Voglio riprendere con forza il tema che già ho affrontato in un recente post (intitolato: Il web meridionale e il web settentrionale. Anche sul web, l’Italia é divisa), sulla differenza tra nord e sud in tema di web. Il web che dovrebbe abbattere le frontiere, che dovrebbe unire, far condividere civiltà e culture, da noi in Italia è invece lo specchio del divario cultural-imprenditoriale che c’è tra nord e sud.
E’ vero, ci sono isole felici, ma come si suol dire, l’eccezione conferma la regola. E di regola purtroppo stiamo parlando.
Se un imprenditore del nord, soprattutto di un comparto economico di primo livello come può essere quello enogastronomico (produzione di vino, caseario, pasticceria ecc…) è disposto a investire e scommettere sul web con azioni di marketing online, quello del sud è ancora legato a sistemi di marketing vecchio stampo che certamente non rendono giustizia ai suoi prodotti e non lo aiutano ad uscire dal proprio “orticello” locale, per far conoscere i suoi prodotti anche all’estero (che apprezzerebbero di sicuro!!).Al sud, preferiscono le radio locali a internet! Nulla contro le radio locali, ma sono appunto locali. Se cerco qualcosa di interessante sul cioccolato di Modica, a parte tre siti, non trovo altro di invitante. Se cerco qualcosa sui pistacchi di Bronte (guardate cosa si trova: http://www.pistacchiodibronte.it/) buio pesto.
E così si potrebbe andare avanti all’infinito, spostandosi dal comparto enogastronomico a quello turistico-alberghiero. L cosa grave è che gli italiani del nord, non sanno nulla degli italiani del sud. Un muro invisibile che divide un popolo che ha una sola lingua e un solo confine.
Per chi vive all’estero c’è questa percezione: al nord, grandi evasori fiscali, al sud, tutti mafiosi. Ma è mai possibile? Un Paese che ha un patrimonio così straordinario, deriso in questo modo! E intanto il muro che divide l’Italia cresce sempre di più, nella totale indifferenza degli italiani stessi. Un vero peccato!












Passare ad Internet per il Sud significa emergere,come ditta e/o come operatore.
Seguendo alcuni prodotti tecnici, trovo spesso nel “chi siamo” “dove siamo” e “contatti” indicazioni tipo: Enzo – 333……. o Mario 338………, senza indirizzi, telefoni fissi, nomi e cognomi, magari senza testo inglese o solo qualche parola generica.
Questi poi sono o dovrebbero essere i più intraprendenti! E’ difficile capire come possano pensare di avere successo.
Per il settore turistico alberghiero basta vedere i risultati generali per immaginare come può essere gestito.Mancando le catene, l’associazionismo serio e la certezza di prezzi e tariffe parlare di siti e mercato globale non ha neppure senso.
Piero Muzio
@Piero
Cominciavo a sentire la tua mancanza, perbacco.
Comunque sì, è una solenne tragedia. Io sono assolutamente sconcertato.
Mi sembra però che manchi anche la volontà e l’interesse di parlarne e di discutere.
Speriamo almeno che siano tutti a lavorare “indefessamente” anche se purtroppo penso che invece ci sia “fatalismo”, “aspettare che siano gli altri a togliere le castagne dal fuoco” e molta “poca voglia di fare” veramente.
Polemicamente io con gli amici dico che qusti sono i “risultati” dell’educazione del “68 italiano”
Ne convengo in pieno. Il ’68 è ancora tutto da definire e da valutare. Per certi versi ha portato cose buone, ma onestamente ne ha portate anche di dannose. La generazione sessantottina che oggi insegna nelle scuole è un esempio lampante di totale disastro.
Per il sud, ho paura che non solo NON ci sia fatalismo (magari almeno quello) ma manchi completamente la percezione di ciò che sta accadendo.
Purtroppo non ci si può fare nulla ed alla fin fine non è un problema mio.
Purtroppo è un problema che diventerà anche tuo, purtroppo. Solo che data la tua giovane età, non hai ancora la percezione reale del problema che in futuro dovrai affrontare.
Lol, Andreas, non raccogliere le mie provocazioni ironiche. E soprattutto non farlo con condiscendenza.
Se non posso fare nemmeno questo, mi sparo!
Garibaldi ha unito l’Italia ma gli Italiani difficilmente si sono trovati uniti (se non per le partite della Nazionale). All’estero queste differenze sono piccole piccole e si diventa tutti “paesà”, rispunta come un virgulto il senso di fratellanza e comunione.
La tragedia è proprio convincere gli imprenditori ad uscire dal vecchio marketing per lanciarsi sul nuovo, per investire sui nuovi media: io, lavorando sulla comunicazione di una scuola di danza, sono riuscito a trovare meno resistenze sulla base dei soli costi (uno spazio sul giornale locale costava un patrimonio e rendeva un ciufolo).
Inoltre i giovani vanno cercati dove si riuniscono: disocteche, locali, pub, siti di social network e via dicendo. Ora nelle bacheche all’entrata della scuola vendono i nostri prodotti brandizzati. Cambiare ogni tanto serve.
Marco