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Ci abbiamo messo 3 anni. E’ stato un lungo viaggio anche se assolutamente sereno e tranquillo per portare Vanis, la Giuli e Amek sul web. Non che ne fossero digiuni, ma come spesso succede, quando non ne senti l’esigenza, il tempo dispiega le sue vele e inizia a correre veloce. Ma dopo 3 anni e un tentativo fallito per mancanza di “concentrazione” eccoci finalmente sul web.

Il mio post però non è “markettaro” e non vuole essere un “abbiamo pubblicato un nuovo sito web”. Il mio post è un ringraziamento sincero a queste tre persone deliziose che hanno avuto una santissima pazienza nei confronti di loro stessi e non si sono arresi al tempo.

Quando incontrai la Giuli, Vanis e Amek, non sapevo cosa fosse in realtà Laboratorio Musica. Varcato il portone del loro capannone mi si è aperto un mondo che mi ha lasciato spiazzato e mi spiazza tutt’ora. Parliamo di persone naturali, normali, semplici ma con un bagaglio di esperienze alle spalle da lasciare annichilito chiunque, sì, proprio annichilito. Non può esistere sito al mondo che possa far percepire fino in fondo di che “razza di gente” sto parlando. Dalle loro mani, anzi, dalle loro orecchie, è passata la storia recente della musica live in Italia. Non saprei nemmeno da che nome cominciare tanta è lunga e incredibile la lista. Volete i Subsonica? Volete i Negramaro? La Pausini, MTV? Volete persino Crozza? Io vedo quell’ammasso di PASS multicolor, appesi in ogni dove del loro piccolo e imballato ufficio e quando esco mi sento come una pulce di fronte a Golia.

La cosa che però colpisce di più è che di fronte a tutto questo, trovi tre persone, normali, sorridenti, disponibilissime, umane che ti offrono un caffè e ti parlano come se tu fossi lì da sempre. Anche queste sono soddisfazioni! Spero di aver lasciato qualcosa di me a loro quanto loro hanno lasciato a me. Spero che sappiano far tesoro del loro sito e farlo vivere mostrando almeno una parte di tutta la loro incredibile storia. Se non lo faranno, li obbligo io!!!!

Ed ecco finalmente il sito!

 

Siamo nell’anno 2012 d.c. cioè Dopo Cristo eppure si potrebbe dire a.i. cioè Avanti Internet. Si vedono cose tremebonde, ahimè. La faciloneria, il pressapochismo e la cialtroneria del profeSCIOnista incombe su di noi e l’ignaro malcapitato si sbraccia e arranca in mezzo al guano.

Ormai c’è di tutto. Di recente sono incappato in un nuovo cliente che si è trovato improvvisamente con un sito di e-commerce in mano completamente illegale a causa delle negligenze dell’agenzia ignorante.  Ho visto web agencies vendere dalle noci di cocco, ai panetti di burro fino ai sistemi di rilevamento satellitari delle migrazioni delle oche selvatiche.

Ultimamente stiamo facendo una bella esplorazione su com’è la situazione del web nei Paesi dell’Europa dell’Est, soprattutto Polonia. Quasi quasi possiamo chiudere. Se la concorrenza è questa, abbiamo perso in partenza. Siti ben fatti, ottimizzati, immagini ricercate e pertinenti e via discorrendo. Non mi soffermo sui testi perchè col polacco non c’azzecco, ma il resto è tutto in ordine.

Qua invece mi trovo con gente che non sa NULLA! E’ talmente tutto NULLA che questi sono inermi di fronte allo sciacallo. Un cliente che non conosce la differenza tra una fanpage e un sana presenza su un social network, che non ha mai preso in esame di rivedere il proprio brand in vista di un riposizionamento del suo profilo sul web, se gli dici che il dominio su Aruba costa 15 euro e su un server dedicato fatto come Dio comanda 500, è chiaro che sceglie Aruba. E dopo due mesi gli defacciano il sito ed è tutta colpa tua!

