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Il Piemonte è una terra ricchissima di formaggi, freschi, duri, stagionati, molli. Ce n’è per tutti i gusti. Ma esiste un formaggio, poco conosciuto, di nicchia dal punto di vista produttivo, che non ha eguali nel mondo, come il Parmigiano Reggiano. Un formaggio prodotto secondo metodi antichi, stagionato in grotte di montagna dove l’aria è pura e incontaminata. Questo formaggio si chiama Castelmagno.

Citando da http://www.vallegrana.it/formaggio_castelmagno.asp

Il Castelmagno deve il suo nome al comune omonimo della Valle Grana, nelle Alpi Cozie, in Piemonte, dove viene prodotto da tempo immemorabile.
Il primo documento ufficiale a registrare l’esistenza e l’apprezzamento del Castelmagno è una sentenza arbitrale del 1277. la sentenza riguarda l’usufrutto dei pascoli delle Grange Martini, nella Comba di Narbona, ai confini tra Castelmagno e Celle Macra.
Nella controversia, il comune di Castelmagno ebbe la peggio ed il prezzo della sconfitta impose il pagamento di alcune forme di formaggio come canone annuo da versare al marchese di Saluzzo.
Apprezzato per la sua qualità, fin dalle sue origini, è stato però riscoperto a livello nazionale ed internazionale solo in anni recenti grazie all’opera di razionalizzazione e standardizzazione delle tecniche di produzione che, seppur tramandate da secoli nelle loro linee generali, restano completamente artigianali e registrano molte varianti legate ai luoghi, ai tempi e ai metodi di lavorazione adottati dai singoli produttori che pur riducendosi di numero, raffinano e migliorano le tecniche di lavorazione del Castelmagno, adoperandosi per una più attenta tutela del marchio.
Oggi, la zona di produzione e stagionatura – da cui deve provenire anche il latte destinato alla trasformazione – è rigorosamente limitata, dal disciplinare di produzione, ai tre comuni dell’alta valle: Castelmagno appunto, Pradleves e Monterosso Grana.

In questo contesto, si posiziona l’azienda agricola “La poiana“. Per chi è interessato e vuole informarsi sul prodotto, non gli resta che contattare l’azienda per avere maggori informazioni. Purtroppo il sito è molto scarno ma non vi è dubbio, che le informazioni ricevute saranno esaustive e interessanti. Non resta che andare!

Con centoundici anni di storia, Pasta Zara si attesta come la prima esportatrice di pasta italiana.

Zara è una città dall’altra parte del nostro mare. Storie di marinai, navi, scambi, conoscenze e amicizie la vedono da sempre protagonista ed è inutile dire che, come in ogni città di porto, c’è chi ci ha lasciato un po’ del proprio cuore. Ma c’è anche chi ci ha lasciato di più.

La storia della famiglia Bragagnolo ci riporta infatti a tanti anni fa, addirittura più di un cento! Emanuele, il bisnonno, aveva deciso infatti di aprire in Veneto un pastificio artigianale, e ancora non sapeva quanto sarebbe cresciuta la sua idea e quante storie avrebbe scritto! Il figlio Umberto, una volta raccolta l’eredità, decise infatti di trasformare l’attività in una vera azienda e portarla lontano, fino in Dalmazia.

Tuttavi qui si scontrò contro una dura realtà: il regime di Tito, e nulla potè fare se non abbandonare la propria impresa. Ma il sogno rimaneva. Ecco allora che l’impegno si moltiplicò, portando sempre nel cuore quella città così importante, tanto da dedicarle il nome della propria pasta: Pasta Zara. Gli anni passarono e le generazioni più giovani presero in mano l’attività di famiglia, portando avanti questo obiettivo.

Oggi, dopo tanti anni, pasta Zara arriva e conquista anche la città omonima e grazie al proprio successo riesce a portare sul podio tanti altri. Come Beatrice, che proprio in Croazia è arrivata seconda agli Open di Karate. Un ottimo risultato ma, come ci insegna Pasta Zara, c’è sempre un’altra occasione per diventare i numeri uno.

Per conoscere come Pasta Zara aiuti gli Alpini, o come ti può dare una mano con centinaia di ricette, dai una sbirciata al sito!

Sabato 7 novembre, presso le Cantine del Castello Conti a Maggiora (NO) si è tenuta la manifestazione intitolata:

Terre di vite: vino, volti, suoni, immagini e parole.

Fantastica l’organizzazione e la location grazie al lavoro massacrante della proprietà e dell’organizzazione dell’associazione Divino Scrivere (www.divinoscrivere.it). Alla manifestazione sono intervenuti Sandro Sangiorgi (www.porthos.it) e il giornalista Marco Arturi per una interessante disquisizione culturale inerente le connessioni tra poesia e vino.

