
Keywords, queste sconosciute!!!
Sappiamo tutti che posizionare un sito internet nei motori di ricerca, significa anche individuare le keywords più opportune per aumentare la visibilità. Il problema è proprio nel processo di individuazione delle parole chiavi e qui ho visto e sentito di tutto. La maggior parte dei SEO tende a farsi dare le keywords dai clienti per via dell’esperienza che questi hanno sul proprio prodotto. Ma non viene mai fatta una seria valutazione sul “peso di queste keywords e peggio ancora sulle probabilità che queste possano generare un buon flusso di traffico. Capita quindi di avere una o più keywrds ben piazzate sui motori di ricerca e di non avere praticamente nessun riscontro. Ecco allora che si progetta una bella campagna ADWORDS con google e i risultati sono ben peggiori rispetto al posizionamento organico.
Le difficoltà più grosse insorgono quando i siti da posizionare sono in multilingua. Ci si accontenta delle keywords tradotte, magari pure male e si inizia la campagna di posizionamento, con risultati spesso e volentieri assai deludenti. Non è affatto detto che una parola chiave in italiano, tradotta alla lettera in inglese produca gli stessi effetti, anzi. Gli usi e costumi dei potenziali targets esteri sono diversi, come possono essere completamente diverse le keywords da utilizzare rispetto alla traduzione letterale dall’italiano. Ecco perchè continuo rimarcare il fatto che una attenta valutazione analitica dei contenuti di un sito sia essenziale e propedeutica alla progettazione di una campagna di posizionamento. Non se ne può fare a meno e chi vende posizionamento al metro o “un tanto al mazzo” dovrebbe sapere che non sta certo facendo gli interessi del suo committente.Quante sono le mail che oggi intasano la propria casella di posta dove vengono offerti servizi SEO con posizionamento di 10-20-30 keywords come fossero pere da comprare dal fruttivendolo: “Offro 10 keywords posizionate nei più importanti motori di ricerca a 800 euro”. Ma come si fa, dico io? Ma quando mai? E se ne bastasse solo una o due, ben piazzate? E se quelle 10 non servono a un tubo?
L’altro giorno ho ricevuto una mail da un SEO professionista che offriva di posizionarmi 10 keywords a 200 euro all’anno, bastava solo che gli scrivessi quali keywords volessi. Come se fosse importante avere 10 keyword in prima pagina su google e basta. E la redemption? Sempre della serie: “Tu dammi le keywords che te le piazzo, se poi non funzionano, cavoli tuoi che mi hai dato quelle sbagliate”. Ma che modo di ragionare è questo? E ti credo che le imprese vedono i SEO come dei “quaquaraqua”. Come se il SEO non fosse altro che un piazzista. Ma andiamo!
In realtà il mestiere del SEO è fondamentale e strategico, ma può essere fatto in modo professionale, usando i giusti strumenti da CONDIVIDERE con i propri clienti. Mi è capitato ad esempio di leggere su un importante blog di un conosciuto SEO di fama nazionale, la spiegazione tecnica di come funziona il pagerank. Una sequela di bestialità fuori dal mondo. Basta andare su WIKIPEDIA e leggersi cos’è il pagerank per capire come funziona. E guarda caso, la spiegazione era totalmente differente da quella del sedicente SEO. Roba da non credere!
Lasciare la gente nell’ignoranza evidentemente paga. Io però non ne sono convinto.
Eppure, GOOGLE offre utilissimi e validissimi strumenti per valutare l’efficacia o meno di una keyword. Perchè i SEO non li usano? chiacchierando con alcuni, mi son reso conto che non conoscevano Google Insights ….. Allucinante.
GOOGLE INSIGHTS è uno strumentino free di GOOGLE appunto, che ti permette di fare una valutazione piuttosto veritiera sulle keywords che si vogliono usare. Già da qui ci si può rendere conto se i contenuti del nostro sito sono appropriati e se le keywords, anche quelle straniere appunto, possono avere una certa efficacia in termini di generazione di flussi di traffico.
Anche da queste cose, si riconosce un buon SEO, eticamente corretto, rispetto ad un altro, che vende posizionamento “un tanto al mazzo”. Il seo per seo = trentaseo è sempre dietro alla porta. Fate attenzione!











