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iPad e un nuovo mondo che si apre

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iPad e un nuovo mondo che si apre

iPad e un nuovo mondo che si apre

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Ebbene sì, ho comprato l’iPad. Ho voluto aspettare un po’ di tempo, ma erano mesi che friggevo. Matteo Fantuzzi di Saidmade continuava a spronarmi a comprarlo. Alla fine ho ceduto di schianto alla mia curiosità e alla mia voglia di toccare con mano e come ormai sovente mi capita con la “mela morsicata”, non sono rimasto affatto deluso.

Anzi, a dire il vero, anche se in cuor mio già sapevo, anche se avevo letto ormai ogni cosa leggibile sull’argomento, sono rimasto esterrefatto. Un oggetto magnifico, non c’è che dire! Curato nei dettagli e incredibilmente semplice e intuitivo. Sembra proprio fatto per tutti, grandi e piccini. Ma al di là dell’oggetto in sè, del concentrato di tecnologia e abilità ingegneristica, quello che stupisce è la filosofia che accompagna questa nuova rivoluzione di Steve Jobs. Non c’è che dire, quest’uomo ha una visione molto precisa, illuminata, quasi visionaria e ha la forza anche economica ormai, di far valere le sue idee.

L’iPad non è un giocattolo anche se può fungere da tale, non è un telefono, non è un computer, non è un televisore, non è un raccoglitore di brani musicali. Eppure è ANCHE tutto questo. L’iPad è la vera rivoluzione del web e non lo dico per fare le lodi ad Apple, per carità. Altri arriveranno sulle orme della “mela” e sarà poi il mercato a stabilire chi sarà più bravo. Ma è la filosofia che accompagna questo “oggetto” che affascina davvero. L’ iPad riunisce in sè tutto il percorso evolutivo del web dagli albori ad oggi, ed è in grado di sostenere anche le prossime evoluzioni, dal web 2.0 di cui è cavaliere principe, al web 3.0 della realtà aumentata di cui si comincia ad intravvedere già qualche esempio. Un flipper in 3D è niente in confronto a Street View di Google, a portata di mano.

Il concetto del “Always contected” diventa realtà. Non sei più tu che segui il web ma è il web che ti segue, a supporto di tutto ciò che sei e che fai. Non solo il fatto di potersi portare appresso in pochi grammi di peso tutta la tua presenza sul web, dalle caselle di posta al sito web, magari il tuo blog,  ai tuoi profili personali da tenere aggiornati sui social networks: questo lo fai comodamente anche con un lap-top. Anzi, tutto quello che fai con un iPad, lo fai comodamente con un lap-top.

Ma è quello che l’iPad non ha rispetto ad un lap-top che ti fa capire qual’è la dimensione rivoluzionaria di questo oggetto non ancora del tutto compreso. Per comprenderlo, bisognerebbe avvicinarsi un po’ alla vision incredibile di Steve Jobs. Un esempio di ciò che dico: l’iPad ha soli 64 Gbyte di memoria fissa nella sua massima configurazione e non ha un Hard Disk da qualche TeraByte come oggi è facile avere. Embeh? Che te ne fai di tutta quella ferraglia che gira e consuma energia inutile? Ti affitti per pochi spiccioli un bel sistema di file storage in clouding dove ti è possibile pure condividere files e cartelle con chi vuoi e hai risolto il problema alla radice. Anzi, non ti devi nemmeno preoccupare del backup, dell’hardware che si rompe e che ti costringe a interminabili passaggi in assistenza con annesse bestemmie per perdite di tempo e danari. Poi, con la possibilità di condividere files e cartelle con chi vuoi hai finito di inviare mail pesantissime con allegati pesantissimi che vengono spesso falciati dai sistemi antispam dei mailserver dei tuoi clienti.

