So che il titolo può apparire oscuro o anche allarmante, ma è così. Noi siamo in guerra. Non è una guerra combattuta con fucili e cannoni, ma è una guerra mediatica, combattuta con le parole e i nemici fantasmi.
Una volta, quando l’economia di un Paese era allo sfascio oppure l’establishment era in difficoltà, ci si inventava un nemico e si muoveva guerra verso di lui. La guerra era spesso un pretesto per fuorviare l’attenzione della gente verso problemi interni molto più forti, che avrebbero spazzato via le persone in quel momento al potere, se solo la gente avesse avuto a vera percezione dei problemi reali.
Tutto sommato, non è cambiato nulla. Prima ci si armava e si marciava contro il nemico, in mimetica e con fucili e baionette, oggi ci si arma di pregiudizi e disinformazione per marciare contro il nemico che alla fine, è un fantasma. I mezzi mediatici sono le armi in mano al potere. Questo è risaputo. Ma pochi si stanno accorgendo che c’è in atto una vera enorme campagna di disinformazione e mistificazione della realtà. I veri problemi, quelli che portano le persone a diventare sempre più povere e sempre più ignoranti, sono altrove.
Noi oggi vediamo politici che si scannano mediaticamente parlando, con querele e controquerele, diffamazioni becere e inutili per seminare zizzania e dividere l’opinione pubblica su argomenti che di fatto sono pure sciocchezze. Cosa può importare al giovane perennemente senza lavoro, del fatto che la D’Addario sia o no una prostituta pagata per passare la notte con il Presidente del consiglio? Ma è davvero così importante? Tanto importante da riempire i giornali e le cronache dei telegiornali per settimane se non mesi?
Non voglio nemmeno entrare nel merito della questione, che è talmente insignificante, talmente stupida, che perdere tempo a fare una lunga analisi è appunto, perdere tempo.
La cattiveria con cui ci si accanisce gli uni contro gli altri, in TV fa pensare. Ma è tutto vero o è finzione? E soprattutto, a cosa ci serve? E si risolvono i problemi, in questo modo?
In realtà, sotto traccia ma nemmeno tanto, c’è una guerra di potere in atto, senza esclusione di colpi, solamente che noi, cittadini e contribuenti, siamo di nuovo solamente carne da macello.
Le battaglie propagandistiche che si leggono sui giornali o si vedono in TV mi ricordano tantissimo lo stile di Goebbels, il Ministro della Propaganda della Germania nazista. Le tecniche sono le stesse e la pochezza dei contenuti, pure. Qui si divide il popolo, chi contro e chi a favore del Governo Berlusconi. Chi è pro e chi è contro. Una volta erano comunisti contro democristiani. Lo stesso clichè, le stesse tematiche, la stessa tecnica, ma niente argomenti.
Mussolini diceva: Armiamoci e partite! Tutto sommato è uguale. Gente frustrata perchè ha un sacco di problemi a casa, guarda Annozero e si incazza contro il governo, senza nemmeno sapere il perchè e cosa c’è sotto. L’importante è sfogarsi. Beh, tutto sommato allora, i facinorosi negli stadi, sono la stessa cosa, si sfogano contro… Contro cosa non si sa, l’importante è che sia contro. Il nemico non ha possibilità di replica, non gli si possono concedere spazi per esprimere le proprie opinioni. L’importante è massacrarsi e fare più danni possibili.
E la disoccupazione aumenta. Il disagio giovanile aumenta. La droga e la violenza nelle scuole aumenta. Le violenze sessuali contro le donne aumentano. I poveri aumentano. I morti negli ospedali per malasanità aumentano. Il rapporto cittadino-stato peggiora. Le infrastrutture peggiorano e crollano con due gocce di pioggia. Le opere pubbliche incompiute e lasciate marcire, aumentano. Le università peggiorano e sfornano ignoranti laureati.
Ma di questo, solo qualcuno parla. E se parla, viene messo all’angolo, come il caso di della redazione di Report e della Gabanelli, subissati di richieste di citazioni in giudizio e senza una vera difesa. E la “casta”? Quel bellissimo libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella? S’ ha fatto impressione e scalpore per un po’. I giornali e i telegiornali ne han parlato un po’, tanto per far credere che c’è libertà di pensiero e di parola e che l’informazione non è al servizio de potere. Ma poi il silenzio.
Sono ancora tutti lì, a Roma. A prendersi a sberle in TV e a darsi la mano a telecamere spente. In alto le bandiere. Difendiamo il sacro suolo del loft del PD o di Palazzo Grazioli. Ma dell’Italia, chi se ne fotte.
Ma guardiamoci davvero in giro un momento e poi fermiamoci a riflettere. Com’è possibile che si sia arrivati a questo sfacelo? Vogliamo renderci conto che qualsiasi posizione di comando nella pubblica amministrazione e sotto i lumi tutelari di un qualche partito?
Vogliamo renderci conto che tutte le volte che partiamo in tromba per una crociata contro Berlusconi o chicchessia, non siamo altro che soldatini allo sbaraglio? Non riusciamo a renderci conto di questo? E’ così difficile?
Perchè non si investe in cultura in Italia? E parlo di cultura a tutti i livelli: scuola, università, circoli culturali, editoria ecc…
Perchè il cittadino informato, per il potere è un pericolo. Perchè pensa, perchè si fa domande. E le domande necessitano di risposte. Risposte poi, che il potere non è in grado di dare, perchè i fatti dimostrano il totale fallimento del sistema.
Quando un sistema Paese ha un regime fiscale che supera il 30% dell’introito di QUALSIASI cittadino, e non riesce per contro, a dare servizi adeguati a ciò che il cittadino paga, vuol dire che il sistema Paese ha fallito la sua missione politica e di governo. TUTTO il sistema. Significa che il Paese è disseminato di ingiustizie e di cadaveri sociali. Siamo un Paese triste, senza allegria, dove la cattiveria degli uni verso gli altri è all’ordine del giorno, anche nelle piccole cose. Non c’è più il minimo rispetto verso le opinioni altrui e chi ha opinioni viene socialmente ucciso, defenestrato dalla società.
Non si sa più nemmeno cosa sia vero e cosa sia falso. Chi è che lo sa? Chi ci capisce qualcosa? A volte mi domando se vivo in Italia o nel Burkina Faso. Solo che siamo talmente ridotti all’apatia che sopportiamo tutto, tutto ci scivola addosso. Ci stringiamo sempre di più fino a quando saremo scomparsi del tutto.
Torno a pensare al mio sogno della piadineria in Brasile.








L’Italia va allo sfascio per via dei disfattisti come te
[...] sono molto d’accordo col mio amico Andreas, quasi su tutto, tranne che sulla vicenda che ormai è su tutti i giornali del mondo. E cioè le [...]