La nostra bellissima isola, la Sardegna, meta turistica di milioni di persone, è in fiamme. Tutto il Sassarese sta soffrendo.
Si pensa che il motivo sia il caldo africano che ha portato le temperature ad oltre 45 gradi in certe zone. Peccato che sia già stato spiegato da illustri scienziati che l’autocombustione è un fenomeno rarissimo, talmente raro da rendere l’eventualità praticamente impossibile.
Il fenomeno degli incendi dei patrimoni boschivi italiani ha invece origini assai diverse. Ricordiamoci come gli incendi da decenni devastano la Calabria ad esempio. Eppure sulla Sila, non mi pare che ci siano temperature africane. Anche lì si ipotizzava il fenomeno dell’autocombustione salvo poi doversi ricredere in quanto praticamente la stragrande maggioranza dei focolai d’incendio, scaturivano per mano umana (il fenomeno appunto dgli incendi dolosi). Ma per quale motivo? Perchè deturpare l’Italia, la propria terra, incendiando ogni cosa?Io mi ricordo della mia vacanza a Vieste sul Gargano proprio l’anno in cui quella zona venne interessata da incendi devastanti. Io arrivai quando gli incendi erano ormai spenti. Ebbene, l’entroterra sembrava un territorio lunare, spettrale. Una cosa del genere non l’avevo mai vista. E’ un pugno nello stomaco che ti lascia senza fiato. tutte le piante, la famosa Foresta Umbra anch’essa attaccata dagli incendi, la fauna locale … Tutto distrutto, tranne le case e gli alberghi. Interessate era il fatto che si vedevano edifici intatti e intorno invece, terra bruciata. Mia moglie e io ci siamo interessati chiedendo a qualcuno del luogo, con il uale siamo in ottimi rapporti (la solita paura di fare domande) del perchè di questo scempio. La risposta è stata inaudita: sono gli allevatori, che hanno bisogno di pascoli liberi da terreni boschivi e in più, gli interessi dei costruttori edilizi aggiungono il resto. Il terreno adibito a boschi, una volta devastato, veniva assegnato come terreno edificabile. So che ora non è più così.C’è però da dire una cosa importante. Gli incendi non scaturiscono solo per dolo, anzi, in molti casi scaturiscono per ignoranza, incuria, leggerezza e stupidità. Bruciare ad esempio, la sterpaglia raccolta dal proprio terreno, per eliminarla, magari in orari pomeridiani, senza curarsi delle temperature e dei venti, è un atto scellerato, pericolosissimo e che può provocare appunto danni incredibili alla comunità.
Un’altra causa è l’abbandono delle montagne. Le montagne si stanno spopolando sempre di più e l’esodo delle popolazioni rurali e l’abbandono dei terreni boschivi che a causa dell’incuria e dell’abbandono portano allo sviluppo di piante infestanti e vegetazione erbacea e arbustiva, predispongono l’insorgenza di incendi, che comunque sono solo e sempre di origine umana, ricordiamocelo bene.
Poi c’è la distrazione, figlia dell’ignoranza e del menefreghismo tipicamente italiano. quanti ad esempio, fumano in macchina e invece di spegnere la sigaretta nel portacenere, buttano il mozzicone ancora acceso, fuori dal finestrino, magari mentre stanno percorrendo una bella strada in mezzo ad un bosco. Sono tantissimi, purtroppo. Sarebbero da mettere in galera! O i campeggiatori della domenica, che accendono il fuoco in mezzo al bosco, in un bello spiazzo, per fare la carne alla griglia. Ma che bravi ragazzi! La griglia rovente ve la metterei sulla schiena, imbecilli! E gli imbecilli non hanno colore, religione e non sono di nessuna razza. Sono solo imbecilli.
E’ vero, anche all’estero divampano incendi colossali. Certo! Anche lì purtroppo fioriscono gli imbecilli, gli sprovveduti, i menefreghisti e gli ignoranti. Non è un male solamente italiano.
Ma allora cosa possiamo fare per risolvere il problema? Certamente non lo si eliminerà del tutto. Incendi causati da incidenti e stupidità umana, si svilupperanno sempre. Ma il problema può essere ridotto moltissimo.
Innanzitutto, si può cominciare a considerare che ciò che ci circonda, la natura nel suo complesso, non è una “risorsa” da sfruttare a nostro piacimento e non ci appartiene. E una grazia, una cosa che ha il diritto di esistere esattamente come l’uomo. Chi può sostenere che un albero non abia lo stesso diritto di vivere di una persona? Quale legge universale può negare questo semplice concetto? Allora, la CONVIVENZA uomo-natura deve diventare per noi persone, un fatto culturale assodato esattamente come il fatto che abbiamo bisogno dell’acqua per sopravvivere. Prima di abbattere un albero, per dare posto ad un palazzo di cemento, pensaci.
L’altra soluzione è la prevenzione. Come si dice: prevenire è meglio che curare. Quante persone magari vedono del fumo in lontananza e se ne fregano. Quindi, quando si avvista un fumo sospetto, chiamare i vigili del fuoco non è un disturbo inutile, è un dovere di ogni cittadino! Poi, la bonifica, soprattutto in quegli ambienti difficili (come appunto molte zone boschive) con vegetazione altamente infiammabile e ventosità diffusa che provoca un rapidissimo sviluppo del fuoco con velocità di avanzamento elevata. Investire di più sui mezzi di pronto intervento come i Canad-Air o sul personale da addestrare. Informare, già nei primi anni di scuola, come ci si comporta con la natura circostante, come la si salvaguardia e come la si rispetta. Già solo con questo, gli incendi avrebbero vita difficilissima.