Nel frattempo che hai condiviso l’ultimo file PDF da 20 Mega con il cliente “X” comandi a distanza il forno per cuocerti il pollo e le patate che troverai ben calde a casa mentre sei sul treno e ti sei prenotato e acquistato i biglietti via iPad con la “App” di Trenitalia. E mentre passi la stazione di Reggio Emilia ti scrive via Skype un cliente che non trova la tua ultima fattura e tu, sempre via iPad entri nel tuo gestionale, controlli e posti la fattura nella cartella condivisa col cliente che se la scarica e “forse” te la paga. Ma il tuo gestionale di contabilità o ERP che dir si voglia, non risiede nè sul tuo Server in ufficio e nemmeno sul tuo lap-top, bensì su un webserver gestito da terzi anche qui in clouding, senza che tu debba preoccuparti di hardare, di gestione reti, di backup giornalieri, settimanali, mensili, cassette a nastro o hard disk estraibili. Te ne freghi altamente e con 50 euro al mese hai un gestionale coi fiocchi che supera in qualità e flessibilità gestionali da decine di migliaia di Euro senza contare l’investimento in hardware …

Pubblicata la fattura nella cartella condivisa, torni ad ascoltarti il tuo album preferito, intanto il pollo cuoce, tu sei tranquillo sul treno e prepari il report sulla visita del cliente di Milano dal quale sei appena stato.

Io ho trovato il mio strumento ideale. E ne comprerò uno anche per mia moglie, non c’è dubbio. Signori, tenetevi il vostro bel lap-top da 7-8 Kg. che vi dovete portare appresso con la valigetta a rotelle. Come dicono a Carpi: “me a sun a pòst acsè”

Unconventional Communication
Un po' di me:
Istrionico, ironico e positivo. Mi definisco così. C’è chi mi definisce colto ma io non lo penso. Credo che la vera cultura sia ben altro. Ho la fortuna di essere nato a cavallo di due culture, quella tedesca e quella italiana e sono perfettamente bilingue, questo per me è sempre stato un grande vantaggio. Sono convinto che siano le cose fatte, quelle che dimostrano ciò che davvero sei. Perciò, andiamo avanti!

14 Comments:


  • By Giuseppe 14 feb 2011

    Non c’era solo Matteo a spronarti……. Eh?

  • By Andreas Voigt 14 feb 2011

    Ehm … No, ceri pure tu! ehm …. Pardon!

  • By Vasco da Gama 14 feb 2011

    Bello, interessante, davvero…..e ora che si può essere “always connected”, sto riscoprendo il fascino del tasto “off” su ogni apparecchio elettronico di comunicazione, per ritrovare il tempo di studiare e di pensare, concentrato su un solo pensiero e tutti i nessi che ne possono nascere, e finalmente libero di non essere costretto a essere “multitasking”….
    E seguo chi mi spiega che la scrittura, quella fatta a mano con una penna sul foglio, è forse quell’azione tipicamente e squisitamente umana, che permette all’immaginazione di farsi segno, parola, immagine….
    Non dico di buttare a mare i programmi di scrittura elettronica, sto solo dicendo che forse l’umanità delle parole prima di tutto ha bisogno di solitudine, di un pensiero, di una penna e di un foglio di carta bianca…..

  • By Andreas Voigt 14 feb 2011

    Io che sono nato professionalmente come copywriter, non sono d’accordo. Aspetto con ansia invece la commercializzazione di quella fantasmagorica invenzione di uno studente americano che è riuscito a costruire un sistema di scrittura guidato direttamente dal pensiero.

    Questione di punti di vista?

  • By Vasco da Gama 14 feb 2011

    No. Non sono punti di vista. Sono weltanschauungen diverse. In una si pensa la tecnologia come “parte” quasi insostituibile dell’uomo, nell’altra la si pensa solo come “ausilio” e permettimi, “protesi”, ma nulla più.
    La realtà umana è per me assolutamente originale e non “meccanizzabile”. Francamente non mi interessa più di tanto poter scrivere con il pensiero, mi interessa molto di più “il pensiero stesso”, la qualità del pensiero. E credo che non si possa soprassedere così facilmente all’inestricabile rapporto che c’è tra pensiero e quel piccolo movimento del corpo che fa la scrittura. E un movimento che è cosa ben diversa tra il picchiettare su tasti e guidare lentamente una lunga linea scura che racconta di un pensiero.
    ….O pensi che una stimolazione elettrica con un microago in alcuni punti del cervello che dia una intensa scossa elettrica possa sostituire la realtà di un bacio reale con una donna?

