Lo studio della storia del pensiero è un preliminare necessario per raggiungere la libertà di pensiero. Non so, infatti, cosa renda un uomo più conservatore: non sapere nulla del presente oppure nulla del passato.
— John Maynard Keynes

Finalmente il concetto di condivisione comincia a fare capolino anche nei ministeri della sgangherata Repubblica Italiana. La Gelmini crea un precedente?

Il ministro: «Voglio raccogliere idee, proposte ma anche critiche». Debutto in maglioncino senza tailleur

 

 

 

Leggo sul Corriere della Sera che finalmente qualcosa sta cominciando a muoversi. Il ministero della Pubblica Istruzione ha aperto un canale su youtube. Corro immediatamente a vedere! Ed eccolo!

Forse è il primo segnale che qualcosa si sta muovendo. Ci voleva un ministro giovane. E’ da un pezzo che dico che il cambiamento comincia quando i vecchi catorci bacchettoni rincoglioniti della prima e seconda Repubblica cederanno il posto al nuovo che avanza e che ha bisogno di esprimersi.

La cosa che mi ha lasciato davvero piacevolmente sorpreso è stata la scelta del mezzo: YOUTUBE. Invece di usare un sito internet o uno striminzito blog, la Gelmini ha preso come esempio l’eletto Presidente degli USA Barack Obama e ha deciso di fare sul serio concentrandosi su YOUTUBE. Un giovan ministro, discusso e criticato, che si rivolge al pubblico “internettiano”. Trovo questa notizia assolutamente sensazionale.

Oggi la Gelmini è andata online su www.youtube.it/mariastellagelmini con un messaggio promo, che dovrebbe essere il preludio ad un uso più sistematico di questo canale di comunicazione, molto più efficace e capillare dei sistemi tradizionale e che dovrebbe avere come target un pubblico relativamente giovane. Si aspetta da noi tutti di ricevere critiche, opinioni e suggerimenti. Vedremo! Di sicuro ha portato scompiglio e ha scosso, nel bene o nel male, il mare magnum dell’istruzione pubblica. Il futuro ci dirà!

Intanto noi aspettiamo sperando che questo non diventi un precedente isolato ma porti un po’ di coraggio ai vecchi cavalli bolsi che sono quelli che ci rappresentano in Parlamento.

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11 Responses to Il web 2.0 comincia a fare capolino anche nei ministeri?

  1. Daniele scrive:

    Sono scettico a riguardo, soprattutto per la qualità della comunità di youtube, che reputo più scadente di molte altre alternative, come Vimeo. Non vorrei che sorgessero accordi per una censura in accordo con youtube, che essendo di proprietà Google dovrebbe riuscire a restare neutrale.

    Perlomeno non è su yahoo, ma anche da yahoo hanno cacciato Yang, quindi c’è speranza che si rimettano in piedi pure loro poveretti.

  2. Andreas scrive:

    è comunque un inizio

  3. Cobain86 scrive:

    L’iniziativa è sicuramente curiosa, vedremo dove porterà.
    Sicuramente se pubblicano le gag del Cavaliere i visitatori non mancheranno ;-)

    Viste le manifestazioni dell’ultimo mese, però, mi sa che sarà un canale pieno d’insulti… vedremo fino a che punto arriverà la censura di Google.

    Marco

  4. Alle_tu_sai_chi scrive:

    Non voglio fare politica, ma la nobile idea di voler raccogliere pareri altrui andava fatta prima di legiferare non dopo….

  5. Daniele scrive:

    Andreas cancella il commento di tim (guarda il link del nick) e questo. :D

  6. Innovando scrive:

    Fatto. Però dai, il problema delle emorroidi è un problema comune!

  7. [...] non ne sono molto convinto, anche se, comeha  prontamente  scritto il mio amico Andreas sul suo blog, qualcosa si sta muovendo per il verso giusto. D’accordo che qualcosa si stia muovendo nel [...]

  8. “BUON ANNO A TUTTI… meno che a uno, anzi mezzo”!

