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Lavoro e disoccupazioneI dati sulla disoccupazione li conosciamo, quelli decontestualizzati. Se andiamo in profondità e cominciamo a contestualizzare i dati, la realtà che ne esce è ben diversa da quello che appare a prima vista. I nostri politici lo sanno ma fanno finta di niente, per evitare effetti pandemici incontrollabili. Ma qualcosa bisognerà pure cominciare a dire.

Intanto, i dati nazionali sulla disoccupazione non comprendono coloro che sono potenzialmente disoccupati. La Cassa Integrazione Ordinaria, prorogata per altri 6 mesi, corrisposta per un tetto massimo complessivo di 78 settimane invece di 52. Ovviamente nei limiti delle risorse disponibili. Ma quanti sono i cassintegrati oggi? Dati precisi non ne ho ma possiamo dire che senza CIG, la percentuale di disoccupati supererebbe comodamente la doppia cifra.

Verranno riassorbiti questi potenziali disoccupati? con molta difficoltà e per molti probabilmente si prevede la disoccupazione. Ma perchè parlo di questo argomento? Cosa c’entra con il mio blog? In fondo io sono un privilegiato, il lavoro non mi manca, chi me lo fa fare di sprecare fiato?

Ne parlo perchè siamo seduti su una polveriera e non vogliamo rendercene conto. Non serve guardare alla Spagna  al Portogallo per fare confronti. Il nostro principale competitor, che ci piaccia o no, non è la Cina ma la Germania. La Germania è partner europeo, sì, ma anche concorrente. Spesso ci si confronta e si concorre negli stessi settori merceologici e stiamo cominciando a perdere terreno non più solo sulla qualità e sull’organizzazione, qualità storicamente di prevalenza tedesca, ma anche sui prezzi dato che siamo nell’area Euro e non possiamo più giocare sulla svalutazione della nostra moneta. Aggiungiamo poi, che la Germania ma anche altri Paesi stranieri tentano di acquistare le nostre eccellenze per trasferire altrove know how e tecnologia. Ma noi qui siamo totalmente inermi davanti a questo autentico processo di spoliazione economica e imprenditoriale.

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Spesso mi trovo a riflettere su come potrà essere il nuovo sistema economico sociale nel quale nemmeno tanto pian piano stiamo entrando e il quadro che ne traggo non è sempre molto gioioso, prospero e felice.
C’è un disegno nemmeno tanto nascosto di far diventare la conoscenza il nuovo elemento distintivo tra mondo ricco e mondo povero, un forma di medioevo 2.0 come scrive anche Marco Calamari o meglio ancora il latifondo della conoscenza, dove pochi “eletti” con rendite di posizione del tutto parassitarie, prosperano sul resto della società in lotta tra l’ignoranza e l’instupidimento culturale.

Uno dei modi per imbrigliare la conoscenza sotto la propria ala tutelare è sicuramente la normativa sui diritti d’autore che, nell’era della conoscenza e dell’informazione, dovrebbe essere anacronistica così com’è proposta oggi. Effettivamente, circoscrivere o meglio ancora, regolamentare la conoscenza con norme e leggi nazionali e internazionali porta di fatto ad un monopolio difficile da abbattere. La conoscenza e di conseguenza l’informazione, potranno così diventare il nuovo latifondo privato, di chi avrà la forza e la capacità di lasciare il resto del mondo nella totale ignoranza. Ma non solo i diritti d’autore…

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logo-googleGoogle ha deciso di ammorbidire la propria posizione modificando la propria politica societaria sui diritti d’uso peri contenuti derivanti dall’editoria online. Non è un passo da poco. Ma siamo proprio sicuri che la scelta di Mountain View si sia resa necessaria a causa dell’atto di forza dei grandi editori? Qualcuno esulta sulla disfatta di Google: “Google ha perso la guerra contro Murdoch e Microsoft” si legge in giro.

La verità sta di nuovo da un’altra parte ovviamente. Cito qui il post di Alfonso Maruccia apparso sul portale di Punto Informatico. Il post è esplicativo ed estremamente chiaro.


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alta-formazione-diritti-dautore-bolognaIl mondo dei diritti d’autore è complicato, anzi complicatissimo. Soprattutto per quello che riguarda l’editoria online e la priprietà intellettuale delle società d’informazione. Nascono contenziosi dove, nel corso dello svolgimento processuale nemmeno gli operatori del diritto, tra avvocati e giudici, sanno esattamente come comportarsi, obbligando i convenuti e/o le parti in causa a spese legali infinite che spesso non portano a nessun beneficio pratico.  Ecco perché un buon C.T.U. (Consulente Tecnico d’Ufficio) o anche un C.T.P. (Consulente Tecnico di Parte) possono essere necessari, se ben preparati.

Ma non solo questo. Nell’ambito dell’advertising online, fortemente legato alle società di informazione (web agencies, software houses ecc…) stilare contratti ben compilati, con cognizione di causa, è sempre lungimirante. Avere perciò un buon know how in materia di diritti d’autore e tutela della proprietà intellettuale è sempre buona cosa.

Per tutti i giovani che fossero interessati ad approfondire la questione con un bel corso di studi, esiste a Bologna un corso di Alta Formazione nell’ambito del corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Informatiche.

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logo innovando, nuove idee per comunicareIl nuovo Decreto Legge sullo sviluppo si sta abbattendo sull’intero sistema dei nomi a dominio in modo pesante e con coseguenze impensabili. La tutela dei marchi e dei diritti d’autore ha sicuramente una valenza “democratica” e civile, ma c’è modo e modo.

Purtroppo chi legifera soprattutto su questioni che coinvlgono il mondo internet, spesso non ha la minima idea di ciò che sta facendo e non ne comprende appieno tutte le conseguenze.

Cito qui l’articolo, apparso su www.punto-informatico.it scritto da Fulvio Sarzana di S.Ippolito, che può dare un’idea più precisa su ciò che il decreto legislativo produrrà. Certo che anche per il Nic.It saranno tempi duri.

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