E’ diventato ormai un tema bollente, quello dell’evasione fiscale. Soprattutto oggi, che le casse dello Stato piangono miseria e in piena crisi economica (altro che uscita dalla crisi e conseguente ripresa) si riducono gli investimenti a zero e si chiudono i rubinetti della spesa pubblica mantenendo la macchina statale al limite della sussistenza
Non ci sono soldi. Non c’è il becco di un centesimo. Ecco perchè ci siamo tutelati costruendo un paracadute europeo, una forma di Fondo Monetario da 700 e passa miliardi di Euro di obbligazioni europee emesse dalla BCE (in fondo altri debiti) per salvarci le chiappe in caso di speculazioni stile Grecia. Perchè siamo lì, i prossimi saremo noi. Il Portogallo, che son 4 gatti, salta in meno di una settimana, da noi durerà un po’ di più, vista l’economia più strutturata. Ma non ne abbiamo.
Ma siamo così sicuri che non ce ne siano di soldi? L’evasione fiscale in Italia è da record del mondo. Con 5 anni di recupero al 100% del sommerso, potremmo ridurre il debito pubblico di un terzo, senza problemi. Ma tutto sommato, ce ne frega qualcosa del debito pubblico? E’ molto più importante avere lo yacht ormeggiato a Portofino battente bandiera straniera e dichiarare meno della moglie casalinga dell’operaio della FIAT di Pomigliano d’Arco.
Eccolo là, direbbe qualcuno: il solito pistolotto del comunista di turno che vuole levare al ricco per dare ai poveri.
Ebbene, no! Il mio discorso vuole essere diverso. Vorrei davvero parlare di evasione fiscale, ma come fenomeno sociale, di costume. Perchè di questo si tratta e cioè di un malcostume generalizzato dove bene o male qualsiasi italiano, probabilmente nessuno escluso, almeno una volta ha dovuto affrontare.
Siamo tutti pronti a scandalizzarci quando leggiamo sulla stampa le cifre dell’evasione. E ci scandalizziamo ancora di più quando sentiamo che lo Stato non è in grado di arginare il problema. Ma poi, ci arrabbiamo per l’inasprimento delle norme di controllo, per le restrizioni, per lo Stato iperburocratico, per le pratiche da stato borbonico e rimaniamo meravigliati perchè in Germania, a Monaco di Baviera, per avere una concessione edilizia bastano 24 ore, un foglio di carta, un timbro, una firma e il progetto esecutivo. Da noi, per togliere un muro in una casa o fare una porta, ci vuole un camion di carta inutile.
E’ così ovvio! Se devi controllare un malcostume, se devi convivere con una mentalità da ladroni, purtroppo devi iper-regolamentarizzare, non c’è altra via. Cioè, il sistema borbonico che abbiamo, farraginoso e burocratico, è la conseguenza del nostro modo di essere e di fare. E la cosa peggiore è che questo circolo vizioso, alimenta un ulteriore circolo vizioso fatto di clientele, di facilitatori, di buffoni di stato, di gran commis, di mafiosi della poltrona, di politici arraffoni e di nullafacenti che son lì perchè tanto, per controllare il ladro, cosa può esser mai meglio se non un altro ladro?
Tremonti stesso, e devo dire che lo apprezzo sempre di più, ha detto che il sistema fiscale italiano è talmente stratificato nel suo corpo normativo, che non è più possibile nemmeno correggerlo. Occorrerà riformarlo ma a costi socio-economici elevatissimi. Ma sempre in questo contesto, ha aggiunto che prima di riformare il corpo fiscale e tributario, andrebbe cambiata la mentalità delle persone.
In sostanza, non è la norma che produce comportamenti civili, ma è la civiltà e il senso dello stato che portano effetti positivi in materia legislativa. Un ladro o un delinquente cercherà sempre di produrre norme che gli facciano comodo, che tutelino i suoi interessi, non quelli a cui lui sta rubando.
Pertanto, è inutile scandalizzarsi quando ci viene detto che siamo un popolo di evasori. In fondo lo sappiamo e lo sappiamo tutti. Qualcuno obietterà dicendo che ci sono evasori ed evasori: l’operaio che per mantenere la sua famiglia cerca un lavoretto pagato in nero per far quadrare i conti non è paragonabile all’industriale veneto evasore totale che guadagna un fracasso di milioni, sempre in nero e regala per il 18° compleanno un suv a sua figlia. Forse è vero, ma sono comunque comportamenti figli di una stessa mentalità. Non abbiamo senso dello stato e non abbiamo un comportamento etico e civile condiviso da tutti.
