La nuova economia della conoscenza e la coscienza condivisa.

Andreas Voigt | giovedì, ottobre 29th, 2009 | 8 Comments »

logo innovando, nuove idee per comunicareIl mondo si muove a grandi passi verso un futuro incerto ma sicuramente interessante. La crisi dell’economia non è solo una crisi passeggera, ciclico-produttiva, ma una vera crisi sistemica che porterà novità interessanti.
Io vedo una crisi pesante di due valori che sono a fondamento dell’economia capitalistica e di tutto il sistema sociale che a partire dalla prima rivoluzione industriale nata nella puritana Albione sono arrivati ai giorni nostri, passando sopra ai rigurgiti marxisti leninisti del socialismo e del comunismo, e sono il denaro e l’occupazione.

Per l’occupazione, già Jeremy Rifkin nel suo saggio “La fine del lavoro, il declino della forza lavoro globale e l’avvento dell’era post-mercato”" scritto nel 1995 ha prospettato un quadro piuttosto interessante anticipando molte delle cose che stanno succedendo in questi giorni dopo lo scossone della crisi finanziaria. Guarda caso lavoro e denaro sono legati indissolubilmente e difficilmente esiste l’uno senza l’altro. Siamo passati da una produzione “megalitica” che richiedeva forza lavoro massificata per le catene di produzione (per un mercato di massa ancora “vergine”) alla lean production stile Toyota degli anni ’70, con sistemi produttivi molto più flessibili, automatizzati e robotizzati che stanno sostituendo in tutto e per tutto la forza lavoro umana. Eppure la popolazione cresce, eppure la popolazione deve mangiare e per mangiare occorre denaro e per avere denaro occorre lavoro.

Siamo davvero così sicuri che un miliardo e passa di cinesi avranno tutti un lavoro nei prossimi 20 anni? Può essere la Cina il motore di sviluppo che potrà dare nuova vita e nuova verve a questo sgangherato sistema economico? E l’India che tra poco supererà in termini di popolazione la Cina? Io ho seri dubbi a tal proposito. Quando la tata entrerà nella fase produttiva stile Toyota, perchè la produzione è più flessibile, più precisa, meno soggetta ad errori produttivi ecc… comincerà anche lei a sostituire le migliaia di persone ora impiegate, con sistemi automatizzati, è il normale sviluppo delle cose.

Ma se il sistema cade, se il lavoro diventerà sempre meno, significa che il motore economico o meglio la struttura sociale ed economica dipenderà sempre di più da pochi lavoratori, ma molto specializzati. Qualcosa di simile già succede in Italia con il “popolo delle partite IVA”. Ma come raccogliere tramite l’imposizione fiscale, le risorse per mantenere uno stato sociale che sia un minimo accettabile? Già ora in Italia vediamo che, anche per via dell’invecchiamento della popolazione (altro grossissimo problema che pagheremo pesantemente nei prossimi decenni) la popolazione “attiva” è inferiore, in termini di numero, rispetto ai non lavoratori e ai pensionati. Non credo che la situazione possa migliorare.

So che mi sto addentrando su un campo minato, ma a mio modo di vedere le cose, gli scricchiolii e le crepe nel sistema si vedono eccome. Il denaro nella sua forma moderna non è una invenzione antica, come sappiamo e ha iniziato il suo cammino e la sua evoluzione fino al sistema attuale, poche centinaia di anni fa. Eppure scricchiola. L’euro ha sostituito già di suo diverse valute, l’Asia progetta una moneta unica, il dollaro è in crisi … Probabilmente le valute diventeranno molte meno di quelle che esistono oggi, fino a scomparire. Con la crisi occupazionale che diventerà endemica (di fatto, ancora in percentuali ridotte, nei Paesi sviluppati o in via di sviluppo) porterà certamente ad una svalutazione del concetto monetario. Niente lavoro niente consumo niente economia capitalistica.

