Titolo un po’ azzardato, perchè accostare S.Paolo alias Paolo di Tarso al nuovo marketing sembra piuttosto irriverente. Ma secondo me non poi tanto.
Ma chi era Paolo di Tarso alias Saulo alias S.Paolo? Quest’uomo intelligente, pieno di energia, con una visione del mond chiara e precisa. Secondo il mio parere il primo vero esperto di marketing in chiave moderna. Certo, sono esistiti altri grandi, ma nessuno ha mistificato come lui facendo credere che la sua fosse l’unica vera verità. Cito da Wikipedia:
Paolo (o Saulo) di Tarso, più noto come san Paolo (Tarso, 5-10[2] – Roma, 64-67 [3]), è stato l’«apostolo dei Gentili»[4], ovvero il principale (sebbene non il primo[5]) missionario del Vangelo di Gesù tra i pagani greci e romani. Secondo i testi biblici, Paolo era un ebreo ellenista che godeva della cittadinanza romana. Sebbene a lui coevo, non conobbe direttamente Gesù e, come tanti connazionali, avversava la neo-istituita Chiesa cristiana, arrivando a perseguitarla direttamente. Sempre secondo la narrazione biblica Paolo si convertì al cristianesimo mentre, recandosi da Gerusalemme a Damasco per organizzare la repressione dei cristiani della città, venne improvvisamente avvolto da una luce fortissima e udì la voce del Signore che gli diceva: “Paolo, Paolo, perché mi perseguiti?”[6]. Reso cieco da quella luce divina, Paolo vagò per tre giorni a Damasco, dove poi venne guarito dal capo della piccola comunità cristiana di quella città, Anania. L’episodio, noto come “La conversione di San Paolo”, diede l’inizio all’opera di evangelizzazione di Paolo.
Come gli altri missionari cristiani, si rivolse inizialmente agli Ebrei, ma in seguito si dedicò prevalentemente ai «Gentili». I territori da lui toccati nella predicazione itinerante furono inizialmente l’Arabia (attuale Giordania), quindi soprattutto la Grecia e l’Asia minore (attuale Turchia). Il successo di questa predicazione lo spinse a scontrarsi con alcuni cristiani di origine ebraica, che volevano imporre ai pagani convertiti l’osservanza dell’intera legge religiosa ebraica, in primis la circoncisione. Paolo si oppose fortemente a questa richiesta, e, con il suo carattere energico e appassionato, riuscì vittorioso. Fu fatto imprigionare dagli Ebrei a Gerusalemme con l’accusa di turbare l’ordine pubblico. Appellatosi al giudizio dell’imperatore – come era suo diritto, in quanto cittadino romano –, fu condotto a Roma, dove venne tenuto per alcuni anni agli arresti domiciliari, riuscendo a continuare la sua predicazione. Venne decapitato probabilmente attorno al 64-67, durante la persecuzione di Nerone.
L’influenza storica di Paolo nell’elaborazione della teologia cristiana è stata enorme: mentre i vangeli si limitano prevalentemente a narrare parole e opere di Gesù, sono le lettere paoline che definiscono i fondamenti dottrinali del valore salvifico della sua incarnazione, passione, morte e risurrezione – ripresi dai più eminenti pensatori cristiani dei successivi due millenni. Per questo alcuni studiosi contemporanei lo hanno identificato come il vero fondatore del Cristianesimo.
Il primo “starnutatore” della storia conosciuta. Colui che ha fatto sua l’idea di Gesù Cristo e l’ha propagata nel mondo. Peccato che l’idea di Gesù Cristo non fosse proprio quella che S.Paolo ha propagato. Se mi legge Don Roberto, il mio parroco, mi butta fuori dalla parrocchia a calci nel sedere. Ma perchè non considerare davvero anche questo aspetto? Non si può dire che, utilizzando le tecniche del nuovo marketing, S.Paolo abbia “venduto” la sua idea a miliardi di persone? Giusta o sbagliata che sia?
Il vecchio marketing si è sempre basato, tirando via ogni orpello, sul prodotto. Il nuovo marketing si basa sull’idea, sull’emozione che questa idea suscita nel pubblico. Ecco quindi che Paolo di Tarso alias Saul, ebreo, cittadino romano, si trasforma in cristiano e ti inventa dal nulla la seconda vera religione di Stato dopo quella ebraica, guarda caso. E via con lettere (il primo mailing della storia) a tutti coloro che non condividono appieno la sua dottrina.
E così ci troviamo una bella religione impacchettata, servita su un piatto d’argento bagnato di sangue e messa lì. E ora ci si oppone alla sentenza della Corte Europea che vuole eliminare le croci dalle aule, come un’ ultima crociata.






Come gli altri missionari cristiani, si rivolse inizialmente agli Ebrei, ma in seguito si dedicò prevalentemente ai «Gentili». I territori da lui toccati nella predicazione itinerante furono inizialmente l’Arabia (attuale Giordania), quindi soprattutto la Grecia e l’Asia minore (attuale Turchia). Il successo di questa predicazione lo spinse a scontrarsi con alcuni cristiani di origine ebraica, che volevano imporre ai pagani convertiti l’osservanza dell’intera legge religiosa ebraica, in primis la circoncisione. Paolo si oppose fortemente a questa richiesta, e, con il suo carattere energico e appassionato, riuscì vittorioso. Fu fatto imprigionare dagli Ebrei a Gerusalemme con l’accusa di turbare l’ordine pubblico. Appellatosi al giudizio dell’imperatore – come era suo diritto, in quanto cittadino romano –, fu condotto a Roma, dove venne tenuto per alcuni anni agli arresti domiciliari, riuscendo a continuare la sua predicazione. Venne decapitato probabilmente attorno al 64-67, durante la persecuzione di Nerone.