Nel 2012 a.i. la promessa di valore è una coltellata alla schiena. Provate a chiedervi, voi tutti: “Qual’è la mia promessa di valore?” e controllate il vostro sito internet, se è tutto a posto. Ah già! Dimenticavo, cos’è la “promessa di valore”? Eh vabbè allora ditelo però!

Avete presente quella cosa che si chiede un cliente visitando un sito? “Perchè devo scegliere costui e non quell’altro?”

La cosa spietata è che da aziende strutturate, che hanno una idea precisa su cosa sia un progetto di comunicazione, ti aspetti di avere terreno fertile! Macchè! Buio pesto. Sembrano balene circondate da orche assassine pronte a spolparle, a strappare via un lembo sanguinolento e succoso di carne per il bene del conto in banca.

Gente che presenta un progetto di un nuovo logo ad un’azienda copiandolo anche male da uno già esistente … Sarà che io di loghi non ne faccio … Forse è meglio così! Altri che si presentano come esperti di comunicazione online e hanno un sito inguardabile, illeggibile tipico del 2012 avanti internet, a.i. appunto. Ho visto oggi, non ieri, oggi, un contratto di fornitura di servizi SEO che recita così:

“Indicizzazione di 20 keyword scelte da un elenco di 150 (vedi allegato C) nei principali motori di ricerca tra cui Bing, Altervista, Yahoo, Excite e in differita su Google.”

Indicizzazione ??????? Indicizzazione di 20 Keywords ??????? In differita su Google ?????? EH ???????????? Nico! Questa ti mancava vero? E poi, Altervista ???? Excite ?????

Poi il mio sguardo cade sul costo annuale e ho chiesto i sali! 23 mila euro annui! Non faccio nomi e cognomi ma sarei così tentato …. Un bel libro nero di bad practice non sarebbe male! Ma il cliente ignaro, ha firmato il contratto capestro e ora si trova a dover pagare una penale per risolvere. Tra clausole e clausoline ce n’è una da galera:

Il fornitore non assume responsabilità di fronte alla mancata indicizzazione causa frequenti modifiche degli algoritmi di ricerca dei motori di ricerca.

WHAT ??????????

Sento che sto per stappare una bottiglia di champagne! Ma tant’è! Di che mi stupisco? C’è chi vuole fare campagne di recruiting online sui social networks chiudendo però la possibilità agli utenti di commentare. C’è chi mi chiede di mettere Google nel suo sito o di fare un clone di Facebook per 500 euro! Maramao perchè sei morto …. Pane e vin non ti bastava … L’insalata era nell’orto e un brutto sito avevi tuuuuuuuu ….

Facciamo ridere! La FIAT va a produrre in Polonia e questa ci farà il mazzo sul web. Voglio provare a contattare una web agency polacca e chiedere se mi mettono Google nel mio sito. Come minimo mi denunciano alla Corte Suprema dell’Aia per i Diritti delle Giovani Marmotte.

Ho conosciuto un imprenditore che ha un sito internet ma da anni, siccome la rete interna è installata da schifo non riesce ad accedere al proprio sito e non può fare modifiche. Il sito ha le ultime news del 2007. Dal 2007 sta cercando un responsabile amministrativo. Direi che non è male. Ne ho conosciuto un altro che non ha tempo e soldi per il sito in multilingua però paga 80 mila euro un consulente per farsi spiegare cosa deve fare per internazionalizzarsi e aprirsi al mercato tedesco. Poi è venuto da me per chiedere se gli traducevo una pagina del suo sito, in tedesco, da “mettere su facebook”.

Ormai c’è una confusione incredibile. Tutti fanno tutto e se non fanno tutto se lo inventano. A Carpi abbiamo l’assessore al Tutto, vuoi che non ci sia la everything-agency che ti ripara una sedia o ti costruisce un razzo interplanetario? Però in questo marasma di tuttologi tuttofare, non funziona un kaiser! E’ tutto fatto così come viene, alla “volemose bene”, tanto comunque sei autorizzato a non pagare la fattura.

E poi ci definiamo il centro mondiale della cultura. Sarà ….

