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Nelle terre emiliane si coltiva la passione per il Parmigiano Reggiano, con un occhio all’autenticità del prodotto.

A mille metri d’altezza, camminare per i pascoli, immergersi nel verde e guardare la città dall’alto, silenziosa e lontana. Trovare rifugio nei prodotti della montagna e magari riscaldarsi con una buona tazza di latte. Se vi sembra un sogno, ci state andando vicino: è l’attività del Caseificio Roncoscaglia.

E’ una vita romanticamente solitaria quella dei casari dell’appennino Emiliano, fatta dei tempi lunghi della stagionatura e della cura verso il proprio formaggio, nella vera e unica tradizione del Parmigiano Reggiano. A Roncoscaglia si segue il naturale corso della tradizione e si rispettano le norme europee di produzione, usando solo foraggi naturali, fieri della propria conoscenza e dei segreti della tradizione.

Niente da stupirsi allora se vediamo l’abilità del caseificio nell’insegnarci a proteggerci dalle tante contraffazioni che possiamo trovare nei supermercati. Passo passo ci guidano nel riconoscimento dei veri prodotti indicandoci i trucchi per trovarli, acquistarli e goderceli, in tutta sicurezza. Perchè dopo mezzo secolo di lavoro e cura, per gli artigiani di quelle montagne il Parmigiano è molto più di un buon prodotto locale: è parte della propria identità.

La storia della tradizione e del formaggio, insieme a molti altri consigli, si trovano all’interno del sito!

Il centro storico del caffè nel centro storico di Modena.

La neve scende lenta posandosi sulle guglie dell’alta torre poco distante, mentre file di passanti si affrettano lungo i portici, cercando un posto in cui riscaldarsi. Ragazzi in divisa e mantellina percorrono le vie del centro di Modena, seguendo l’odore di caffè sempre più vicino. Fotografi, ingegneri, militari, fanciulle e comici: di persone uniche e famose ne sono passate da queste parti, ma La Messicana Torrefazione rimane sempre la stessa.

I muri del colore dei chicchi hanno ospitato intere generazioni di Modenesi e turisti, dando loro un posto caldo, un luogo in cui conoscersi oppure semplicemente gustare una nuova miscela, ascoltando il lavoro della torrefattrice a legna e i consigli dei Dallari. Sono passati più di cinquant’anni da quando questo piccolo ma storico negozio ha iniziato la propria attività, diventando un vero e proprio simbolo della modenesità e della voglia di stare insieme.

Ora le star del passato hanno lasciato il posto a sedere a quelle che verranno, mentre la torrefattrice è andata in pensione, pur rimanendo in vetrina. E’ passato mezzo secolo, ma le pareti risplendono ancora di storie da raccontare, pronte ad ascoltare quelle che verranno e, ospitandoci in maniera accogliente, ci chiedono se ci va di parlarne assieme davanti ad una tazzina di caffè.

Per saperne di più sulla famiglia Dallari e sulla loro passione per il caffè fate un salto sul sito!

I salumi emiliani alla conquista delle Americhe, Africa e Asia.

La via Emilia ha sempre segnato i Modenesi nelle loro esperienze. Guccini le dedicò un album e dei versi, Franco Fontana delle fotografie. È una strada così lunga, infinita e diritta che ti fa chiedere dove ti può portare, se magari ti può far arrivare ai tuoi sogni, a quello che chiami casa. Chi vive in questa città sente dentro questa sensazione e la voglia di osare, vivere e viaggiare, pensando spesso all’America. Un paese quasi più dei pensieri e delle ambizioni che un luogo reale, un punto di arrivo più che un punto di partenza.

