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	<title>Commenti a: Internazionalizzare oggi per vincere domani</title>
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	<description>Agenzia di pubblicità, comunicazione, siti web, social media, a Modena, Bologna e in Emilia Romagna</description>
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		<title>Di: Andreas Voigt</title>
		<link>http://www.innovando.it/internazionalizzare-oggi-per-vincere-domani-2599.html/comment-page-1#comment-7968</link>
		<dc:creator>Andreas Voigt</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 17:19:51 +0000</pubDate>
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		<description>Ce la faremo!</description>
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		<title>Di: carlo roselli</title>
		<link>http://www.innovando.it/internazionalizzare-oggi-per-vincere-domani-2599.html/comment-page-1#comment-7957</link>
		<dc:creator>carlo roselli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 16:40:17 +0000</pubDate>
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		<description>dobbiamo farlo per forza; rischiamo di non farcela noi che dobbiamo ritornare ad essere un popolo di mercanti e naviganti, solo questo ci porterebbe quella spinta importante per tutti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>dobbiamo farlo per forza; rischiamo di non farcela noi che dobbiamo ritornare ad essere un popolo di mercanti e naviganti, solo questo ci porterebbe quella spinta importante per tutti</p>
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		<title>Di: Andreas Voigt</title>
		<link>http://www.innovando.it/internazionalizzare-oggi-per-vincere-domani-2599.html/comment-page-1#comment-5422</link>
		<dc:creator>Andreas Voigt</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 06:37:29 +0000</pubDate>
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		<description>C&#039;è poco di banale nelle tue poche parole.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è poco di banale nelle tue poche parole.</p>
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		<title>Di: Alessandro Bianchi</title>
		<link>http://www.innovando.it/internazionalizzare-oggi-per-vincere-domani-2599.html/comment-page-1#comment-5417</link>
		<dc:creator>Alessandro Bianchi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 23:36:19 +0000</pubDate>
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		<description>Sarò banale ma non posso che darvi ragione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sarò banale ma non posso che darvi ragione.</p>
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		<title>Di: Biagio Caruso</title>
		<link>http://www.innovando.it/internazionalizzare-oggi-per-vincere-domani-2599.html/comment-page-1#comment-1673</link>
		<dc:creator>Biagio Caruso</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 22:10:14 +0000</pubDate>
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		<description>Salve, 
concordo pienamente con i commenti di chi mi ha preceduto.
Aggiungo che molto spesso, soprattutto in ambito di PMI, il fattore &quot;internazionalizzazione&quot; è stato ed è affrontato con strumenti e risorse &quot;amatoriali&quot;, frutto più dell&#039;improvvisazione o, ancor peggio, di incoffessati desideri esotici del management dell&#039;azienda , convinto che l&#039;Estero sia di moda, o che sia &quot;in&quot;...
Al contrario, ritengo sia necessaria una forte cultura dell&#039;internazionalizzazione , legata ad una strategia aziendale ad hoc..
Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve,<br />
concordo pienamente con i commenti di chi mi ha preceduto.<br />
Aggiungo che molto spesso, soprattutto in ambito di PMI, il fattore &#8220;internazionalizzazione&#8221; è stato ed è affrontato con strumenti e risorse &#8220;amatoriali&#8221;, frutto più dell&#8217;improvvisazione o, ancor peggio, di incoffessati desideri esotici del management dell&#8217;azienda , convinto che l&#8217;Estero sia di moda, o che sia &#8220;in&#8221;&#8230;<br />
Al contrario, ritengo sia necessaria una forte cultura dell&#8217;internazionalizzazione , legata ad una strategia aziendale ad hoc..<br />
Saluti</p>
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	<item>
		<title>Di: Massimo Domenici</title>
		<link>http://www.innovando.it/internazionalizzare-oggi-per-vincere-domani-2599.html/comment-page-1#comment-1669</link>
		<dc:creator>Massimo Domenici</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 12:00:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.innovando.it/?p=2599#comment-1669</guid>
		<description>Anche questa tematica la trovo interessante e vorrei contribuire molto modestamente con un commento. 
