italiano, ma emette sentenza. Il giudizio è sempre frutto di una analisi, filtrata dalla propria “inclinazione politica”. Ma nel momento in cui emette sentenza, ecco che cambiano le cose e dovrebbe “vincere” il codice nudo e puro.

      Quindi, no, non sono affatto sicuro che la Corte Costituzionale sia “laica” al 100% e quidi non di parte. Non solo non ne sono sicuro ma addirittura son certo che non lo sia. Ecco la mia enorme preoccupazione. Se non esiste giudizio nel battage politico, figuriamoci i danni che possono provocare le istituzioni di Stato, che dovrebbero funzionare con rigore e giudizio non di parte.

      Ecco perchè sono convinto che la Consulta, sul Lodo Alfano abbia visto giusto. E non per mia fede politica, dico e scrivo questo, anzi, io poi come lei sto sospeso da qualche parte e poi non voto nemmeno, sono tedesco di passaporto. Bisogna vedere la cosa nel merito: può un uomo, pura espressione politica e non di Stato, essere al di sopra di ogni grado di giustizia nell’espletamento delle sue funzioni? Le spiego, se sì, significa che la funzione politica di una persona, sia anche il Presidente del Consiglio dei Ministri, ha la stessa importanza, se non superiore, di una persona che non ha funzione politica ma funzione Costituzionale e quindi di Stato. Cioè io scindo in modo quasi netto, ciò che è politica da ciò che è stato, e deve essere così, altrimenti giustifichiamo le ingerenze politiche in ogni funzione amministrativa, come infatti accade anche nelle regioni, nelle ASL ecc….
      Sempre se è così, significa che la funzione politica diventa Stato, diventa una funzione ordinaria di Stato. E’ gravissimo. Diventa una vera dittatura parlamentare e politica.

      Tornando ai suoi post-scriptum in merito a ciò che non è stato applicato, lì c’è la risposta a quello che dico e penso. La politica, ha deviato il corso delle cose e si è eretta a Stato decidendo ciò che deve e non deve essere applicato, ciò che deve o non deve essere giudicato. Questo è sbagliato. Questa è confusione istituzionale. Tutto qui, o forse no.

      Grazie ancora per il suo bellissimo commento!

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