Molto interessanti anche le cantine presenti con i loro banchi di assaggio:

  • Cantine del Castello – Elena Conti (doc Boca – Piemonte)
  • Le Piane – Christoph Ku?nzli (doc Boca – Piemonte)
  • Antoniolo – Lorella Zoppis (docg Gattinara – Piemonte)
  • Antoniotti Odilio – Odilio Antoniotti (doc Bramaterra – Piemonte)
  • Cappellano – Augusto Cappellano (docg Barolo – Piemonte)
  • Ar.Pe.Pe – Isabella Pelizzatti Perego (docg Valtellina Superiore – Lombardia)
  • Az. Agr. Crociani – Susanna Crociani (docg Nobile di Montepulciano – Toscana)
  • Az. Vin. Fiorini – Cristina e Alberto Fiorini (doc Lambrusco di Sorbara – Emilia)

Personalmente, senza nulla togliere agli altri, segnalo la catina Antoniolo – Lorella Zappis, con un “gattinara” davvero affascinante.

Ma al di là di ciò, mi permetto di annotare con orgoglio, senza possibilità di smentita, l’enorme successo che i prodotti con marchio SENSO, hanno raccolto tra gli invitati, soprattutto la mortadella al tartufo (IGP), il prosciutto di Parma e il salame prodotti tutti assolutamente con prodotti naturali, senza conservanti o coloranti. Un successo su tutta la linea anche grazie alla collaborazione e all’invito dell’associazione Divino Scrivere che ha permesso a SENSO di farsi conoscere al pubblico.

Nelle prossime settimane SENSO avrà il proprio sito internet dove potrete avere tutte le informazioni relative ai prodotti e alla filosofia aziendale. SENSO sta arrivando, sulle vostre tavole.

Lo Stivale interpreta male le potenzialità del web e perde un’occasione per la diffusione del Made in Italy.
Il Belpaese è noto in tutto il mondo per i suoi gioielli: paesaggi mozzafiato, città di inestimabile valore artistico e soprattutto l’incredibile varietà culinaria tradizionale. Non sembra strano che la nostra terra da sola possa apparire come un marchio di qualità, e come dunque il Made in Italy riscuota un successo planetario. Si parla infatti di una storica miscela di avanguardia, design e stile che contraddistingue i prodotti delle piccolo-medie imprese, capaci di affermarsi in tutti i continenti grazie a una qualità inimitabile. Ma che spesso non si ritrova nella capacità di vendere i prodotti tramite un mezzo di comunicazione altamente competitivo: Internet.

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Il prosciutto del cestello si afferma tra tradizione ed innovazione

Dalla terra si alza e cresce lentamente una pianta di salice, andando a modificare ed abbellire il paesaggio. Con gli anni non viene abbattuta e continua a resistere alle intemperie e allo scorrere del tempo. Anzi, più va avanti e più diventa forte e capace di dar riparo a chi ha bisogno di un luogo di tranquillità e di riposo, per secoli e secoli.

La storia di questa pianta ricorda quella di King’s prosciutti, che da più di cento anni continua la propria attività tra la pianura e la montagna veneta. E non è un caso che l’azienda faccia del vimine, il prodotto del salice, il proprio simbolo e il proprio strumento per conservare e proteggere al meglio la qualità dei propri prosciutti, realizzando ancora oggi il proprio storico cestello in maniera artigianale. Sarebbe stato infatti certamente più facile e più comodo produrre i salumi e gli ornamenti in serie, tutti uguali. E sarebbe stato certamente più facile decidere di scambiare la propria passione in cambio di un po’ di denaro.

Ma quello che premia la ditta King’s è proprio la volontà di rimanere fedeli alle proprie scelte centenarie. Ecco allora che vediamo come sia nelle pubblicità che negli eventi sviluppati ci sia da un lato il richiamo allo stile vincente che da sempre li contraddistingue, ma dall’altro anche lo sguardo scherzoso di chi, grazie alla propria qualità, può permettersi di giocare sulla propria tradizione, per poi rinnovarsi ed innovarsi continuamente. Ed è un processo continuo, che non si ferma mai, nato dalla passione e dall’affetto: perchè, una volta conosciuti questi prosciutti, capirete che è dalla cura del prodotto che parte la cura dei propri affezionati.

Non solo bonta: anche divertimento! Sul sito, tra una linea di prosciutti e l’altra, potete trovare dei giochi on-line e degli sfondi per il vostro desktop!


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