Tutto sommato, cos’è il denaro se non una convenzione? Una convenzione che ha sostituito l’antico baratto. Tu mi dai questo e io ti do 100 soldi con i quali tu puoi avere qualcos’altro che desideri. Ma cosa potrà mai barattare l’ex operaio della Fiat o della Toyota se non la propria forza lavoro? E se questa non serve, di cosa potrà mai vivere e con cosa crescerà i propri figli? Domanda terribile. Ma se ci guardiamo bene intorno e non ci lasciamo fuorviare dalla propaganda politica, sta già succedendo. Pensiamo forse di riuscire a trovare lavoro per i disoccupati del sud che sono in media oltre il 20% della popolazione? Siamo sicuri che con progetti di megastrutture infrastrutturali, potremo salvare il sud Italia dal baratro? La Fiat ha chiuso Arese e traslocherà parte del personale a Torino e parte sarà lasciata a casa. Quando toccherà a Melfi? Perchè prima o poi succederà, è la forza del mercato al quale non puoi opporti. E per tutte le strutture produttive straniere in Italia che stanno chiudendo inesorabilmente?

Ma cosa sostituirà il denaro? Quale sarà il nuovo motore economico sociale che porterà sviluppo e prosperità?
Io non ho certo la sfera di cristallo, anzi, dal basso della mia ignoranza posso solo abbozzare una ipotesi molto rudimentale.
Io penso che il nuovo motore dell’economia o meglio dello sviluppo sociale ed umano, sarà la conoscenza. La conoscenza sarà il nuovo denaro. In parte è già così oggi. Chi ha know-how detiene poter economico già adesso, figuriamoci quando sparirà il denaro e la moneta di scambio sarà il know how stesso.

C’è un disegno molto sottile e strisciante che si prefigge di diffondere ignoranza. Ma per contro c’è uno sviluppo incredibile di una coscienza condivisa, già oggi ben tangibile sul web. Sul web oggi puoi trovare know how, condiviso da tutti senza dover pagare nulla. Il solo prezzo da pagare è condividere la tua conoscenza con gli altri in un sistema appunto di coscienza condivisa. Già solo i blog, i social networks, i progetti open source, sono un embrione di coscienza condivisa. é però difficile sapere, almeno per me, come si sosterrà economicamente, il nuovo sistema sociale. Forse, anzi senza forse, ci vorranno ancora secoli e al momento un mondo dove non esiste denaro, è stato ipotizzato solo nella serie cine-televisiva di Star Trek. Però facciamoci caso: in Star Trek si ipotizzava il “trycorder” e oggi esistono già apparecchi similari. Sempre nella fortunata serie si immaginavano i trasmettitori cellulari mobili, che oggi sono una realtà in fortissima espansione tecnologica, i raggi laser ecc… Non per niente, gli autori erano a stretto contatto con esimi scienziati e tecnici del Massachussetts Institute of Technology di Boston. Ci manca il replicatore di cibo e bevande (embrionalmente esiste già, anche se produce schifezze inenarrabili) e il teletrasporto (è una notizia recente il primo tentativo, riuscito di teletraspostare particelle elementari come il fotone).

Abbiamo persino un inizio di coscienza comune in fatto di rispetto ambientale seppure questa, per molti versi è in antitesi con gli elementi che “reggono” l’economia mondiale, ancora basata su consumo e idrocarburi. Henry Ford non diceva, che il progresso diventa tale quando è CONDIVISO da tutti? Quando tutti cioè , possono usufruire del progresso? Tutto sommato in quell’aforisma è contenuto il nostro nuovo futuro: una economia basata sulla conoscenza, sviluppata da una coscienza comune.
Ai posteri, il futuro che verrà. Io domani compio 42 anni e purtroppo non vedrò molto di più di quello che già ho visto, e quello che sto vedendo oggi, non mi piace.


Noi crediamo nella Rete e nella condivisione della conoscenza

Fare rete, condividere esperienze, progetti, soluzioni e conoscenza, significa entrare in una nuova dimensione, dove la professione di ognuno è la massima espressione di un senso comune di appartenenza e di valori.

Fare rete significa oggi, non solo non essere più soli ma avere il massimo vantaggio competitivo in termini di qualità e di opportunità affinché il cliente finale possa vincere in un mercato globalizzato, sempre più aggressivo.


