Crisi, economia e mondo politico
La crisi colpisce duramente, e il mondo politico è fuori sintonia
La crisi economica è reale e colpisce il mondo reale delle piccole e medie imprese. La politica di oggi non ha gli strumenti per le contromisure.
Andreas Voigt | giovedì, novembre 5th, 2009 | 1 Comment »
La crisi economica, qui in Emilia Romagna, soprattutto nel distretto modenese comincia a farsi sentire pesantemente. Non sono parole che poggiano sul nulla ma su fatti concreti. Il settore ceramico ad esempio sta entrando in una delle fasi più critiche della sua storia. Già oggi a Sassuolo, un’azienda al giorno di media, chiede un concordato preventivo perchè non è in grado di soddisfare gli oneri verso i fornitori. Ma c’è di più, anche le tre più grandi, sono in enorme sofferenza e si prospettano tempi di chiusura per il periodo natalizio decisamente dilatati (fine novembre-inizio gennaio).
Niente commesse, niente lavoro, niente investimenti, niente ricchezza, niente denaro, niente crescita. Il sistema creditizio locale nonostante le smentite dell’ABI, ha stretto i cordoni, costringendo gli imprenditori a veri salti mortali finanziari se non alla chiusura totale delle serrande. Soprattutto le banche, fortemente radicate sul territorio, quelle che hanno sempre fatto da motore allo sviluppo del comparto ceramico sassuolese, ma anche quello meccanico modenese e quello tessile carpigiano, hanno chiuso i rubinetti costringendo le imprese a rientri spesso improbabili dagli affidamenti. Le imprese che in quel momento contavano su un appoggio finanziario per riconvertirsi oppure per investire in ricerca e sviluppo, per affrontare il mondo globale, sono rimaste con le mosche in mano. Centinaia di persone ora, in cassa integrazione, attendono la ripresa dell’economia, con false speranze. In Italia la ripresa, se ci sarà, non inizierà certo con l’anno nuovo, anzi, il peggio deve ancora arrivare.
Qui non è questione di essere pessimisti o ottimisti, di fare disfattismo o di essere iper-euforici. Qui, le imprese stanno male, sono a rischio e tutto il sistema scricchiola fortemente. Negli anni 80/90 abbiamo solamente prorogato una crisi che comunque sarebbe arrivata, con o senza crisi finanziaria mondiale. Abbiamo buttato sulle spalle delle giovani generazioni i problemi che già avevamo in casa e che ci siamo rifiutati di risolvere. Abbiamo un welfare che fa schifo, dove la responsabilità verso i “meno abbienti” è stata gettata sulle famiglie, che fino a questo momento si stanno sostituendo allo Stato. Ma per quanto ancora può durare questo ordine di cose?
Ha ragione Emma Marcegaglia quando grida ormai, a squarciagola, che è necessario sovvertire l’andamento delle cose, detassando imprese e dipendenti, cioè le famiglie. Ha ragione, qando dice che a parte le spese incomprimibili quali sanità, sicurezza e pensioni, dice che è necessario rivedere il costo dell’amministrazione pubblica e della gestione politica dello Stato.
Non è possibile spravvivere a questa crisi, con uno stato bizantino come il nostro che orma fagocita più del 50% del prodotto interno lordo, per mantenere faccendieri, puttanieri, drogati, politici d’assalto, mafiosi, parenti di mafiosi, corrotti e corruttori. Non è possibile ndare avanti, mantenendo caste su caste, tra professori, insegnanti, politici, dirigenti di partito, ordini professionali, che vivono di rendite di posizione e non creano ricchezza e sviluppo. Questo governo come tutti i precedenti è una delusione. Si dovevano tagliare i costi eliminando le province, riducendo il numero dei parlamentari, eliminando le comunità montane improponibili … E non è cambiato nulla. Lo Stato si inventa scudi fiscali da una parte e dall’altra raschia il fondo del barile mandando in giro gli ispettori fiscali come fossero bulli di quartiere per chiedere il pizzo. E il povero cittadino, sempre più povero, paga.
Come si giustificano i 23 mila euro al mese di un parlamentare con i mille euro al mese di un povero cassintegrato che magari si vede arrivare l’assegno dopo 5 mesi? C’è una sperequazione pazzesca, ingiustificabile, improponibile e soprattutto indecente.
E nonostante ciò, il mondo politico si diverte a inscenare vere risse televisive, davanti agli increduli italiani, bastonandosi in TV e dandosi la mano in privata sede, come niente fosse. Io mi domando, ma cosa succederà domani? Perchè o non ci stiamo davvero rendendo conto che siamo alla canna del gas, oppure siamo un branco di deficienti e meritiamo quello che sta accadendo.
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È una domanda retorica o reale?
Perché se è reale la risposta c’è e non è nemmeno così nascosta.