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Nuovi sito di MIDA SPA

Ci ho messo qualche giorno. Sì, qualche giorno, per rendermi conto che il sito di Mida è online. 1 anno e mezzo di lavoro, faticoso, complesso ma tremendamente interessante. L’aspetto grafico del sito, per me non ha mai avuto grande importanza, con WordPress ormai puoi adattarti a mille situazioni diverse senza grossi problemi. No, la grande fatica non è stata lì, è stata nel pensare a che tipo di struttura far riferimento, che genere di architettura dell’informazione, perché il cliente (chiamarlo cliente mi sembra pure offensivo, ormai è quasi un figlio per me e come i figli ti fanno arrabbiare ma anche gioire) è uno dei più difficili, complessi e poliedrici che abbia mai conosciuto.

Due anni fa, una donna mi chiama con voce suadente e chiede di me, del mio lavoro. Nel contempo mi propone di fare conoscenza andando a Milano per progettare un nuovo sito. Milano … Quando sento Milano, scappo altrove. Ma lei, Paola Cinti, parla con accento romano e questo mi rincuora parecchio.

Con titubanza e anche un po’ di senso di distacco, vado a Milano, conosco Paola di persona, l’abbraccio, e poi conosco Marco Poggi. Dalla loro porta non esco più. E’ scattata l’alchimia! Succede, è raro ma succede, che il cliente non è più tale. Il cliente diventa il tuo ficus benjamin da far crescere rigoglioso, con tutte le cure possibili, lo sgridi quando perde un po’ di foglie e lo coccoli quando ha sete. Lo so, non è professionale, non è normale, non è la personificazione estrema del professionista tutto d’un pezzo. Ma chi se ne frega? Tanto non lo sono mai stato. Lavoro anche col cuore, non solo con la testa.

Così mi trovo letteralmente risucchiato in una realtà per me sconosciuta. Analisi transazionale, empowerment, pnl, benessere organizzativo … Gente che scrive libri come io pubblico post su Facebook, aule di formazione, formazione aziendale di ogni genere, livello e tipologia. Ma in tutto questo, un caos! Caos creativo, non caos da disordine. Talmente tanto caos creativo che imbrigliare tutto in un sito è come imbrigliare il big bang in una scatola di fiammiferi! Se lo imbrigli, per la teoria della relatività, finisci per creare un buco nero. Meglio di no!

E così il progetto diventa un enorme e complesso work in progress. Portare tutte queste persone a ragionare in termini di contenuti per il web è un passo ancora non del tutto fatto, ma come si dice, anche Roma non è stata costruita in un giorno, no? Ma almeno il mio ficus cresce e cresce bene!

Devo dire che Mida non mi ha mail lasciato solo! Mi ha ascoltato, mi ha anche difeso, protetto e mi ha affiancato una persona che oggi posso praticamente chiamare “sorella”. Vero Paola? Trovare amicizie così profonde all’interno di un grande rapporto professionale è un evento di una assoluta rarità, come non esserne felici?

Adesso il sito è online. Ho dovuto davvero prendere un attimo di tempo per respirare profondamente. Perchè so che il percorso non è finito, forse invece è solo l’inizio. Adesso, questo caos creativo ha bisogno di branding, di identità di marca, di autocoscienza in puro stile web 2.0 e fare questo percorso con loro è formativo anche per me. Magari fra un anno o due questo sito avrà un aspetto diverso ma l’anima che c’è dentro è quella di chi si sta mettendo in gioco con una fortissima volontà evolutiva.

Intendiamoci, non è affatto facile. Crescere non è facile, lo sappiamo tutti. Ma che bella sfida però! E tutto questo, quanto ha significato anche per me? Tantissimo. Di sicuro non sono quello di due anni fa.

A tutti i “midini”, GRAZIE! Non posso dire altro che questo!

[ba-button link="http://www.mida.biz" color="purple" target="blank"]Vai al sito di MIDA SPA[/ba-button]

 

Oggi affronto un tema a me molto caro e particolarmente complesso. Ho parlato spesso dell’importanza dei contenuti in un sito web anzi, ho sempre detto che il contenuto, soprattutto se è originale e pertinente è l’elemento più importante di tutte le nostre azioni di comunicazione. Tanto vale altrimenti esprimersi a gesti o a monosillabi come fanno alcuni primati (senza nulla togliere ai primati per carità).