8 Comments

  1. Piero Muzio scrive:

    Come dicevo nel commento della “questione meridionale” io ho più di 70 anni e sorrido leggendo che ciò che vede un 42enne non è piacevole.

    Penso che chi usa molto il cervello si rende conto della inutilità delle cose e delle ns. attività. Il senso della morte che cerchiamo in ogni modo di sfuggire ci porta,nel caso di non credenti, a vivere il giorno per giorno oppure ad interpretare la ns. vita come una grande responsabilità verso coloro che lasceremo, figli e nipoti…. Pur da laico credo che la storia e l’evoluzione dell’uomo abbia già in se comunque l’evoluzione e la soluzione quasi automatica proprio in virtù di questo senso di responsabilità naturale. I nostri atti seppure disordinati ci portano e/o ci costringono in questa direzione.

    Uscendo dalla filosofia e passando alla storia, grande maestra, ho scovato alla biblioteca comunale Sormani di Milano un saggio del 1928 di Luciano Magrini “La catastrofe russa” che descrive le varie utopie della stessa , fra le quali il “capitalismo di stato” attraverso 4 forme Concessioni,Cooperazione,Commissione, Affitto. Quello che è veramente interessante e di cui mai avevo letto e neppure sentito parlare è che questa conversione al “capitalismo di stato”, poi modificata dallo Stalinismo, avvenne dopo che nel 1919 erano state “abolite tutte le imposte” e teorizzata l’”inflazione micidiale”,lo “sperpero di tutte le riserve ed i beni confiscati” nell’ottica della “divulgazione all’estero della rivoluzione bolscievica” e della “programmata eliminazione del denaro” Quindi nulla di nuovo sotto il sole,la storia ed i fatti hanno superato anche questa immane prova e supereremo anche le prossime che ci attendono e che vi attendono, cari 42enni, con i normali e naturali aggiustamenti.

    Servono buonsenso, onestà intellettuale, nessun fanatismo, conoscenza e coscienza appunto e voglia di studiare perchè aldilà delle riforme è questa che manca negli studenti e nei genitori e infine il ben insegnare e la volontà degli insegnanti.

    In questo 2009 mi sono riletto, fra gli altri, “Adamo Smith-Morale dei sentimenti e ricchezza dele Nazioni- Ed. Guida”, “Piero Gobetti- La rivoluzione Liberale – Ed.Einaudi” , “Duilio Susmel-Nenni e Mussolini di fronte per mezzo secolo- Ed. Rizzoli” . Vi si ritrovano tutti i personaggi, fatti, misfatti ed antefatti di questi ultimi 200 anni di storia sopratutto Europea.

    Tutto sommato di passi avanti ne abbiamo fatti tanti. Basterebbe ricordare che a fine ’700 avevamo sovrani, despoti più o meno illuminati. Poi a fine ’800 in Italia solo 700.000 cittadini avevano il diritto di voto! Oggi gli elettori Italiani sono oltre 40 milioni, dobbiamo imparare ad usare sempre meglio il ns. voto, le lotte di classe, come erano intese, sono finite, abbiamo invece in corso quelle degli interessi particolari.

    Vorrei ancora ricordare prima di finire, ma qui forse sono pochi gli interessati, ad impiegati scontenti, disoccupati, precari, laureati, cassaintegrati ed assimilati, una cosa che non si si legge mai in nessun giornale e neppure nel web.

    Esiste un lavoro “facile, dove si guadagnano un sacco di soldi, non si fatica per nulla, non si devono fare esami, non servono raccomandazioni e neppure un titolo di studio” .
    Basta andare alla Camera di Commercio e mettersi a fare l’imprenditore, si diventa subito “un padrone” con tutti i vantaggi…, magari serve qualche idea, volontà… ma questa è un’altra storia! Dicono che sia tutto molto semplice.