    Come sarà il 2009? Non c’è nessuno – ma per chi ci crede ci sono i soliti oroscopi – che abbia le carte in regola per formulare previsioni attendibili circa il nostro futuro prossimo. Non sappiamo se ci sarà un collasso dell’economia. Non sappiamo se la crisi durerà uno o più anni. Non sappiamo se il prezzo del petrolio salirà o scenderà. Non sappiamo se ci sarà inflazione o deflazione, se l’euro si rafforzerà o si indebolirà. Non sappiamo se gli Usa del nuovo-Presidente saranno diversi da quelli del Presidente-guerrafondaio. Non sappiamo se Istraele e Palestina continueranno a scannarsi per tutta la vita. Non sappiamo nada de nada! La stampa, i politici, i sindacati, tacciono! Stra-parlano soltanto di federalismo, riforma della giustizia, cambiamento della forma dello Stato, grandi temi utopici che vengono quotidianamente gettati ad una stampa famelica di pseudo-notizie, mentre i veri cambiamenti si stanno preparando, silenziosamente, nelle segrete stanze. Comunque, anche se i prossimi anni non ci riservassero scenari drammatici, e la crisi dovesse riassorbirsi nel giro di un paio d’anni, non è detto che l’Italia cambierà davvero sotto la spinta delle tre riforme di cui, peraltro, si fa fino ad oggi solo un gran parlare. Del resto, non ci vuole certo la palla di vetro per intuire che alla fine la riforma presidenzialista non si farà (e se si farà, verrà abrogata dall’ennesimo referendario di turno), mentre per quanto riguarda le altre due riforme – federalismo e giustizia – se si faranno, sarà in modo così… all’italiana che porteranno più svantaggi che vantaggi: dal federalismo è purtroppo lecito aspettarsi solo un aumento della pressione fiscale, perché l’aumento della spesa pubblica appare il solo modo per ottenere il consnenso di tutta “la casta”, e poi dalla riforma della giustizia verrà soltanto una “comoda” tutela della privacy al prezzo di un’ulteriore aumento della compra-vendita di politici, amministratori e colletti bianchi. Resta difficile capire, infatti, come la magistratura potrà perseguire i reati contro la pubblica amministrazione se “la casta” la priverà del “fastidioso” strumento delle intercettazioni telefoniche. Così, mentre federalismo, giustizia, presidenzialismo, occuperanno le prime pagine, è probabile che altre riforme e altri problemi, certamente più importanti per la gente comune, incidano assai di più sulla nostra vita. Si pensi alla riforma della scuola e dell’università, a quella degli ammortizzatori sociali, a quella della Pubblica Amministrazione. Si tratta di tre riforme di cui si parla poco, ma che, se andranno in porto, avranno effetti molto più importanti di quelli prodotti dalle riforme cosiddette maggiori. Forse non a caso già oggi istruzione, mercato del lavoro e pubblica amministrazione sono i terreni su cui, sia pure sottobanco, l’opposizione sta collaborando più costruttivamente con il governo. Ma il lato nascosto dei processi politici che ci attendono non si limita alle riforme ingiustamente percepite come minori. Ci sono anche temi oggi sottovalutati ma presumibilmente destinati ad esplodere: il controllo dei flussi migratori, il sovraffollamento delle carceri e l’emergenza salari. Sono problemi di cui si parla relativamente poco non perché siano secondari, ma perché nessuno ha interesse a farlo. Il governo non ha interesse a parlarne perché dovrebbe riconoscere un fallimento: gli sbarchi sono raddoppiati, le carceri stanno scoppiando esattamente come ai tempi dell’indulto e gli stipendi degli italiani sono i più bassi d’europa. L’opposizione non può parlarne perché ormai sa che le sue soluzioni-demagogiche – libertà, tolleranza, integrazione, solidarietà – riscuotono consensi solo nei salotti intellettuali. Eppure è molto probabile che con l’aumento estivo degli sbarchi, le carceri stipate di detenuti, i centri di accoglienza saturi, ed il mondo del lavoro dipendente duramente provato da un caro prezzi che non accenna a deflazionare, il governo si trovi ad affrontare una drammatica emergenza. Intanto, in Italia prosegue la propaganda dell’ottimismo a tutti i costi: stampa, sindacati e politica ci fanno sapere solo ciò che fa più comodo ai loro giochi, e “noi”- a forza di guardare solo dove la politica ci chiede di guardare – rischiamo di farci fottere. Buon Anno!

  9. Innovando scrive:

    Bellissimo commento, davvero. Il fatto è che sono assolutamente d’accordo sul contenuto. Non sono d’accordo sul fatto che non si proponga una soluzione: mandarli a casa, tutti. Il problema è che fanno comodo… E quindi nessuno si vuole scomodare.

  10. Daniele scrive:

    AAAAARGH. Usate i paragrafi PERDIO.

  11. [...] non ne sono molto convinto, anche se, come ha  prontamente  scritto il mio amico Andreas sul suo blog, qualcosa si sta muovendo per il verso giusto. D’accordo che qualcosa si stia muovendo nel nostro [...]

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