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Tra pochi giorni sarà Pasqua e noi di Cibbuzz siamo andati a spiare cosa bolle in pentola da Bastianello.
Gervasio Nicola, come sempre è di fretta e non si sbottona più di tanto. Dà solo alcuni indizi, che ci limitiamo a ripetere nella speranza che qualcuno ci aiuti a scoprirne di più:

1. è una celebre cittadina italiana, frequentata da vip e non
2. è dotata di insenature scoscese che vanno dritte al mare
3. ha una ricca tradizione che vive anche dei suoi miti
4. profuma di ginepro, ginestre, fiori di campo e rosmarino
5. ha ispirato film e fiction

Questi sono i pochi indizi che ci ha dato per la prossima opera di cioccolato e sinceramente crediamo che all’interno di questo contesto la sorpresa sarà anche vedere dove verranno posizionate le uova.
Chi può darci una mano a capirne di più è pregato di postarne la soluzione qui. in palio per il primo ad indovinare c’è una Colomba fatta artigianalmente.

Per risolvere l’enigma c’è rimasto poco tempo: giovedì 11 Marzo 2010 l’opera sarà esposta in via Borgogna 5 a Milano.

Il panettone:
Tra origini leggendarie, contese natalizie col pandoro e momenti insieme, il panettone ci riporta ai momenti di festa.
È un momento a dir poco magico ed indimenticabile, che quasi tutti hanno vissuto nella propria vita da bambini: chiusi all’interno di una noiosa aula scolastica, si aspetta con ansia il suono della campanella fantasticando su quello che il natale ci porterà. La mente è occupata già ad immaginare regali fantastici da scartare e a pregustare delizie e leccornie tradizionali fatte dalle sapienti mani della mamma, quando all’improvviso, guardando distrattamente fuori dalla finestra si intravede il primo fiocco bianco della stagione. Nevica! Basta questa parola, detta ad alta voce senza pensarci, per far riversare un’orda di bambini verso le finestre, con estremo sconforto e malcelato divertimento da parte delle maestre: da quel momento i propri alunni non penseranno ad altro che al Natale, e soprattutto alla Vigilia e ai dolci che li aspettano. Scatta subito l’opposizione tra le due agguerrite fazioni: da una parte i sostenitori del panettone, dall’altra gli amanti del pandoro, tutti stimolati dall’acquolina in bocca e dalla voglia di ritornare a far parte di una tradizione, di una storia quasi mitica le cui origini si perdono tanti secoli fa. C’è chi per il pandoro si rifà alle nobili casate austriache, alle origini delle brioches e al ricco “Pane de oro” che i ricchi veneziani mangiavano, cosparso di foglie d’oro. C’è invece chi per il panettone si affida a storie di pegni d’amore, cuochi sbadati ma fortunati o persino si rifà al Manzoni! Pensate infatti che lo stesso forno delle Tre Marie, ancora più antico di entrambe le narrazioni, viene citato nei Promessi Sposi: chissa se i loro gestori riuscirebbero a svelarci i segreti di questa interminabile ma dolce divisione! Eppure forse non c’è davvero bisogno di saper davvero com’è andata, perchè la bontà di questo dolce non sta solamente nella pasta morbida o nei canditi, ma soprattutto nel riunire tutta la famiglia attorna alla tavola addobbata, pronti a raccontare le nostre di storie, che ancora una volta ci ricordano chi siamo, cosa abbiamo in comune e la nostra di tradizione.
Se vi interessa saperne di più sullo storico panettone milanese o su altri dolciumi tipici visitate il sito delle Tre Marie: loro se ne intendono!

Tra origini leggendarie, contese natalizie col pandoro e momenti insieme, il panettone ci riporta ai momenti di festa.

È un momento a dir poco magico ed indimenticabile, che quasi tutti hanno vissuto nella propria vita da bambini: chiusi all’interno di una noiosa aula scolastica, si aspetta con ansia il suono della campanella fantasticando su quello che il Natale ci porterà; la mente è già occupata ad immaginare regali fantastici da scartare e a pregustare delizie e leccornie tradizionali fatte dalle sapienti mani della mamma, quando all’improvviso, guardando distrattamente fuori dalla finestra si intravede il primo fiocco bianco della stagione.

“Nevica!”. Basta questa parola, detta ad alta voce senza pensarci, per far riversare un’orda di bambini verso le finestre, con estremo sconforto e un po’ di nostalgico divertimento da parte delle maestre: da quel momento i propri alunni non penseranno ad altro che al Natale, e soprattutto alla Vigilia e ai dolci che li aspettano. Scatta subito l’opposizione tra le due agguerrite fazioni: da una parte i sostenitori del panettone, dall’altra gli amanti del pandoro, tutti stimolati dall’acquolina in bocca e dalla voglia di ritornare a far parte di una tradizione, di una storia quasi mitica le cui origini si perdono tanti secoli fa.

