La comunicazione aziendale con FACEBOOK? Per favore no!
Andreas Voigt | martedì, dicembre 16th, 2008 | 17 Comments »
Ho iniziato a prendere confidenza con FACEBOOK da poco tempo. E’ sicuramente interessante. Un comunità enorme di persone che che condividono, che si cercano e che comunicano tra di loro.
Piuttosto che parlare degli aspetti meramente tecnici di FACEBOOK e del’impatto che ha sul pubblico, mi interesserebbe parlare dell’aspetto aziendale. Cioè, è possibile per le aziende sfruttare FACEBOOK per creare consenso o per veicolare la propria comunicazione di impresa ?
Io penso di no. Molti pensano e lo leggo su alcuni blog, che FACEBOOK sia un’opportunità anche per le aziende. Io penso invece che nel momento in cui dovessero entrare le aziende, il pubblico scapperà.
FACEBOOK è sicuramente un fenomeno di costume, che nasce dalla volontà e dall’esigenza delle persone di condividere e comunicare. Può essere analizzato, può dare un profilo psicologico massificato che in maniera più o meno intelligente può essere sfruttato dal punto di vista commerciale, ma certamente NON su quella piattaforma.
Già comincia ad essere un problema il banner pubbliciario. Costi alti e ROI non certo esaltanti. La sovraesposizione dei messaggi pubblicitari è un problema conosciuto che porta via consenso e appeal. Forse sarebbe meglio in quel caso utilizzare SECOND LIFE, ma non certamente FACEBOOK. In sostanza, la comunicazione d’impresa, può essere social? E’ appetibile? Assolutamente no!
In quel caso, chi vuole creare un rapporto più diretto tra il pubblico e la propria impresa, continuo a pensare che sia molto più efficace un blog aziendale.
Renato Brunetta è su FACEBOOK! Fantastico! Ma, per usare una tipica espressione di Di Pietro, che c’azzecca? Rischia non tanto il massacro mediatico, ma la figuraccia pessima di chi c’è e non c’è. O Forse il Ministro Brunetta ha tempo da dedicare al proprio account da tenere aggiornato giornalmente? Perchè se ce l’ha, qualcosa non torna con i suoi orari di lavoro!
Vediamo come si evolve la situazione.
Noi crediamo nella Rete e nella condivisione della conoscenza
Fare rete, condividere esperienze, progetti, soluzioni e conoscenza, significa entrare in una nuova dimensione, dove la professione di ognuno è la massima espressione di un senso comune di appartenenza e di valori.
Fare rete significa oggi, non solo non essere più soli ma avere il massimo vantaggio competitivo in termini di qualità e di opportunità affinché il cliente finale possa vincere in un mercato globalizzato, sempre più aggressivo.







Sul fatto che Facebook potesse essere un’occasione anche per le aziende, sinceramente avevo pensato fosse una buona cosa, vista la veloce diffusione che ha nel nostro paese e non avevo considerato altri elementi come invece tu sottolinei. Però resto dell’idea che si può tentare.
Per quanto riguarda Brunetta sono pienamente d’accordo, e l’ho scritto anche sul mio blog, è del tutto inutile che il ministro voglia cavalcare l’onda di Facebook in quel modo e soprattutto con quella sciarpetta. Ma l’hai visto?!?….incredibile.
Tutt’altra storia per Twitter. Twitter ha già portato casi positivi in merito.
Facebook è una idea fallace al fondamento per quanto mi riguarda. Come concept Myspace è assai più solido, pur essendo tecnicamente pessimo. Ed entrambi perdono alla grande quando si confrontano coi social network mirati (vedi last.fm). In sostanza senza contenuti non c’è futuro.
Facebook è la moda del momento, ed è normale che le aziende cerchino il modo di metterci le mani sopra. Come ogni moda, passerà presto, e ne spunterà un’altra, e tutti quanti dovranno di nuovo spremersi le meningi su come manovrare le nuove tendenze. Meglio il trash, che non passa mai di moda!
Già…. Anche se c’è chi vuol far passare per moda ciò che è trash!