Ma che cos’è contenuto in realtà? Come far capire ad una PMI cos’è contenuto, qual’è la sua importanza e perché è necessario concentrare i propri sforzi nella definizione di esso. Perché per l’azienda purtroppo, contenuto è tutto ciò che descrive i prodotti/servizi e la storia aziendale. Possiamo fare una enorme carrellata di siti aziendali e ci accorgiamo tristemente che a parte gli impianti grafici più o meno belli e complessi, alle strutture dinamiche o statiche di varia natura, il contenuto è sempre lo stesso, uguale, quasi fotocopiato come se esistesse una matrice unica per definire l’identità di un’impresa.

Il “NOI SIAMO” viene tristemente relegato in un About Us scritto di fretta a due mani dal titolare o in casi migliori (si fa per dire) dal webmaster, con l’aggiunta di un centinaio di Euro sul preventivo per la realizzazione del sito. Tanto è idea comune che ai clienti quella parte non interessi e che sia molto più importante il servizio o il prodotto perchè “è da lì che ti contattano”. Poi vai ad analizzare i contenuti relativi al prodotto e anche lì lo sconforto è grande. Che siano bulloni, bambole gonfiabili (scusate l’esempio), biciclette, macchine per legno, termosifoni o materiale da cancelleria, tutto viene incasellato e ordinato e schematizzato nonché descritto secondo parametri che accomunano la stragrande maggioranza dei siti e ti chiedi se è poi così vero che alla gente interessi solo il dato tecnico vero e proprio. Dalle analisi sul ROI e sui feedback, la verità risulta essere ben altra.

Sicuramente occorre diversificare tra B2B e B2C perchè i parametri di analisi non sono gli stessi, i target sono diversi e le dinamiche comunicative anche. Ma il tema di fondo rimane e da lì non si scappa: chi cerca informazioni su un motore di ricerca, vuole essere rassicurato, vuole essere stimolato emotivamente, vuole essere sicuro di ciò che compra e vuole potersi relazionare di conseguenza. La conversione in contatti e fatturato generato dalle mie operazioni di “web marketing” (scusate il virgolettato ma questo termine mi procura l’orticaria) passa sempre e comunque dalla mia efficacia nella comunicazione oltre che da un’altra serie di parametri che spesso le PMI non considerano importanti tra cui il BRAND!

Marco Chan di Tel&Co mi dice spesso che il brand e la logica che si nasconde dietro alle “tecniche di comunicazione” sono poco rilevanti quando si parla di B2B. Quello che importa agli uffici acquisti è il prezzo e già meno la qualità perchè i costi derivanti dai difetti di produzione vengono comunque scaricati sul “contoterzista” o sul partner. Peccato che però l’ufficio acquisti debba fare i conti dei cali di fatturato quando il prodotto non rispecchia la volontà del consumatore o le sue esigenze e quindi la questione si complica. Forse la FIAT non sceglie i propri partners dell’indotto secondo logiche di branding ma non ne sono proprio sicuro. Non lavoro in FIAT e non ho esperienza a tale livello e sarebbe interessante fare un’analisi.

Comunque sia, il BRAND sicuramente non è materia conoscitiva per le PMI che sono e rappresentano il tessuto industriale e imprenditoriale italiano e non solo. Produrre contenuti efficaci, essere efficaci nella comunicazione non è solo compito del comunicatore. L’efficacia nei processi comunicativi è di rilevante importanza in tutti i processi aziendali quando questi si trasformano in capacità relazionale: relazioni tra dipendenti/colleghi, relazioni con i clienti, con i fornitori, con i parners, con la concorrenza e persino con il pubblico esterno non direttamente connesso all’attività d’impresa. Non saper comunicare si trasforma direttamente in un “non saper relazionarsi”. Il rapporto è diretto.

La difficoltà nelle relazioni è spesso dovuta ad una difettosa identificazione del sé (ecco perché parlo di BRAND). Questo vale nei rapporti umani di tutti i giorni ma è ancora più evidente quando si parla di relazioni di carattere commerciale o nell’ambito lavorativo. Ecco perché spesso dico che la difficoltà delle imprese di definire un BRAND come asset aziendale è una difficoltà di carattere culturale di chi si è sempre considerato prima di tutto artigiano e la sua essenza e identità si identifica nel lavoro che svolge e nei manufatti che produce. La realtà è ben diversa e le difficoltà dell’Italia di cavalcare quest’onda gigantesca della globalizzazione è evidente anche per questo motivo.