    • By Andreas Voigt 14 feb 2011

      Ahhhh … La meravigliosissima Weltanschahuung …. Che solo un tedesco madrelingua ben conosce. Lo sai che non esiste una vera traduzione? Attnzione che Weltanchahuun non significa “visione del mondo” oppure “punto di vista”.

      • By Vasco da Gama 14 feb 2011

        Mi basta Guccini, “Canzone delle situazioni differenti”, 1974 :-) ……

  • By Andreas Voigt 14 feb 2011

    Guccini

    Bologna è una vecchia Signora, coi fianchi un po’ molli
    Col culo sul piano padano
    e il seno sui colli

    ….

  • By Vasco da Gama 14 feb 2011

    “….Tuo nonno era un grand’uomo, famoso chissà cosa
    di loro si usa dire “è ancora in gamba”.
    Mi espose a gesti e a sputi quella weltanschauung sua strana
    puntando come un indice una rosa.

    Malinconie discrete che non sanno star segrete
    le piccole modeste storie mie……”

    ………..

    • By Andreas Voigt 14 feb 2011

      Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
      credete che per questi quattro soldi, questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni;
      va beh, lo ammetto che mi son sbagliato e accetto il “crucifige” e così sia,
      chiedo tempo, son della razza mia, per quanto grande sia, il primo che ha studiato…

    • By Andreas Voigt 14 feb 2011

      E aggiungo un po’ di verità …

      Secondo voi ma a me cosa mi frega di assumermi la bega di star quassù a cantare,
      godo molto di più nell’ ubriacarmi oppure a masturbarmi o, al limite, a scopare…
      se son d’ umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie:
      di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo…

  • By Pietro Suffritti 14 feb 2011

    ok, questa volta non ho delirato io su Guccini, e questo mi rende felice :-D

    e’ da più di 10 anni che dico che l’evoluzione dell’informatica non starà nè nella potenza di calcolo nè in qualche nuovo software, ma nell’evoluzione dell’interfaccia umana.

    Apple, sfruttando idee di un certo Jeff Han, ha capito che il multitouch era la prossima evoluzione, e visto che Fingerworks non aveva i capitali per cambiare il mondo , ci ha pensato lei. e il vero visionario e’ stato Steven Spielberg, che nel 2002 ci faceva vedere in un film il futuro dell’interazione uomo-macchina (minority report). Di certo dimostrva di conoscere gli umani più di Gibson che ci pensava disponibili a farci trapanare il cranio (ahi!) per farci impiantare fantomatici spinotti.

    Quello che avete in mano, che sia un Ipod, un Ipad o un Ichenneso’ e’ cosi’ sconvolgente (tanto da non saperlo classificare) perche’e’ un oggetto che cambia il rapporto tra uomo e macchina. quella Weltanschahuung che avete citato finora e che io copio con due dita perchè potrei morire prima di scriverla giusta.

    Personalmente pensavo che sarebbe arrivata prima Dragon con l’interfaccia vocale, ma mi sbagliavo.

    Quindi benvenuta Apple con il suo nuovo paradigma di interazione. e la sua assoluta, geniale intuizione che non si combatte il mercato, ci si adegua e unisce a lui, detta ITunes. che è la vera forza “informatica” degli Inonsoche’ .
    chi sara’ il prossimo?

  • By dora vanelli 14 feb 2011

    Andreas se vuoi acquistarne uno anche per me!? Fantastico strumento che appena posso mi regalerò:))
    Proprio oggi mi è arrivata la news che fino al 1° aprile l’Apple Online Store e tutti gli Apple Store offrono ai professionisti un finanziamento a tasso zero!!

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