Concordo pienamente con il Sig. Innovando. Se le aziende arriveranno su Facebook la gente scapperà via. Inoltre come ricorda Trashformato tra un po’ nessuno si ricorderà più di Facebook
Articolo molto interessante a riguardo: http://www.techcrunchit.com/2008/12/02/not-even-close/
ho già avuto modo di affrontare questo discorso con te ed abbiamo idee convergenti. probabilmente sarà la pubblicità e l’invasione delle aziende a far invertire la rotta ascendente di FB. questo sempre IMHO
La rotta ascendente di Facebook sarà bruscamente arrestata da cose come friendfeed. E chiunque legga le fonti “giuste” al di fuori del confine italiano lo sa bene.
A parte questo, il punto è che FACEBOOK è troppo dispersivo. Come hai detto tu Daniele, e concordo con te, c’è solo valore aggiunto, manca il corpo, lo scopo, la specificità.
Facebook è un grande calderone dove si stanno riversando tutti.
Il problema è gestire contenuti in modo più specifico, rischia di diventare un posto dove ci si aggiunge a quintalate come amici senza senso, pur non conoscendo nessuno.
Con tutti i messaggi che ti fa inviare ai tuoi amici FB mi ricorda più il paradiso dello spammer che del sociale network.
Diciamo che è una moda….
concordo, ma ritengo che le aziende-almeno quelle locali- potrebbero imparare qualcosa da facebook…in primis che sono troppo ingessate sia nei confronti di clienti e fornitori, sia verso i dipendenti…e poi che conoscono poco la “buona comunicazione” e la valorizzazione delle risorse interne, quando temono (spesso a ragione) che i dipendenti sprechino il loro tempo “giocando”.
Da tutto c’è da imparare: tutto c’è da svecchiare. L’insegnamento più forte, a parer mio, è VIETATO NASCONDERSI! Fai vedere chi sei, non temere troppo i tuoi difetti.
[...] potrebbe essere un “ni” oppure un “no categorico”, come si sostiene anche qui. Proviamo a pensare una piccola azienda che decidesse di fare della pubblicità du Facebook, il [...]
Ciao a tutti,
intanto concordo sul fatto che non appena le pubblicità su FB diventeranno tante la gente scapperà.
Volevo però dare il mio parere forse sbagliato.
FB è bello finchè lo usi come me per cercare i tuoi VERI vecchi amici, ma appena ti fai prendere la mano dai miliardi di gruppi inutili o dall’euforia di avere 1000 amici allora è finita.
FB è un bel ritrovo fra amici tutto li. Per il resto ci sono altre piattaforme!
Sarò stato banale … ma la penso così
Ciao
Gianni
Scusate la franchezza. Ma noto in quasi tutti i commenti un ingessamento su un modello di business che ormai è andato, vecchio (concordo con Rossanna su questo).
Se si pensa a Facebook come luogo per piazzare il proprio banner o per fare advertising, o creare community, posso capire perchè le aziende vi taglino i Budget.
Come ho detto in un altro commento, se non si tiene presente che stiamo parlando di un luogo per “rilassarsi” e “cazzeggiare”, per entrare in contatto con le persone, per scambiarsi idee, appuntamenti o qualsiasi altra “inutility”… stiamo sbagliando tutto.
Io sono dell’idea che NON tutti i business possano sfruttare il canale Facebook. Anzi, paradossalmente, ci puoi andare solo se hai un brand già forte e affermato. Se hai la possibilità di offrire cazzeggio ai tuoi utenti. Altrimenti, se sei una Banca, una Assicurazione, una agenzia è meglio che tu stia a casa. Gestire facebook costa non monetariamente ma in termini di tempo delle risorse. Quindi va fatta una seria valutazione.
Trovo il tuo commento in linea con ciò che penso anch’io per certi aspetti. La mia, non è una critica rivolta al mezzo o meglio ancora al “luogo” FACEBOOK, lo ripeto ancora una volta. Ma è una critica rivolta a chi pensa di poter sfruttare FACEBOOK per ciò che non è. Diciamo che presa con una sfumatura diversa non hai detto niente di diverso da ciò che penso. E me ne rallegro!
[...] ho avuto modo di dire parlando di Facebook (commentando questo post e anche questo), stiamo parlando di uno scenario molto diverso rispetto alla fine degli anni 90 e [...]