
Spesso mi rivolgo questa domanda, poi alla fine mi immergo nel mio “tran-tran” quotidiano e smetto di pensarci. Ma credo sia giunto il momento di chiedercelo sul serio perchè i tempi cominciano ad essere maturi.
Siamo di fronte ad una realtà anche economica a tinte fosche. Viviamo di debiti, conviviamo con i debiti e costruiamo sui debiti. Guardiamoci davvero intorno, perchè la realtà è questa.
Siamo una società che invecchia e che difende con i poteri delle lobbies i privilegi e le rendite da posizione, dei vecchi potenti. E non parlo di età anagrafica in senso stretto, ma di età sociale. Siamo una società che oltre a invecchiare, non cresce. E questo non è solo in Italia, ma in tutta Europa. Per difenderci dall’invecchiamento e dalla crescita piatta, cerchiamo di accogliere più stranieri possibili. Ma all’invasione di altre culture, non siamo minimamente preparati e alla fine, indebitiamo anche loro.
Sembra che più debiti abbiamo, meglio stiamo. Siamo talmente indebitati, che non riusciamo quasi più a collocare i nostri bond per rifinanziare il debito e pagare gli interessi (vedi il caso Grecia). Nessuno ci ha ancora spiegato come potrà la Grecia, ma in realtà, come potremo tutti noi, pagare i nostri debiti con un tasso di crescita inferiore al tasso di interessi che man mano dovremo pagare per allettare gli investitori a comprare le nostre obbligazioni. La Grecia pagherà interessi sul debito contratto con i Paesi UE per evitare il default, del 5% ma ha già un tasso di crescita azzerato e si troverà ora ad affrontare una crisi sistemica e sociale senza precedenti. Tra le altre cose, sempre la Grecia, dovrà crescere in un mondo ormai estremamente globalizzato e super-competitivo, con infrastrutture inesistenti, investimenti in ricerca e sviluppo sotto zero e un tessuto economico-industriale estremamente debole e poco sviluppato. Ma la Grecia non è l’unica!
Vogliamo guardare a casa nostra?
Abbiamo un tessuto industriale sì di eccellenza in molti settori, ma frammentato, fatto di piccolissime o micro-aziende, specializzato in manifatturiero di bassa tecnologia facilmente scalabile da Paesi molto più competitivi in termini di costo del lavoro e infrastrutture.
Guardiamoci in faccia e smettiamola di raccontarci fandonie. Siamo un Paese fatto di avvocati, medici e professori. Sforniamo a getto continuo esperti in Scienze della Comunicazione, che alimenteranno le file dei disoccupati o dei politici di professione.
Pochi ingegneri, pochi chimici, pochi ricercatori, poca tecnologia, poco futuro. In ricerca siamo uno dei Paesi che in Europa non da ieri ma da decenni, investiamo di meno! E’ tutto sulle spalle del privato cittadino. Abbiamo scuole che traboccano di insegnanti precari (spesso pure inutili) che alimentano il corpo docente ormai immenso e inco
ntrollato (tanto da essere diventato un potere trasversale), fatto spesso di ignoranti e incapaci, magari lì grazie al solito amico dell’amico, alla raccomandazione o al concorso taroccato. I nostri alunni, che dovrebbero essere la nostra speranza, il nostro futuro, sono considerati a livello europeo come uno stuolo di analfabeti (conoscono meno di 90 parole nella propria lingua madre)
Ma il problema nelle aziende, non è da meno! Aziende spesso “patriarcali” dove il titolare ormai settantenne, non si rende conto che i tempi son cambiati e pretende di dirigere la propria impresa e i propri dipendenti come se fossimo negli anni ’70 o’80. Fare un passo indietro ed assumere un manager responsabile e capace? Non se ne parla nemmeno, piuttosto si chiude e si lasciano a spasso i dipendenti ingrati.
