Viaggiando per il web si denota una situazione piuttosto desolante, la qualità dei siti web soprattutto quelli aziendali, è talmente scarsa da supporre con una buona dose di certezza, che i risultati fin qui ottenuti, sono piuttosto scarsi se non nulli.
Sembra che la situazione delle imprese italiane, che si sono affacciate sul web in questi anni, sia comparabile alla situazione economica politica e sociale dell’Italia di oggi: poche idee e molto confuse.
E’ pur vero che non tutto è da buttare, ci sono molti siti web ben fatti, che raccolgono consensi e risultati positivi in termini di visibilità, di contatti nuovi ecc… ma la stragrande maggioranza di essi, è a livelli imbarazzanti. C’è stata inizialmente una tale corsa al maggior profitto possibile, che le imprese che hanno pubblicato un proprio sito aziendale si sono viste recapitare fatture astronomiche senza giustificazione e senza senso (il mercato allora, parlo di 5 ani fa e oltre, chedeva prezzi assurdi), tanto da guardarsi bene poi a riprendere in mano il progetto per ridefinirlo in chiave più professionale.
Poi ci sono aziende che per risparmiare, hanno fatto la scelta contaria, lasciando la produzione del sito internet al cugino laureando di turno o al figlio perito informatico o al nipote che “spippolava” un po’ su internet, con danni incalcolabili poi all’immagine dell’azienda.
Per assurdo, esistono siti “non aziendali”, blog personali o altro, che invece sono fatti egregiamente meglio. Assurdo ma vero purtroppo.
C’è una corsa poi, al risparmio totale, anche per via della situazione economica corrente che porta a scelte ancora più pericolose, tra cui quella di utilizzare grafiche preimpostate o liofilizzate, comprate su internet per qualche decina di dollari e malamente adattate alle esigenze dell’impresa stessa che poi si occuperà attraverso un cms, di pubblicare contenuto, anche qui con risultati osceni.
Se è vero che JOOMLA! o WORDPRESS o DRUPAL ecc… sono eccellenti CMS che permettono di svincolarsi leggermente dalla presenza altrimenti sempre necessaria di un programmatore o di un webdesigner, è però anche vero che ciò non significa che i contenuti debbano rispecchiare la totale ignoranza e incoscienza nell’uso del “mezzo”. Se andiamo un po’ più a fondo nell’analisi e cominciamo a leggere ciò che le aziende hanno pubblicoto di loro stesse, ci accorgiamo che la situazione non è solo tragica, ma volendo, è possibile pubblicare un vero libro umoristico pieno di casistiche esilaranti. Se non fosse che, la questione purtroppo non è proprio così divertente.
Bisogna che le imprese si rendano conto, che un sito ben fatto, ben strutturato, completo di contenuti ben scritti e presentati, non può costare 20 dollari. Non è possibile. Le professionalità coinvolte e le ore di lavoro necessarie a far sì che il risultato sia ottimale, non permette costi così irrisori. La questione investe proprio la fase strategica e di pianificazione media, che tutte le aziende, piccole, medie o grandi, dovrebbero iniziare ad abituarsi a fare. Per chi non ha una struttura di marketing interna, il marketing fai da te, non serve, è denaro sprecato. E l’imprenditore medio è appunto imprenditore, non certo esperto di marketing (ci sono anche questi casi ma sono rarissimi).
Eppure, in Italia si continua così, navigando a vista e sperando in un colpo di fortuna. Naturalmente, i risultati si vedono, talmente sono pochi.
In aggiunta a questo, proprio perchè manca una cultura di marketing, per l’imprenditore medio è difficile selezionare l’elemento bravo da quello meno bravo. E’ difficile anche, sempre per l’imprenditore, capire la lingua di chi è davvero esperto e come spesso succede, ciò che non si capisce, lo si odia o lo si rifiuta pensando che sicuramente si viene presi per i fondelli.
Aggiungiamo poi a questa situazione avvilente, anche la totale impreparazione di moltissimi operatori del settore, che si sono improvvisati esperti di marketing pensando che, per fare un buon sito sia sufficiente essere almeno discreti programmatori. E così il disastro diventa completo e purtroppo irreparabile.
Manca poi anche una certa coscienza civile, che è uno dei problemi di fondo dell’Italia di oggi. Il lavoro è garantito dalla Costituzione, ma è calpestato da tutti. Un bravo grafico costa, un bravo copy costa e un bravo programmatore anche. Ma per potersi permettere Porsche Cheyenne o BMV MX5, bisogna pagare il meno possibile e con tempi il più lungo possibile i propri fornitori. Prima o poi questo sistema finirà per cascare e qualche scricchiolio già si comincia a sentire.
La migliore soluzione, per chi non può permettersi un professionista serio, non è quella di dare in mano il progetto del proprio sito internet al ragazzino di turno. Molto meglio pubblicare una bella pagina bianca, con logo aziendale in mezzo e sotto i recapiti telefonici e i dati fiscali di legge. Niente altro. Se non sai cosa dire e come dirlo, taci, fai più bella figura.








Questa brutta situazione oramai arrunginita non è purtroppo però solo un problema per gli imprenditori e le aziende che vanificano sforzi su internet ma si ripercuote inveitabilmente sui professionisti seri che lavorano sul web, che spesso non riescono a trovare progetti convinventi e gratificanti ai quali partecipare… Ultimamente mi sto dedicando a seguire progetti in cui credo e che potranno essere in un futuro redditizi, bisogna trovare imprenditori e professionisti di cui ci fidiamo e sposare con loro la causa… un domani il nostro sacrificio potrebbe portarci molto.
Mi piace sempre leggerti ….
Dobbiamo provare a cambiare, fare cultura… Nel nostro piccolo.