C’è chi per il pandoro si rifà alle nobili casate austriache, alle origini delle brioches e al “Pane de oro” che i ricchi veneziani mangiavano, cosparso di foglie d’oro. C’è invece chi per il panettone si affida a storie di pegni d’amore, di cuochi sbadati ma fortunati, o persino si rifà al Manzoni! Pensate infatti che lo stesso forno delle Tre Marie, ancora più antico di entrambe le narrazioni, viene citato nei Promessi Sposi: chissa se i gestori saprebbero svelarci i segreti di questa interminabile ma dolce diatriba!

Eppure forse non c’è davvero bisogno di saper davvero com’è andata, perchè la bontà di questo dolce non sta solamente nella pasta morbida o nei canditi, ma soprattutto nel riunire tutta la famiglia attorna alla tavola addobbata, pronti a raccontare le nostre di storie, che ancora una volta ci ricordano chi siamo, cosa abbiamo in comune e la nostra di tradizione.

Se vi interessa saperne di più sullo storico panettone milanese o su altri dolciumi tipici visitate il sito delle Tre Marie: loro se ne intendono!

Amaro Braulio ci porta in un viaggio di conquista lungo più di un secolo e vasto come il mondo intero.

La bellezza di un viaggio sta nella capacità di non farci solo attraversare luoghi che non avevamo mai immaginato, ma anche di farci vivere più ere contemporaneamente. Quando visitiamo un nuovo posto non pensiamo solamente al luogo in cui siamo, ma anche al tempo che stiamo vivendo, e a tutto quello che lo ha preceduto: chissà quante battaglie si sono svolte nel posto in cui siamo seduti ora, o quanti imperi vi sono caduti e rinati!

Pensate infatti a quella splendida sensazione che si prova mentre si passeggia nelle città d’arte, osservando i monumenti o pensando a tutti i tesori che ancora si nascondono nel sottosuolo, pronti per essere scoperti, per tornare a raccontarci di epoche passate, per farci sentire ancora una volta immersi nella storia.

Ecco, pensate a questo se vi ritroverete a passeggiare per Bormio, magari dopo un’escursione sul monte Braulio. Sotto i vostri piedi infatti si troverà un vero e proprio tesoro da scoprire e gustare lentamente, così come si fa osservando le meraviglie dell’antichità: è l’Amaro Braulio. Lo troviamo a riposare nelle botti di rovere, all’interno delle cantine storiche, come oltre un secolo fa, pronto per diventare leggenda.

Una volta uscito percorre tutto il mondo, arrivando dalla Valtellina fino in Giappone ed in Australia, conquistando e lasciandosi conquistare da chi ama i piaceri sublimi e raffinati, ricordandoci che le grandi storie, per quanto antiche, non finiscono mai.

Se ti interessa conoscere meglio la storia dell’amaro Braulio sul sito potrai trovare documenti, cartoline e tutte le informazioni per entrare a far parte del Braulio club!

La tradizione dei formaggi Mauri continua con un pizzico di innovazione e tocco femminile.

L’innovazione è ciò che permette ad un’azienda di contraddistinguersi, rendersi speciale e soprattutto accattivante. È un processo non facile in cui, per riuscire al meglio, si è costretti a mettere se stessi in quello che fa e a guardare alla propria storia e alle proprie origini, pur rimanendo al passo con i tempi. Ed è forse così facendo che, più di ottant’anni fa, Emilio Mauri diede vita ad un’impresa che ancora oggi porta in sè i segni di questo approccio.

Dovendo creare nella propria Lombardia un formaggio speciale e unico decise infatti di affidarsi a quello che essa gli offriva: il latte più pregiato e le grotte naturali della Valsassina. Una scelta tanto naturale quanto unica nel suo genere, che combina la passione per il proprio luogo d’appartenenza con quello della cucina. Di tempo ne è trascorso tanto, e oggi sembra scorrere ancora più velocemente in un mondo così frenetico dove tutto è collegato.

Questo lo sa bene Nicoletta, la nipotina di Emilio, che seguendo la tradizione del nonno ha deciso di seguire il principio di fare le cose con passione e dedicandole a chi lavora tra i fornelli. Ecco che nasce dunque non solo una linea di prodotti speciali, ma anche un portale dedicato a chi, come tanti, ama fare della cucina il centro della casa e del divertimento. Perchè anche se le tecnologie cambiano e il mondo gira più velocemente, le nostre passioni rimangono sempre le stesse.

La baita delle degustazioni, i prodotti fatti a mano e i consigli su moda e lifestyle vi aspettano sul sito!

gervasioA chiunque si sia soffermato a guardare le sculture di cioccolato prodotte dalla Pasticceria  Bastianello www.bastianello.com sarà venuto in mente di voler sapere chi si cela dietro a queste opere mastodontiche e meravigliose.

Noi di Cibbuzz, siamo andati a scoprirlo.

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