A tutto questo, aggiungiamo il malcostume, l’inciviltà. l’ignoranza e la propensione al menefreghismo del cittadino italiano medio. L’Italia è fatta di parenti e non di cittadini, diceva un illustre filosofo italiano. Pagare le tasse? Macchè, meno ne pago più son bravo. Abusivismo? Hip Hip Hurrà! Raccomandazioni, stecche, bustarelle, truffe ai danno dello Stato, corruzione, concussione, politici delinquenti, parlamentari inquisiti, mafiosi, concussi, ricattatori, puttanieri di Stato, auto blu, privilegi, pensioni truffate, comuni e regioni fallite e commissiariate, intercettazioni private, calciopoli, affittopoli, tangentopoli, Protezione Civile che protegge i potenti, finanziamenti illeciti, scudi fiscali, condoni edilizi, cattedrali nel deserto, autostrade fasulle… Si potrebbe andare avanti all’infinito.
Una cosa mi ha letteralmente lasciato di stucco: le parole di oggi del Ministro Tremonti che dicono: diminuieremo i falsi invalidi. Come diminuiremo ????? Cosa significa? Che è comunque giusto che ci siano? Avrei capito se avesse detto: combatteremo il malcostume delle false invalidità, puniremo i truffatori e faremo piazza pulita! Ma detta invece come ha annunciato Tremonti vuol dire che COMUNQUE per un motivo che non sappiamo, i falsi invalidi che percepiscono a sbafo una pensione, esisteranno. Forse un po’ meno, ma esisteranno.
E anche questo è debito. Emetteremo nuovi titoli di stato per pagare le pensioni ai falsi invalidi rimasti, per la cortesia del Ministro Tremonti. Tanto ora paga l’Europa, che emetterà debito, cioè titoli, per pagare i debiti causati da chi truffa, in nome e per conto di San Euro da Francoforte. Emetteremo bond per permettere alle banche di prestare soldi agli speculatori che speculeranno sui nostri bond. Roba da manicomio. E quei Paesi che si son fatti il mazzo per risparmiare e investire, eccoli sistemati, per bene, con dei bei debiti, tanto graditi a tutti coloro che al proprio futuro non solo non ci hanno mai pensato, ma a cui non frega una beata mazza.
Facciamo un altro giro su noi stessi e guardiamoci intorno. Vediamo forse gente nuova all’orizzonte imprenditoriale? Continuiamo ad avere mamma Fiat che se ha mal di pancia, tutti a casa sul water perchè ci viene la dissenteria per osmosi. I capitani banchieri? Sempre gli stessi. Ci troviamo alle Generali uno che è passato da tutti i salotti buoni e meno buoni, anche quelli di qualche commissariato, passando da fallimenti e speculazioni da galera. Se li metti in fila, il più giovane forse ha 70 anni!
Qualcosa sta cambiando nel mondo politico? No! Il Parlamento Italiano sembra la baggina con escursioni di qualche elemento prestato alle frequentazioni carcerarie. Le università? I professori padrini che dispensano cattedre come fossero noccioline, ai propri familiari, sono prossimi alla tomba ma serbano in gran segreto la formula del gerovital!
Dall’Europa arrivano finanziamenti a pioggia per la Calabria o Timbuctù che vengono utilizzati per le cose più inaudite, in barba agli accordi, alle norme, alle leggi, all’etica e alla civiltà. Ma se invece sei ben intenzionato perchè hai un progetto valido e interessante, hai bisogno del “facilitatore” per provare a capire anche solo nebulosamente, come “caspita” arrivare al denaro agognato, che l’Europa ti darebbe volentieri, ma l’ente erogante italiano preferirebbe indirizzare al finanziamento per lo sviluppo sostenibile della ‘ndrangheta calabrese.
Nel frattempo, il potere d’acquisto dei salari è tra i più bassi d’Europa, le tasse le più alte o quasi e la gente per mandare i figli a scuola continua a vivere di debiti.
Se poi è senza lavoro o precaria sociale, il dramma è servito su un piatto d’argento quanto mai amaro e desolante. E i disoccupati aumentano. E nessuno ci dice, che non diminuiranno mai! Per forza! Non c’è crescita. E come li sistemiamo tutti questi poveri disgraziati? Con le pensioni di invalidità truffaldine, che non diminuiranno mai nemmeno loro. Signore e Signori, se le aziende preferiscono traslocare i reparti produttivi all’estero, mi volete spiegare come volete risolvere il dramma dei milioni di lavoratori a spasso o precari? Perchè se non ti è permesso investire in ricerca e sviluppo o peggio ancora, come in realtà succede, non te ne frega proprio un c…o della ricerca e sviluppo e ti interessa solo la villa al mare e il suv ultimo modella, come pensiamo che il tessuto produttivo italiano si sviluppi nei prossimi anni, per garantirci un ritmo di crescita tale da permetterci di pagare i nostri debiti?