 

Tempo fa, Davide Martignani di Augea ci chiese se era possibile avere una pagina che raccogliesse le foto dei membri dello staff di Augea srl e nel cliccare sull’immagine o sul nome della persona, si aprisse conseguentemente una pagina che mostrasse i dati completi della persona.

In effetti sul sito wordpress.org esistono decine di plugins che fanno questo. Ve ne sono anche a pagamento ma nessuno ci ha soddisfatto appieno. O perchè graficamente non sono accettabili, o perchè sono scritti male o ancora perchè mancano funzioni o ve ne sono troppe. In effetti, per chi pensa che open-source + WordPress possa voler dire: “Ho tutto quello che voglio, per di più gratis”, beh, ce ne passa. Spesso i plugins non solo sono scritti male ma non rispondono nemmeno alle più basilari necessità di sicurezza e si rischia così di introdurre falle così evidenti da far sfregare le mani dalla gioia anche l’hacker meno esperto.

Volevamo perciò un sistema innanzitutto gradevole, sicuro, completo, che incorporasse la vCard e fosse di facile utilizzo per l’utente. Ci siamo riusciti. Come sempre: “Grande Daniele!”.

Per dovere di precisione:

  • implementato un custom post type,
  • con una custom taxonomy,
  • 7 agganci separati agli hook di wordpress,
  • editor customizzato con stile nativo e controlli di sicurezza
  • supporto completo per il gettext
  • pagina di opzioni nativa

cioè:

register_activation_hook( __FILE__, ‘staff_pages_activation’ );
add_action(‘template_redirect’, ‘staff_pages_template’);
add_action(‘init’,    ‘staff_pages_init’);
add_action(‘admin_init’,  ‘staff_pages_admin_init’);
add_action(‘admin_menu’,  ‘staff_pages_menu’);
add_action(‘save_post’,   ‘staff_pages_save_metadata’);
add_shortcode(‘staff_list’, ‘staff_pages_list_shortcode’ );

In sostanza per fare il lavoro di Augea, abbiamo creato un nuovo tipo di contenuto, che per WordPress è un custom di post (custom post type) considerando che la funzione centrale di tutto è register_post_type).

Si è posta attenzione sul fatto che tutti i testi fossero racchiusi nelle funzioni di localizzazione, in modo di poter usare il supporto gettext (i famosi file .po .mo .pot).

Alcune difficoltà affrontate sono state:

  1. creare una pagina di gestione delle opzioni, che è molto semplice da farsi, una volta scovata la documentazione invero un po’ sfuggevole
  2. gestire la pagina di modifica/creazione dei nuovi post personalizzati, togliendo gli elementi extra che non servivano, ed aggiungendo una interfaccia carina per i meta personalizzati del post
  3. si sarebbe potuto usare l’interfaccia di default di WordPress per la gestione dei meta, ma è bruttina, quindi l’abbiamo sostituita con una molto più immediata, rimuovendo appunto quella di WordPress.

Poi successivamente:

  1. è stata impelementata una tassonomia personalizzata, nella forma dei dipartimenti, una versione iper semplificata delle categorie, che funzionasse “uno per” in modo da evitarmi grossi problemi
  2. creato un sistemino di templating per generare e personalizzare le vcard, un sistemino che automaticamente eliminasse i blocchi vuoti, nel senso che è possibile usare <p class=”tel”><span class=”label”>Tel:</span>[PHONE]</p> e  se [PHONE] è pieno, viene mostrato, altrimenti tutto il paragrafo, inclusa la label, viene rimossio dall’interfaccia.
  3. l’ultimo trucchettino interessante è stato fare si che la selezione del template della pagina per le pagine dei membri dello staff fosse centralizzata nelle opzioni, invece che gestita in ogni singola pagina del singolo membro dello staff.

In totale  7 “hook” di wordpress, e 12 funzioni create e 370 righe di codice, più qualche immagine e file di traduzione. TUTTO QUESTO fatto usando i sitemi di sicurezza di wordpress ed uno stile indistinguibile da quello nativo di wordpress, per minimizzare il “re-training” necessario all’uso.