Sono perfettamente d’accordo in linea generale; difficile non esserlo non soltanto perché il nostro mercato interno è indubbiamente saturo, ma soprattutto perché questo tipo di problema riguarda un po’ tutti i Paesi industrializzati. D’altro canto alcune nazioni che soltanto pochi decenni fa erano terra di conquista a causa della loro arretratezza sul piano economico-industriale, sono come giustamente fai notare, in fase di crescita esponenziale e direi che cominciano anche a fare, sotto il profilo economico, paura. Vedi la Cina che ha fatto da apripista, ma non dimentichiamo l’India con la sua grande capacità di immettere sul mercato non più soltanto manodopera, ma personale altamente qualificato con livelli di preparazione tale che ormai possiamo parlare solo di eccellenza.

Ed è proprio per questo motivo che mi ha colpito il passo in cui scrivi di investire nelle Risorse Umane (lo scrivo maiuscolo perché è un tema che ho molto a cuore) e possibilmente, facendo crescere quelle interne all’azienda. È un argomento che di riflesso interessa le aziende, perché purtroppo è il nostro sistema paese che per primo non investe sulla scolarizzazione dei giovani, dimenticando che ormai non basta più affidarsi alla sola capacità d’inventiva, all’aiutati che Dio t’aiuta o alla capacità di inventarsi qualcosa o qualcuno che non si è.

Nelle aziende comunque, per non andare troppo fuori tema, si dovrebbe dare inizio ad una cultura del dialogare e confrontarsi, abbandonando la consuetudine di trattare soltanto con i pari livello, abbandonando certe organizzazioni che prevedono ancora strutture di tipo gerarchico. Creare un filo che conduca la comunicazione e l&#039;informazione nei due sensi di marcia senza filtri che possano schermare le opinioni, credo possa aiutare ad avere più fiducia e una collaborazione più fattiva tra i responsabili e collaboratori e viceversa.

La mia convinzione è che sia necessario scendere spesso tra i propri collaboratori, renderli partecipi delle scelte argomentando e motivando le decisioni e assorbire le idee richiedendo anche valutazioni discrezionali. C&#039;è bisogno che le aziende carpiscano il &quot;valore aggiunto&quot; che ognuno è in grado di dare. In fondo, tutto ciò risponde alla legge della domanda e dell&#039;offerta, in cui è possibile creare le condizioni di &quot;sinergia&quot; (mi si passi il termine oggi tanto di moda), in grado di produrre reale competitività verso l&#039;esterno e serenità di chi all&#039;interno, con onestà professionale e intellettuale, contribuisce a costruire un&#039;immagine di serietà e affidabilità della propria azienda.

E poi c’è il problema della valutazione e la remunerazione delle reali capacità individuali che và necessariamente tutelata. Non sono rari i casi in cui le risorse vengono utilizzate impropriamente. Troppo spesso con la scusa degli stages, le aziende profittano di giovani ad alto potenziale, mortificandoli direi nell’intimo.
In ultima analisi, ma non meno importante sono poi gli strumenti necessari al buon andamento di un azienda. La utilizzazione dell&#039;informatica ad esempio, deve essere intesa in maniera omogenea (non sono rari i casi in cui la capacità comunicativa tra un ente interno ed un altro è nulla a causa della incompatibilità dei software). Le capacità informatiche possono essere utilizzate per snellire le burocrazie interne, per creare dei gruppi di lavoro, per istituire dei punti di contatto con l&#039;esterno e quant&#039;altro. Il computer attraverso le sue enormi potenzialità comunicative, è certamente lo strumento più idoneo a canalizzare i flussi di informazioni, pertanto è opportuno educare il personale a servirsene in modo che possano essere sfruttate.
Ci sarebbe molto da dire ma poi sconfinerei in problematiche di carattere politico, oppure nell’istituzione aberrante delle parrocchie e parrocchiette che purtroppo ancora oggi, sono ancora vive nelle aziende causando spesso e volentieri perdita di competitività.