    Buona notte o buon giorno

  2. Andreas Voigt scrive:

    Che l’evoluzione sia un fatto compulsivo non cosciente vhr fa parte della natura delle cose, lo credo anch’io. Credo anche che ci sia sempre un punto di equilibrio tra evoluzione distruttiva e costruttiva, naturale, che “in un modo o nell’altro” arriva. Ma al di là di Piero Gobetti e Adam Smith, che conosco anch’io, pur “sapendo di storia”, qualcosa sta avvenendo, che non è così facilmente prevedibile.
    Io ho parlato di coscienza condivisa che è motore della conoscenza che a sua volta diventa motore di una forma di economia, che non conosco, che non so come si svilupperà.
    Il succo del discorso è qui, nella relazione tra “massa individuale” cioè, individualità legate ed interconnesse e conoscenza. Questo nel passato, solo fino a 15 anni fa non esisteva. E non poteva esistere, semplicemente perchè era un passaggio evolutivo ancora non attuato. E ancora, perchè semplicemente non esisteva la tecnologia. Una cosa è ipotizzare un’altra cosa è vivere il momento.

    Detto questo, la chiusura sull’imprenditore la trovo di una lucidità smagliante! E’ quello che dico da anni. E’ talment facile fare l’imprenditore, che cani e porci si mettono a fare impresa. Spesso le capacità professionali e culturali di un “padrone” sono inferiori di quelle dei suoi dipendenti, che non è nemmeno in grado di coordinare. Ma questa è un’altra storia.

    Mi viene, se mi permette, di fare una critica. Perchè a 70 anni si passa dalla lettura alla rilettura? Perchè Rileggere Adam Smith? Perchè non leggere che ne so, Seth Godin? Battuta infame questa, lo so.

    Tornndo al diritto di voto di 40 milioni di cittadini italiani, mi viene n’altra battura infame: e se tornassimo ai 700 mila? O fcessimo prima di dare il diritto di voto, un test culturale? Antidemocratico vero? Già. Questa sgangherata democrazia occidental-ellenistico-francese tutto sommato non è malaccio.

    La ringrazio comunque sempre tanto per i suoi sagaci commenti. Grazie di cuore.

  3. La nuova economia della conoscenza e la coscienza condivisa http://bit.ly/3l5oPH

  4. La nuova economia della conoscenza e la coscienza condivisa. http://bit.ly/PWmOV

  5. [...] This post was mentioned on Twitter by Stefano Principato. Stefano Principato said: La nuova economia della conoscenza e la coscienza condivisa http://bit.ly/3l5oPH [...]

  6. Piero Muzio scrive:

    E’ bello scambiare esperienze ed idee senza conoscersi. Sembra di essere davanti ad uno specchio che ti riflette pensieri e ricordi nascosti o dimenticati. Rispondo !

    A 70 anni si passa alla rilettura perchè nelle letture giovanili si trascurano tante cose, non ci si sofferma. Tante idee, fatti e personaggi scompaiono giustamente oppure no, altre emergono o vengono distorte secondo gli interessi di parte, ecc.
    Rileggendo Gobetti, ad esempio, che credo debba molto alla sua grande intelligenza ma anche alla sua prematura scomparsa, trovo che come accadde per altri in pochi anni disse tutto ed anche tutto il suo contrario.
    Non ricordavo per esempio la sua infatuazione per Lenin…ammira e collabora con Salvemini e Gramsci ma poi rompe… Sogna una crescita di responsabilià della classe operaia ma non riesce a collegarla con il problema del proletariato contadino del Sud e così anche il dilemma borghesia /nuovi industriali ed feudatari/agrari del sud, che tuttora abbiamo come conseguenze, di fascismo (dai fasci sicilianid nati nel socialismo e fagocitati da tanti; fra cui, allora, Nenni-repubblicano e Mussolini-socialista e poi… e poi …), comunismo e democristianismo omnicomprensivo.
    Dicevo che deve molto alla sua prematura scomparsa perchè nella sua “rivoluzione liberale” parla di “fieri propositi di lotta” ma poi decide di continuare l’opposizione con gli scritti e la casa editrice, dall’ esilio di Parigi, dove la morte per malattia lo coglie.
    Non è una critica ma una constatazione. Tanti altri sono morti in carcere in Italia, altri come Matteotti assassinati, altri ancora tra il ’30 ed il ’40 sono diventati fascisti abbagliati dal potere! a lui tutto questo è stato risparmiato.