Se tu vai in Svizzera, o in Germania ed evadi, certo, puoi farlo, come qui in Italia, di evasori ne hanno anche loro, ma rischi moltissimo. A parte il regime sanzonatorio, rischi la denuncia dell’amico o del vicino. In un nanosecondo il tuo vicino ti denuncia alla locale autorità e ti trovi il decreto il giorno dopo, portato a mano dal funzionario, magari accompagnato da un gendarme. Ed è galera!
Da noi sarebbe impensabile. La delazione???? E’ un comportamento spregevole e socialmente deplorevole. Qui siamo tutti uniti come una grande banda bassotti, contro lo Stato, che poi di fatto siamo noi. E rimaniamo poveri in canna.
Ho anch’io amici che in altri Stati, sarebbero già con le manette ai polsi. Ne ho uno che gira in BMW serie 7 e prende 1.400 euro al mese e ha 3 case. Si è guadagnato i soldi lavorando come un matto, sì! Ma non ha pagato un centesimo di tasse!!! E continua a non pagarle!!! Cosa dovrei fare? denunciarlo? Oltre a dirgli che per me è da paragonare alla stregua di un furfante, ladro e farabutto? Invece no. La delazione è spregevole.
Ma guardate, siamo sicuri che la delazione sia così spregevole? In fondo, i sistemi funzionano bene, quando sono in grado di autoregolamentarsi. Ecco perchè in Germania, ti puoi permettere una normativa in tema di concessioni edilizie, estremamente “leggera” e poco burocratizzata. Perchè? Perchè funziona l’autoregolamentazione dei cittadini. Prova a costruire in modo abusivo a Monaco di Baviera e ti ritrovi mezzo quartiere che ti lincia per strada e ti denuncia alle autorità competenti.
Da noi invece, una sollevazione popolare contro gli evasori? Sarebbe impensabile. Dovremmo sollevarci contro noi stessi. Poco fa su Facebook facevo l’esempio dell’idraulico che arrivato a casa nostra per fare la riparazione, a riparazione eseguita ci presenta il conto su un foglio di carta igienica: niente fattura. Ma no! Niente fattura, così non paghiamo l’IVA! Perfetto, ma allora dovremmo essere ancora più furbacchioni e chiedere uno sconto del 40% perchè l’idarulico sui soldi che ci prende, non paga le tasse!
Ecco quindi che nasce il rapporto da furbetto del quartiere e cittadino, in barba allo Stato: io non pago l’IVA e l’idraulico non paga le tasse.
Qualcuno dirà, che questo problema, lo si può risolvere con il conflitto di interessi e cioè permettendo al cittadino di scaricare dalla propria dichiarazione dei redditi, parte della spesa dell’idraulico. BALLE! Sono balle colossali!
Potrebbe funzionare solamente se il valore dell’importo dedotto è uguale o superiore all’IVA. Cioè se ci fosse permesso di dedurre la spesa dalle tasse che paghiamo e il valore dell’importo dedotto è inferiore all’IVA pagata e cioè il 20%, al cittadino furbetto converrà comunque sempre non chiedere la fattura, perchè non avrebbe nessun interesse. Ma allora, se io posso detrarre un valore uguale o superiore all’IVA, l’IVA a che serve? Divento sostituto d’imposta e l’IVA non grava più sul consumatore finale. Che facciamo? La togliamo? Una delle voci più grosse delle entrate fiscali dello Stato? Impossibile!
E allora che fare? Costruire uno Stato Polizia dove ogni cittadino italiano è un presunto truffatore, ladro ed evasore (e la situazione attuale oggi è questa) o riformare il sistema fiscale basato sul rapporto fiduciario tra cittadino e Stato?
Sarebbe sicuramente fantastico il rapporto fiduciario. Ma il legislatore, che è anche cittadino, conosce bene i suoi polli. Sa benissimo che in Italia, il rapporto fiduciario, basato su un comune senso dello Stato, non esiste e per plasmare la testa degli italiani occorreranno ancora generazioni.
Che fare allora? Semplice. Ogni tanto uscire con un bel condono. Tanto, in un Paese dove il cittadino deve pagare un commercialista per dire lui, allo Stato, quanto deve pagare, sarà sempre un posto dove non è possibile cambiare nulla.