Sono 15 anni che non cresciamo! E sì che di governi e governucoli ne son passati! Abbiamo sputtanato, perchè è il termine corretto, tutto il nostro credito mondiale. Il 6% del commercio mondiale fino a 15 anni fa era made in Italy, e ora siamo allo zero virgola zero e qualche cosa! Però, vendiamo beni di lusso ai ricchi cinesi! Ma chi se ne frega se l’operaio della Breda vive con una carota nel culo? Nel frattempo c’è il furbo d turno, che regala appartamenti ai politici come fossero margherite.
E non accendiamo la TV per carità. La bugia di Stato regna sovrana. Guardi Ballarò, ascolti i presenti intervistati e ti chiedi se per caso sei su Candid Camera Show. Un’accozzaglia di imbecillità e assurdità impressionanti, mentre il cittadino-parente contento di quel che vede paga il canone per farsi mandare in pappa il cervello.
E’ evidente che al cittadino medio, che non vuole problemi, non vuole progetti, ma vuole solo la sniffata di coca quotidiana, fa piacere che tutto rimanga così. Se poi i suoi figli vanno a scuola con la bottiglia di Chivas Regal (perchè fa figo) non gliene importa un fico secco. Mica è un problema suo quello, sarà un problema per quelli che verranno dopo.








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[...] Quanto ci importa del nostro futuro? Spesso mi rivolgo questa domanda, poi alla fine mi immergo nel mio “tran-tran” quotidiano e smetto di pensarci. Ma credo sia giunto il momento di chiedercelo sul serio perchè i tempi cominciano ad essere maturi. [...]
Che desolante tristezza, Andreas. Purtroppo è tutto vero quello che scrivi.
Bene, questo lo sappiamo anche noi.
Tu guarda soltanto come ci si comporta in automobile in Italia. Il più grosso, il più arrogante, quello che dice il falso asserendo che è passato col verde quando invece era rosso patocco..e via andare.No, non è colpa dei politici, degli affaristi, dei falsi invalidi, ma è colpa di ciascuno di noi per un pezzettino. Da tanto tempo mi sono detto che non posso cambiare il mondo, tuttavia posso cambiare quel piccolo mondo che fa capo a me, moglie, figli, amici veri,tutto quel mondo di valori di cui siamo permeati. E di farlo in modo etico – non soltanto legale, ma oltre – in modo da essere esempio per gli altri. Il tutto con le debolezze, gli errori, le omissioni umane. Quel mondo che fa capo a noi ha bisogno di noi, perchè noi siamo i nostri valori, non i nostri stipendi o il nostro accumulo di danaro. Quando Gesù fronteggiò la torma che voleva lapidare l’adultera disse:”Chi è senza peccato scagli la prima pietra.” E non trovò nessuno. E noi, possiamo noi scagliare la prima pietra?
Prefrisco voler bene a tutti, sia all’umanità nel suo insieme che ad ogni singola persona che incontro e con cui entro in relazione.
Con Affetto
Graziano Benfenati
E’ quel che cerco di far anch’io. Se lo facessimo tutti, saremmo molto più avanti.
l’articolo è desolante, crudo e lascia davvero poca speranza.
Concordo in pieno con Graziano: non possiamo cambiare il mondo ma abbiamo il diritto/dovere di migliorare noi stessi e il piccolo mondo di relazioni che ruota attorno a noi.
Tra alti e bassi, errori compresi, cerco quotidianamente di farlo. sapere che ci sono altri come me mi dà la spinta per continuare a farlo.
quindi non è banale sottolinearlo. DOBBIAMO sottolinearlo e ricordarcelo a vicenda.
ciao a tutti
marco