    Per finire questo lungo pensiero voglio ricordare che la famosa “Stampa estera” tanto invocata in questi mesi dai media italiani, non è stata mai piena di elogi, per l’Italia ed il suo governo, come lo fù appunto fra il ’30 e ’40 per il fascismo e Mussolini. Dunque facciamoci la tara ….

    Cambiamo argomento… la Sua battuta infame… non mi pare proprio lo sia. Non ho letto Seth Godin ma conosco la sua “permission marketing”
    Visto che per Lei è pane quotidiano ricordo di aver partecipato ad un corso di Marketing nel 1970 all’IPSOA a Milano.Pagato dalla ditta, ma dopo le otto ore di ufficio, dopo cena, come si usava allora. Docente il direttore Silvio Ceccato, professore universitario di cibernetica, veramente un grande. Quando parlava lui le ore passavano senza che neppure ti accorgessi. Quando parlavano gli altri era una noia!
    Diceva che sopratutto il marketing è “studio, riflessione, buon senso, responsabilità, osservazione critica”.. “pratichiamo il marketing, il mercato, le ragioni del mercato, le motivazioni, lo studio ed infine il suo uso, da secoli senza saperlo ed i grandi e piccoli venditori,i commercianti,industriali, ma anche l’ambulante del mercato lo applicano”, “certo poi gli americani più accorti di noi l’hanno studiato, analizzato , codificato e ce lo vendono come scienza”.

    Lui invece aveva venduto a loro “al governo USA, che aveva speso miliadi inutilmente per le prime macchine di traduzione automatica russo-inglese,un primo sistema basato su 15.000 parole che anzichè essere impostato sulle varie lingue e traduzioni meccaniche, era basato sul pensiero”. Diceva, allora, che “la politica della scuola italiana era a vocazione suicida” , “2000 ricercatori sono andati all’estero e fra dieci anni saremo battuti dall’Albania” , diceva anche che “tutti gli studenti dovrebbero avere la possibilià di ascoltare chi sa molto. Un insegnante che sa le tabelline, la grammatica, la geometria ecc. è relativamente facile formarlo ma via via su certi argomenti solo pochi possono parlare con cognizione e ben spiegare “. Sognava la TV in ogni classe, “non per vedere Mike Buongiorno, ma perchè come servizio di stato al mattino , in alcuni giorni ed ore, tutti nelle classi ascoltino e vedano, via TV, chi
    sa molto, sa spiegare molto e bene e mostrare le cose necessarie”.
    Ci parlò anche della “macchina pensante” che stavano costruendo al Politecnico ma, guarda quanti anni sono passati invano, non avevano i fondi per la ricerca.

    Ho ancora quegli appunti, 39 anni sono passati ! Un altro consiglio ci diede che non ho mai dimenticato, o meglio, purtroppo, quasi mai.

    “Ricordatevi che in ogni momento, siamo costretti a scegliere fra due strade, siate voi a scegliere, non lasciate mai che siano gli altri a scegliere o decidere per voi, perchè la peggior scelta è il non volere scegliere” .( dx-sx / bianco-nero / 1-0 in cibernetica o digitale ).

    Mi pare che sul finire degli anni 70, dopo aver scritto un saggio per Zanichelli sulla scuola, che avevo ma ho perso e non più trovato,Il Prof. Silvio Ceccato fosse stato insediato, da esperto, in una commissione ministeriale per una delle tante riforme, poi ci fù una crisi di governo e non ne sentii più parlare, io ero molto occupato ed Internet non esisteva. Ma mi pare che Ceccato sia stato dimenticato.

    Non so se denaro ed occupazione spariranno. Il denaro è arrivato a noi dopo baratto, oro , poi carta covertibile si e poi non più. Mi pare però un mezzo insostituibile e pratico. Certo, come per l’ ONU serio, ci vorrebbe una sola moneta mondiale sovranazionale, che eviterebbe le speculazioni, battaglie nazionalistiche ecc. Io non vedrò di certo la soluzione, voi 42enni forse (ho due figli + – della Sua età) ma penso che il baratto sarebbe regredire alle caverne.

