Siti internet e pubblicità online

Andreas Voigt | lunedì, maggio 11th, 2009 | 1 Comment »

 

 


Internet e pubblicità online

Internet e pubblicità online


Pubblico un interessantissimo articolo di Chiara De Lucia, sul mio blog. Chiaro, semplice e decisamente ben scritto.

Ancora una volta si palesa l’estrema necessità di fare chiarezza e di dare una svolta etica, di buon senso e di rispetto per gli altri, al mestiere di chi opera su internet in qualità di SEO o di Webdesigner o Webmaster o di esperto in comunicazione online. La filosofia del web 2.0 deve essere condivisa da tutti e soprattutto è importante che venga fatta condividere in special modo dagli operatori del settore, perchè internet è un’opportunità importante e non deve essere lasciata al caso.

Qui di seguito l’articolo di Chiara De Lucia.

Siti internet e pubblicità online.

Internet, si sa, oggi è ormai il centro dei pensieri e delle conversazioni di molti, strumento indispensabile tanto per le relazioni personali (vedi facebook) quanto per quelle professionali (annunci di lavoro e tanto altro).
Tutti devono avere una vetrina da esporre al mondo…Chiunque deve – volente o nolente – raccontarsi e vendere se stesso alla propria comunità che esce dai luoghi fisici per ricostruirsi in un mondo dove esistono solo le cose che si vogliono.
Il guadagno di chi conosce i meccanismi della rete – e quindi della modernità – è incalcolabile.
Tutti vanno su internet a cercare ciò che vogliono per permettersi di evadere o di viziarsi un po’.E così chi ha investito su parole come “casa, lavoro, Firenze, hotel, bambola gonfiabile” guadagna cifre sconcertanti da dichiarare.
“Internet funziona”, “Internet salverà il mercato”, “Internet è il miglior incontro fra domanda ed offerta”: queste le frasi ricorrenti di chi opera nel settore, queste le sciocchezze che i consulenti commerciali di un sito internet raccontano per guadagnare qualche provvigione. Non che queste frasi siano false…Ma risultano riduttive rispetto al lavoro necessario al renderle verità!
Alcuni soggetti che lavorano nel Web Marketing si arricchiscono – divertendosi – facendo pagare cifre imbarazzanti alle aziende, dando loro la semplice illusione che internet sarà fama, il loro piccolo ma unico pezzo di storia e che tutto il mondo li conoscerà con un conseguente aumento degli scontrini battuti.
Anche a Firenze esiste un’azienda che come le altre si descrive così, che tartassa i centralini dei negozi attingendo a database fortunosamente acquisiti e che offre consulenza gratuita per spiegare i meccanismi del mercato on line.
Chi scrive ha lavorato come consulente commerciale.
Ho visitato molte attività – dai ristoratori agli avvocati chic, dalle officine agli hotel più rinomati – curiosando ed imparando molto da chi mi raccontava della sua storia personale e lavorativa.
Il numero dei clienti che ho procurato in un anno e mezzo non è elevato ma neanche scarso, circa una quindicina. Su un fatturato di almeno 70.000,00 euro di comunicazione on line, ne ho ricevuto sì e no 6.000, 00 e non avevo rimborsi per benzina, telefono e strumenti del mestiere, né pc né connessione ad internet.
Il contratto – come tutti lì dentro, soprattutto i tanti ragazzi del call center –era prima di collaborazione straordinaria (ho lavorato per loro tutti i giorni del 2008) e poi a progetto.
Il mercato aspetta noi” dicevano e declamavano.
Poi un giorno – tra una lamentela di un cliente e una mancata risposta da parte dell’azienda sui problemi esistenti – tutti noi – consulenti commerciali della Toscana – abbiamo capito che era il momento di chiedere spiegazioni sui procedimenti reali del posizionamento on line.
Abbiamo così scoperto che il codice deontologico di Google (il più grande motore di ricerca) vieta la pubblicità per come noi la vendevamo; il posizionamento organico è invendibile perché vietato  eppure – pur essendo solo ed esclusivamente pubblicità occulta o per gli addetti del settore spam -  si vende come la quintessenza della comunicazione post moderna.