Ora attendiamo che Augea faccia uso del plugin inserendo opportunamente tutti i dati ello staff. Nel frattempo alleghiamo alcuni screenshot che possono rendere vagamente l’idea. Per chi volesse maggio dettagli o informazioni può contattarci.

Ovviamente un grazie e un plauso a Daniele Grillenzoni!

 

E’ interessante osservare quello che sta succedendo in questi tempi. Esistono fenomeni che sono esplosi circa 10 anni fa e che hanno comportato anche un incredibile tasso di crescita economica e altre fenomeni ancora visti con sospetto e riluttanza ma che nei prossimi anni diventeranno cose normali.

La tecnologia sta correndo a ritmi velocissimi a tal punto che persino il tempo non è più quello di una volta. Ho sempre detto che viviamo ormai in un tempo esponenziale a tal punto che persino dire “vivo in un tempo” non è corretto. Si dovrebbe dire che si vive in diversi tempi, tutti ugualmente reali e non necessariamente collegati tra loro. La ricerca sulle nanotecnologie sta facendo passi da gigante e siamo solo all’inizio. Le applicazioni del “neoprene” sono sorprendenti e ci sorprenderanno ancora molto in futuro. Le ricerche su sistemi di produzione energetica sono all’inizio e avanzano ancora a fatica a causa dei muri eretti dalle megarealtà sovranazionali che vivono grazie ai combustibili fossili ma la strada è sicuramente tracciata.

Anche nella medicina, ormai ha più peso il bioingegnere che non il ricercatore medico e le applicazioni della bioingegneria ad esempio nella chirurgia e nella microchirurgia sulle malattie cardiovascolari e tumorali sono incredibili. Non parliamo poi della biogenetica e/o dell’ingegneria genetica e degli studi incredibili sul genoma umano. Proprio qui si aprono discussioni serie sulla bioetica e sul valore della scienza rispetto a quello dell’uomo.

Ma le tecnologie più soprendenti oggi, quelle che stanno cambiano usi e costumi di noi tutti perchè fanno leva sulle nostre pulsioni umane, sono quelle legate alla comunicazione e all’interazione uomo-macchina.

Qualche giorno fa ho pubblicato un articolo su una infografica che mostra in modo riassuntivo ma estremamente efficace in che modo si sta sviluppando il “mondo online”. E’ sorprendente a tal punto da lasciarci a bocca aperta, constatare che ci è quasi umanamente impossibile comprendere l’immensità e la velocità di espansione di tutto ciò che è legato al web. Non ne comprendiamo ancora bene gli effetti ma in una qualche misura cominciamo a fare i conti con esso. Fino a forse neanche un anno fa, in TV non era normale citare Twitter o Facebook se non come fenomeni sconosciuti mentre oggi fanno parte del vivere quotidiano: questo ha pubblicato una frase su twitter, quell’altro ha detto questo su Facebook, su twitter si dice, su Linkedin si commenta e via di questo passo. E’ divertente, per me che lo vivo in pieno, constatare che se da una parte Twitter e Facebook cominciano ad entrare nel vivere comune delle persone, dall’altra nascono e crescono altri fenomeni “social” che dimostrano come tutto questo sia una corsa affannosa e incredibile verso qualcosa che tutto sommato sembra tornare alle origini: l’uomo.

Più una tecnologia è umanizzata, più questa interagisce in modo normale e naturale con la natura stessa di noi, più questa è efficace e diventa persino commercialmente appetibile. Proviamo a pensare all’interfaccia tra uomo-computer: in principio era la tastiera, poi arrivò anche il video, a questo si aggiunse il mouse e ora? Si torna alle mani! La visione di Steve Jobs è palese ormai a tutti. Si deve alla genialità di uno studente universitario americano l’invenzione dell’interfaccia che collega senza fili il cervello al computer affichè si possa scrivere senza l’uso di altri sistemi meccanici. Anche la robotica grazie agli studi e alle ricerche giapponesi ha fatto passi da gigante e l’interazione uomo-macchina comincia a prendere le sembianze di ciò che Isaac Asimov aveva predetto. Siamo invero ancora lontani dai racconti di Asimov ma a questa velocità e davvero difficile poter dire che forse domani e dico proprio domani, non sarà uguale a ieri.

