Tutto ha avuto inizio in Algeria come lotta per il pane. L’alzamento indiscriminato dei prezzi dei prodotti alimentari o delle materie prime alimentari è il casus belli. La protesta poi si è letteralmente trasferita in Tunisia dove la gente è scesa in piazza e ha fatto crollare il regime del Presidente Ben Ali, al potere ininterrottamente dal 7 novembre 1987. La rivolta del Pane in Tunisia si è spostata in Egitto e sappiamo bene cos’è successo. La popolazione, scesa in piazza per giorni ha fatto crollare il regime di Mubarak mentre l’esercito ora cerca di gestire il passaggio democratico per la consegna del potere a Omar Suleiman.

In Giordania il Re a causa delle proteste, cambia registro e organizza un rimpasto di governo. Ora la protesta si risposta in Alegeria che però a differenza degli altri Paesi dell’area Maghrebina è ricca grazie alle esportazioni di Gas Naturale e può “gestire” meglio la crisi.

In un periodo storico in cui si preferisce coltivare soia per il biodisel piuttosto che produrre grano per il pane, in cui un Paese come la Cina ha bisogno di enormi importazioni per soddisfare la popolazione interna sempre più in crescita in termini di benessere, torniamo ad avere problemi di cibo.

Si torna alla guerra del Pane!

L’Arabia Saudita ad esempio compra centinaia di migliaia di ettari di terra in Etiopia per impiantare serre enormi per sfamare la propria popolazione, mentre sappiamo bene che in Etiopia si muore ancora di fame. Nel frattempo, Gli USA investono enormi quantità di denaro per la produzione di biodisel. Per i poveri non rimane nulla, solo briciole.

In questa situazione economica e geopolitica, da noi si scrive e si parla di Sara Tommasi e di bunga bunga, mente ricominciano i flussi migratori verso la nostra penisola. L’Italia è come una enorme portaerei sul mar Mediterraneo, completamente indifesa e impreparata alla crisi, lasciata sola dai partners europei (perchè l’Italia in Europa non conta più nulla) e lasciata sola dalla propria classe politica, ignorante e imbecille, incurante di ciò che ci circonda, ma ben presente per nel salvaguardare i propri interessi ad personam, nessuno escluso.

Siamo di fronte alla più grande crisi socio-economica del mondo arabo di tutti i tempi. Dal Marocco che soffre ma tiene, all’Algeria, dalla Libia che soffre ma è tenuta sotto scacco dal proprio dittatore, alla Tunisia. Dall’Egitto per poi incunearsi nel mondo medio-orientale, la gente ha FAME! La situazione è esplosiva e avrà sviluppi non prevedibili in tutta l’area anche dal punto di vista delle allenaze e degli equilibri militari.

Ma da noi si parla di gossip. Il nostro Ministro degli Esteri è a mio avviso il più incompetente Ministro degli Esteri che l’Italia abbia mai conosciuto da 150 anni a questa parte. Frattini preferisce presentarsi in Parlamento per parlare dell’appartamento di Monte Carlo del genero di Fini e non spiaccica mezza idea, mezza vision su quello che ci sta accadendo appena al di là di qualche miglio di mare!

E Lampedusa soffre. 1000 sbarchi in un giorno! Sbarchi non più di clandestini, tali anche in patria, ma di gente che scappa dalla fame, dalla violenza e dalla disperazione, in massa. Basta un nulla per alimentare un flusso migratorio di proporzioni apocalittiche e noi siamo completamente impreparati. Non ci siamo mai dotati di veri ed efficaci strumenti per il controllo dei flussi migratori se non con qualche legge idiota pensata da idioti che siedono nelle aule parlamentari dalla notte dei tempi. L’Italia ha una normativa sulla cittadinanza che è la più antiquata e ingiusta d’Europa. L’Italia vuole aiuto dall’Europa ma di fatto la esclude.

Sono molto preoccupato. Preferiamo prendere accordi con Gheddafi per il controllo dei flussi migratori dalla Libia e ci dimentichiamo di quelli che sono qui entro i confini. Altro che Extracomunitari fuori dall’Italia. Basta un nulla e l’area Mediterranea esploderà in modo incontrollabile col rischio di cancellare il Bel Paese dalle carte geografiche.

Ma noi preferiamo ballare il Bunga Bunga! Che bravi che siamo! Avanti così! Tanto gli europei dicono che bene o male ci sono sempre le Alpi. Quello che succede al di sotto, non è un problema che li riguardi.