Google infatti ha solo degli spazi pubblicitari a pagamento. Niente altro ed è l’unico a venderli.
Non esistono partner commerciali di Google. Le agenzie di comunicazione e i SEO (coloro che si occupano dell’ottimizzazione del sito) possono solo cercare di costruire il sito al meglio, di renderlo interessante tramite contenuti di ogni sorta (foto, notizie, servizi, forum e blog) e / o attraverso  continui aggiornamenti. Sono solo degli intermediari che paghiamo perché esperti di comunicazione, ma non possono garantire né la prima né la centesima pagina dei motori di ricerca a meno di comprare spazi o click sui motori di ricerca.
www.innovando.it è un sito che potrebbe essere utile a chi si vuole appassionare al tema e a chi vuole liberarsi dai venditori di fumo.
Sottoponete le domande che trovate indicate e avrete evitato di regalare soldi a degli imbroglioni, fatti esclusivamente di chiacchiere e servizi giornalistici di eccellenza che, seppur utilizzati come  subdole tecniche di vendita, servono ad imbonire chi è scettico ma si fida dei mezzi di comunicazione tradizionali quali tg locali e nazionali.
Capita persino di scoprire che i “boss” di un’azienda tre anni fa erano leader di un altro settore, e prima ancora di un altro. Cambiando nome e composizione dell’SRL di turno hanno affrontato ogni metamorfosi uscendone puliti. Sconcertante è il fatto che, sebbene abbiano ingannato clienti e lavoratori, loro, i manager, continuano ad evitare guai semplicemente riciclandosi da produttori di polizze assicurative, a tour operator fino ad approdare sul web, ultima frontiera del mercato facile.
La rabbia nasca dal fatto che mentre le loro tracce si perdono perché chi li cerca non li trova se non falliti, loro girano con porche e bmw, mentre le persone a cui hanno fatto firmare– anche senza essere abilitati a farlo – un finanziamento dei più diversi generi sono costrette a pagare cifre assurde per un servizio che avrebbero potuto avere meglio e a meno e, impegnandosi, addirittura gratis.
Ciò che più mi preoccupa è questa sorta di stregoneria che, passando tra convention in alberghi lussuosi e pranzi in ristoranti rinomati, genera in chi lavora in queste aziende l’utopia del successo facile…Chi lavora non sa, o non vuole sapere, che cosa sta contribuendo a fare.
Una cosa è però certa:  i clienti non sanno cosa è davvero importante per il loro sito e di fronte a delle lamentele o dei dubbi non trovano risposta, ma solo ed esclusivamente una finanziaria che li aspetta all’inizio del mese.
De Andrè cantava “Per quanto voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”…Io ho molto da farmi perdonare per aver  raccontato cose di cui non avevo altro se non la stessa conoscenza che ho diffuso. Ora voglio togliermi un sassolino dalla scarpa per sperare di destabilizzare – se non il sistema – almeno le vendite di chi opera in questa maniera. C’è un unico modo per far sì che un sito cresca, lentamente ma su misura per voi e per la vostra attività: è necessario offrire dei servizi gratuiti di conoscenza a chi vi interessa raggiungere.
Internet paga solo quando è visto e sentito come un racconto di quello che si è o si ha.
Ciò che è conoscenza non può produrre nell’ignoranza.

Chiara De Lucia

 


Noi crediamo nella Rete e nella condivisione della conoscenza

Fare rete, condividere esperienze, progetti, soluzioni e conoscenza, significa entrare in una nuova dimensione, dove la professione di ognuno è la massima espressione di un senso comune di appartenenza e di valori.

Fare rete significa oggi, non solo non essere più soli ma avere il massimo vantaggio competitivo in termini di qualità e di opportunità affinché il cliente finale possa vincere in un mercato globalizzato, sempre più aggressivo.


One Comment

  1. siti internet scrive:

    un articolo molto ben fatto. complimenti.

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