[...] Malcostume ed evasione fiscale E’ diventato ormai un tema bollente, quello dell’evasione fiscale. Soprattutto oggi, che le casse dello Stato piangono miseria e in piena crisi economica (altro che uscita dalla crisi e conseguente ripresa) si riducono gli investimenti a zero e si chiudono i rubinetti della spesa pubblica mantenendo la macchina statale al limite della sussistenza (tags: consenso cultura tasse) [...]
io vorrei sollevare alcune problematiche fondamentali e forse dalla soluzione di queste “I sostituti d’imposta” ovvero gli imprenditori POTREBBERO DIVENTARE I VIGILI SULL’EVASIONE(professionisti ,gli artigiani soprattutto microimprese del quale io sono un rappresentante).
si e’ verissimo e condivido che la soluzione e’ l’educazione civica e soprattutto il senso di appartenenza ad uno stato. Ma lo stato come tutela il lavoratore autonomo quando rimane a casa per malattia ,quando e’ senza lavoro,quando gli chiede i maledetti acconti sul presunto guadagno che effettuera l’anno a seguire?
chi e’ quello stramaledetto stratega economo che ha ideato tutto questo?quel cialtrone ?inetto e direi anche tiranno?.e mi fermo qui.
io sono un lavoratore autonomo( e tengo a sottolinearlo) convertito in impresa
in maniera univoca dallo stato ladrone per svincolarsi dal dover affrontare le problematiche di cui sopra nei confronti di “questi lavoratori”.
Quindi sottoponendoci ad uno stato di alienazione rispetto ai diritti acquisiti dai dipendenti nel corso degli anni.
traducendo : il lavoratore dipendente vive meglio del suo stesso datore di lavoro.
alla luce di questo: come potete mai tutti pensare che un idraulico che vi cambia il rubinetto si debba sognare di farvi la fattura?come fara’ ad accantonare un gruzzoletto per coprire i giorni di malattia , di ferie, di fermo lavoro,di fondo simile al tfr,non sentirsi umiliato nel vedere che milioni di parassiti pubblici prendono stipendi rubandoli allo stesso quando passano le giornate nei bar? li trova nei supermercati durante gli orari di lavoro e come piu’ grande umiliazione non li’ puo’ neanche denunciare per frode perche’ sono loro gli stessi clienti ,che fra l’altro non vogliono neanche’ le fatture perche’ NON VOGLIONO SENTIRE LA PAROLA IVA?CHE POLITICA DI SCHIFO E’ QUANDO IL SIGNOR BERSANI RIPETE PIU’ VOLTE IN TV CHE GLI ARTIGIANI SONO LADRI?CHI L’HA VOTATO A QUEL PEZZO DI M…A?PROPRIO UN DIPENDENTE PUBBLICO CHE DA’ DEL LADRO ,QUANDO LUI STESSO NON HA MAI FATTO NULLA PER COLPIRE I PARASSITI DEGLI ENTI PUBBLICI.
BASTEREBBE E DICO BASTEREBBE CHE LA SITUAZIONE DEL LAVORATORE AUTONOMO VENGA TUTELATA SECONDO I CANONI DI CIVILTA’ REALE CHE LO STESSO PUO’ DIVENTARE IL VERO CONTROLLORE AI BASSI STRATI DEL FISCO ITALIANO.SICCOME IO SONO UN ARTIGIANO VI GARANTISCO CHE CON UN FISCO GIUSTO SPARIREBBE PER FORZA DI COSE L’EVASIONE:E’ DA STUPIDI DICHIARARE MENO PER AVERE UN PENSIONE PIU BASSA!QUESTE COSE LE HA MAI DETTE NESSUNO?NO PERCHE’ SICURAMENTE IL PROBLEMA NON LO SI VUOLE AFFRONTARE REALMENTE PERCHE’ FA COMODO AVERE UN CAPRO ESPIATORIO COME L’IDRAULICO.
ODIO QUESTO STATO FISCALE E ODIO TUTTI QUELLI CHE ADDITANO I LAVORATORI AUTONOMI COME LADRI.ODIO LA POLITICA ITALIANA E TUTTI I PARASSITI PUBBLICI!
L’odio non risolve nulla purtroppo ma crea solo un clima inutilmente violento. Anch’io piccolo imprenditore, comunque, posso dire che il sistema fiscale italiano è piuttosto demoralizzante. Intendiamoci, all’estero non è tanto diverso se non per il fatto che però hai un sacco di tutele a monte, che qui in Italia non ci sono.