E forse, in questa fila di sognatori, ci si era messo a capo molto tempo prima Giuseppe, il figlio di Ernesta e Costante, che decise di guardare per davvero verso il West. Ecco allora che l’azienda di famiglia, la Villani, iniziò a crescere da Castelnuovo anche all’estero, portando avanti la propria filosofia secondo cui il salume non è solamente un prodotto, ma è il risultato dell’unione tra la sapienza dell’artigiano, l’emozione di chi lo prova e la passione di chi lo conosce per la prima volta.

Oggi l’azienda, anche se un pochino cresciuta, è quella di sempre: parla tuttora di salume e dei modi per goderselo al meglio, con la stessa passione di cento anni fa. Rivolgendosi a chi il West l’ha già visto, o ancora lo sogna.

Per conoscere gli itinerari gastronomici italiani o le curiosità del salume, visitate il sito!

La vera tradizione Modenese del bere e del divertirsi viene protetta e celebrata dal Consorzio.

Tra una cassata e dei tortellini, una bagna cauda e delle friselle può capitare di fermarsi un attimo, leccarsi i baffi e, se ancora lucidi dopo l’incredibile scorpacciata appena finita, farsi una domanda mica da poco: perchè ci piace così tanto mangiare o bere prodotti tipici locali? È forse semplicemente per il buon sapore? Se fosse così, un buon ristorante straniero potrebbe benissimo sostituirne uno nostrano, ma solo l’idea ci fa un po’ rabbrividire.

Il motivo fondamentale è un altro, ed è più nobile della semplice golosità: parte da lontano e arriva fino ai giorni nostri, passando per secoli e secoli e affondando le radici nella nostra tradizione e nella nostra cultura. Perchè quando mangiamo tradizionale noi ci sentiamo a casa, e casa è un posto in cui, guardandoci attorno, possiamo vedere delle persone sincere e fidate. Quando parliamo di cibi tradizionali noi parliamo della storia di un luogo, della sua gente e delle sue usanze. Ed è per questo che spesso storia e cibo si intrecciano e creano associazioni per proteggere una tradizione che amiamo conoscere anche a tavola.

A Modena “Lambrusco” è un’esperienza comune a tutti che ogni giorno viene raccontata e celebrata dal Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi. Racconta di come, tra nebbia, vigne e campanili si coltivi l’uva. Racconta come tante aziende come Chiarli 1860, Cavicchioli e CIV si impegnino nel fare le cose come un secolo fa. Racconta dove andare per un buon pranzo a base di Lambrusco in tutta la città, seguendo tanti itinerari gastronomici. E racconta soprattutto come a Modena questo vino non sia solamente una delle tante bontà, ma una storia da tessere e ricordare, e forse la più importante.

Per togliervi qualche curiosità sui vini e sulle storie di Modena, il sito del consorzio fa al caso vostro.

Il prosciutto di Parma viene esaltato nella produzione dell’azienda familiare Callisto

È l’inizio degli anni sessanta e l’Italia vede un periodo di speranza e di crescita, un periodo in cui tutto sembra possibile, anche sognare. Le piccole attività possono iniziare a svilupparsi, ma solo chi sa osare decide di intraprendere questa strada. E se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, la storia del prosciuttificio Pelacci Callisto ne è la dimostrazione.

Nasce proprio in quegli anni da papà Callisto e dalla sua voglia di produrre coppe e salami nel e per il suo paese, Traversetolo. Col tempo impara le tecniche e i segreti per creare il prodotto che renderà noto in tutto il mondo la valle parmense: il prosciutto.

È l’inizio di un impegno verso la propria città che va oltre le mura dell’azienda, ora cresciuta e più moderna: arriva fino a noi grazie alla cura nella selezione delle carni, nella stagionatura e nei tanti consigli che Giuliano e Alessandro, i figli di Callisto, ci danno su come gustarci la loro opera meglio riuscita. Che non solo è un vanto per la loro terra, ma è soprattutto un bel ricordo di famiglia da condividere tutti insieme.

Altre tecniche e metodi per conservare o gustarsi il prosciutto si possono trovare all’interno del sito: non perdetevelo.


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