Vedo il cambiamento anche dal lato software. Nel web design, la necessità di avere applicazioni, siti web, portali o quant’altro, che rispecchino necessità totalmente umane di accessibilità, user experience e usabilità, ci porta a strutture e layout incredibilmente diversi rispetto a solo 5 anni fa. Sul web, il concetto del “don’t let me think” è ormai assodato anche se io lo modificherei in “don’t waste my time but let me think” cioè “non farmi perdere tempo ma lasciamo pensare”.

La sosprendente galoppata verso il futuro però arriva anche dai social networks, vere e proprie star del momento. L’uomo per sua natura è un animale sociale e in quanto tale ha necessità di intrattenere relazioni con il prossimo per scambiarsi informazioni e fare conversazione che a sua volta presuppone la cooperazione tra i partecipanti e la condivisione della conoscenza: in poche parole quella che Maurice Halbwachs chiamava “la memoria collettiva”. Stiamo portando la memoria collettiva dai libri, al web ad una velocità così sorprendente da lasciarci letteralmente stupefatti. L’effetto di tutto ciò è il riposizionamento dell’individuo e la ridefinizione del suo ruolo sociale nella società. Un ruolo non più numerico, appartenente cioè ad una massa più o meno eterogenea di persone ma un ruolo da protagonista prima di tutto verso sé stesso e poi in relazione con gli altri. Una delle cause dalla crisi della democrazia rappresentativa la si può cercare proprio nel nuovo modo di considerarci individui nella società in cui viviamo e ci responsabilizziamo. Termini come open-government, open-data, open-democracy, empowerment e social-development per noi oggi sono ancora misteriosi ma domani e ripeto ancora una volta domani, non fra 10 anni, saranno sulla bocca di tutti.

Rossella O’Hara in “Via col vento” diceva: “domani è un altro giorno”.

E’ incredibile quello che succede in 60 secondi sul web. Se pensiamo ad esempio che in 60 secondi si fanno 694.445 ricerche su google o che si producono 1.500 post nei blog non sono certo dati di poco conto. Se pensiamo che 1.500 post al minuto, nell’arco di una giornata sono 2.160.000 post al giorno oppure 788 milioni di post in un anno. Ma andiamo oltre, perché in un minuto nascono 60 nuovi blogs che a loro volta genereranno nuovi posts e il calcolo supera abbondantemente qualche miliardo. Interessante notare che dei 60 blogs che nascono al minuto, 50 sono realizzati con WORDPRESS che a sua volta porta a 125 PLUGINS scaricati in 60 secondi.

Sono numeri da capogiro e questo è niente. Im 60 secondi si inviano 168 milioni di emails, si producono 20 mila post su Tumblr e si scaricano più di 13 mila applicazioni per iPhone! In 50 secondi si caricano su Youtube 600 nuovi video per un totale di 25 ore di trasmissione.

Ma i dati davvero impressionanti che danno una idea di ciò che sta succedendo sono quelli relativi all’espansione dei social networks: in 60 secondi compaiono 100 nuovi iscritti su LinkedIn, 320 nuovi utenti su Twitter che genera un traffico di 98.000 Tweets! 98 mila tweets al minuto sono 141 milioni di tweets al giorno e 51 miliardi di tweets all’anno. Se prendiamo Facebook c’è da rimanere a bocca aperta: 510 mila commenti al minuto, 79 mila posts e, leggete bene, 696 mila cambiamenti di stato! Non oso fare calcoli su base annua, credo che mi scoppierebbe il MAC. Anche Flickr non è da meno con 6.600 foto nuove caricate, sempre al minuto.

Altri dati impressionanti potrete vederli dalla infografica in alto ma se pensiamo che l’andamento non è costante ma esponenziale, dovremo sicuramente cominciare a porci alcune domande. Il problema è che al momento attuale io stesso non ho domande da porre.

Starò alla finestra a guardare. Di sicuro è interessante!


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