    Certo, come ci insegna la teoria marginale, più ci si avvicina al margine, limite, o 100% (orlo del burrone o fine di tutto) più il costo per ogni piccolo miglioramento percentuale cresce in misura esponenziale, credo sia più o meno la nostra situazione, ma nessuno se la sente di frenare ….o forse è impossibile per l’uomo.

    Mi ha gentilmente provocato con le sue obiezioni e ora ne sarà di certo pentito. Sono lieto di leggere che la ns.seppur sgangherata democrazia in fondo trova che non è malaccio! Come si dice a Milano “piutost che nient, l’è mei piutost” se no dovremmo tornare al “Dio in terra”, re, sovrano assoluto o dittatore.

    Quanto alla facilità dell’essere imprenditore, nell’immaginario collettivo Italiano, che per me è una evidente provocazione, credo che anche da parte Sua lo sia alterttanto, ma molto sottile , per “stanarmi”. Infatti…

    In anni in cui collettivismo, grandi industrie, di stato e non, sono chiaramente fallite cosa resta se non la libera imprenditoria ?
    Certo fatta di ambizione, voglia di riuscire, ma sempre con valore aggiunto a vantaggio di tutti.
    Certo nel rispetto delle leggi e di un etica che spesso non ci sono, ma che non è nell’iniziativa privata in se, ma in chi la pratica e quindi dobbiamo tornare alla democrazia , al senso di responsabilità ed etica, prima personale e poi, se sappiamo applicarla e farla applicare, collettiva.

    Ancora un esempio. Ho avuto, per puro caso, il previlegio di conoscere, parlare e lavorare per una grande famiglia di imprenditori milanesi, i Rizzoli. Angelo Sr., il figlio Andrea ed il nipote Angelo jr. Il vecchio fondatore Angelo Sr, era e si definiva ignorante , “sapete, si scusava, ero un “martinitt” (i trovatelli milanesi, la madre era stiratrice ed aveva anche una sorellina) ho dovuto lavorare subito, non ho avuto il tempo e la possibilià di studiare”
    Aveva però una grande intelligenza e rispetto per tutti! Io avevo allora meno della metà dei suoi anni e mi dava del Lei.Era circondato da professori, scrittori, giornalisti, laureati ma tutti rispettavano la superiorità e la sua autorità che non era quella del denaro. Montanelli scrisse che “sapeva fiutare gli uomini” .
    Il figlio Andrea amava Montecarlo, i tavoli verdi e la Liuba Rosa, l’amore senile, e non si vedeva.
    Il nipote Angelo Jr. laureato a Perugia… ma laureato, era appena entrato in azienda senza alcuna esperienza ma con l’arroganza del nipote “padrone” che il nonno, ma neppure il padre, sottoquesto aspetto, avevano mai esibito. Per il seguito della storia dell’azienda penso che le sia ben nota. Io ebbi alcuni contrasti con il “padrone” e me ne andai a fare appunto “l’imprenditore”.
    Sono un Italiano atipico, ben tre volte ho dato le dimissioni e poi non le ho mai ritirate. (Qualche amico e parente aggiunge, bel fesso!)

    Sono certo che il più grosso problema della grande “economia capitalistica” sia “dall’interno” quello degli eredi e del management di vertice appunto. Ben 625 eredi Rothschild si sono divisi negli anni ’80 il ricavato della vendita dell’Empire State Building, più di 150 sono gli eredi Fiat-Senatore Agnelli e per fortuna loro che ci fù Valletta. All’esterno invece quello di risolvere il rebus della “rendita finanziaria improduttiva” che vale anche per la media e la piccola impresa.

    E’ certo però che l’iniziativa privata e l’imprenditoria sana e non assistenziale, con tutte le dovute regole, è l’unica vera possibilià per lo sviluppo dell’occupazione.

    Forse ho divagato ed esagerato, mi scuso, ma forse se l’è cercata !

  7. Andreas Voigt scrive:

    Lei non disturba affatto. Ora le rispondo così ma devo prendere fiato un momento per darLe una risposta più articolata.

Leave a Reply