Un caro saluto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche questa tematica la trovo interessante e vorrei contribuire molto modestamente con un commento.<br />
Sono perfettamente d’accordo in linea generale; difficile non esserlo non soltanto perché il nostro mercato interno è indubbiamente saturo, ma soprattutto perché questo tipo di problema riguarda un po’ tutti i Paesi industrializzati. D’altro canto alcune nazioni che soltanto pochi decenni fa erano terra di conquista a causa della loro arretratezza sul piano economico-industriale, sono come giustamente fai notare, in fase di crescita esponenziale e direi che cominciano anche a fare, sotto il profilo economico, paura. Vedi la Cina che ha fatto da apripista, ma non dimentichiamo l’India con la sua grande capacità di immettere sul mercato non più soltanto manodopera, ma personale altamente qualificato con livelli di preparazione tale che ormai possiamo parlare solo di eccellenza.</p>
<p>Ed è proprio per questo motivo che mi ha colpito il passo in cui scrivi di investire nelle Risorse Umane (lo scrivo maiuscolo perché è un tema che ho molto a cuore) e possibilmente, facendo crescere quelle interne all’azienda. È un argomento che di riflesso interessa le aziende, perché purtroppo è il nostro sistema paese che per primo non investe sulla scolarizzazione dei giovani, dimenticando che ormai non basta più affidarsi alla sola capacità d’inventiva, all’aiutati che Dio t’aiuta o alla capacità di inventarsi qualcosa o qualcuno che non si è.</p>
<p>Nelle aziende comunque, per non andare troppo fuori tema, si dovrebbe dare inizio ad una cultura del dialogare e confrontarsi, abbandonando la consuetudine di trattare soltanto con i pari livello, abbandonando certe organizzazioni che prevedono ancora strutture di tipo gerarchico. Creare un filo che conduca la comunicazione e l&#8217;informazione nei due sensi di marcia senza filtri che possano schermare le opinioni, credo possa aiutare ad avere più fiducia e una collaborazione più fattiva tra i responsabili e collaboratori e viceversa.</p>
<p>La mia convinzione è che sia necessario scendere spesso tra i propri collaboratori, renderli partecipi delle scelte argomentando e motivando le decisioni e assorbire le idee richiedendo anche valutazioni discrezionali. C&#8217;è bisogno che le aziende carpiscano il &#8220;valore aggiunto&#8221; che ognuno è in grado di dare. In fondo, tutto ciò risponde alla legge della domanda e dell&#8217;offerta, in cui è possibile creare le condizioni di &#8220;sinergia&#8221; (mi si passi il termine oggi tanto di moda), in grado di produrre reale competitività verso l&#8217;esterno e serenità di chi all&#8217;interno, con onestà professionale e intellettuale, contribuisce a costruire un&#8217;immagine di serietà e affidabilità della propria azienda.</p>
<p>E poi c’è il problema della valutazione e la remunerazione delle reali capacità individuali che và necessariamente tutelata. Non sono rari i casi in cui le risorse vengono utilizzate impropriamente. Troppo spesso con la scusa degli stages, le aziende profittano di giovani ad alto potenziale, mortificandoli direi nell’intimo.<br />
In ultima analisi, ma non meno importante sono poi gli strumenti necessari al buon andamento di un azienda. La utilizzazione dell&#8217;informatica ad esempio, deve essere intesa in maniera omogenea (non sono rari i casi in cui la capacità comunicativa tra un ente interno ed un altro è nulla a causa della incompatibilità dei software). Le capacità informatiche possono essere utilizzate per snellire le burocrazie interne, per creare dei gruppi di lavoro, per istituire dei punti di contatto con l&#8217;esterno e quant&#8217;altro. Il computer attraverso le sue enormi potenzialità comunicative, è certamente lo strumento più idoneo a canalizzare i flussi di informazioni, pertanto è opportuno educare il personale a servirsene in modo che possano essere sfruttate.<br />
Ci sarebbe molto da dire ma poi sconfinerei in problematiche di carattere politico, oppure nell’istituzione aberrante delle parrocchie e parrocchiette che purtroppo ancora oggi, sono ancora vive nelle aziende causando spesso e volentieri perdita di competitività.<br />
Un caro saluto</p>
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