La capacità relazionale quindi, usando una frase di Tiziano Sorsoli, è la capacità di gestire il sé verso gli altri, significa saper essere prima di saper fare.  Qui ci sarebbe da aprire una parentesi enorme sulla società del fare che è diretta conseguenza della società dell’avere e della sua contrapposizione con il concetto di essere. Erich Fromm scriveva nel suo famoso saggio “Essere o Avere” che nella modalità dell’avere, il rapporto dell’individuo con il mondo è di possesso o proprietà. Nella modalità dell’essere, invece, il singolo instaura un rapporto di autenticità e di vitalità con il mondo esterno e aumenta le proprie capacità relazionali. Ancora penso alle parole di Franco Bolelli quando parlava di ego!

Quindi, tornando a bomba, la capacità di creare contenuti interessanti ed efficaci dipende molto dalla qualità del brand inteso come contenitore semantico di valori, di esperienze, di identità e perchè no, anche territorialità intesa come insieme di cultura, costumi e origini storiche (heritage per gli anglosassoni). Tutto nasce da qui. Far capire questo alle aziende è la nostra sfida per il prossimo futuro altrimenti perderemo pian piano tutto il nostro retaggio culturale. Altrimenti, le centinaia di migliaia di siti anzi milioni di siti aziendali che oggi “appestano” quel luogo chiamato internet, saranno solo rumore di fondo, chiacchiericcio lontano di gente che ha stancato. E il pubblico scappa.

Contaminare, contaminare, contaminare!

Ecco un sito web per una tipografia atipica e incredibilmente innovativa!

E anche questa è fatta. Dopo un po’ di fatiche iniziali abbiamo raggiunto un discreto compromesso tra contenuti e grafica. Rispetto al sito di prima, completamente in Flash ®, molto buio e triste, abbiamo cercato di dare più luminosità e ordine al look&feel del sito aziendale, rendendolo più contenuto-centrico. Grazie alle opportune indicazioni di Gianni Pedrazzini, titolare e responsabile commerciale di Centroffset srl, il percorso di lettura a partire dalle slides nella home page, ai focus e poi ai contenuti delle pagine, è fluido e comprensibile.

Da qui si può facilmente intuire che Centroffset non è un’azienda di “stampatori” in senso stretto del termine ma ha adottato un modello d’impresa incredibilmente innovativo ed efficace. Un utile partner per tutte quelle agenzie di comunicazione che hanno bisogno di un partner creativo e all’avanguardia, capace di fare ricerca sui materiali e di dare forma alle idee.

Ringraziamo tutto lo staff di Centroffset srl, Gianni Pedrazzini e Franca Leporati per la fiducia che hanno avuto in noi. Ora, ragazzi tocca a voi! Grazie di tutto!

[button size="large" color="green" style="none" new_window="true" link="http://www.centroffset.it"]Visita il sito www.centroffset.it[/button]

E anche questa è fatta, o quasi … In realtà abbiamo ancora una lunga strada davanti. Al momento abbiamo approfittato dei contenuti che già c’erano ma nei prossimi giorni pian piano modificheremo tutto quanto. Molte sono le novità in arrivo, a partire da HIGHSTRATEGY, di cui vi avevamo già parlato ad altre sorpresine interessanti. Ce la faremo!

Facciamo molta più fatica a lavorare per noi stessi che per gli altri.

Il sito è cambiato. La sezione dedicata al blog è a parte e abbiamo dato più rilevanza alla home page. Il problema è che sempre più persone ci chiedevano “cosa fossimo” o se erano al posto giusto per chiederci informazioni circa l’ideazione e lo sviluppo di un nuovo sito web.

Considerando che questo è il nostro mestiere, che ci occupiamo di content strategy, di social media marketing e di comunicazione in genere, abbiamo dovuto prendere questa drastica decisione: non solo blog ma anche sito. E allora eccoci qua! Ovviamente sempre con WORDPRESS!

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Personalmente, devo ringraziare Paola Cinti per questa che è per noi una vera e propria rivoluzione. Considerando che siamo in tema di WE(R)EVOLUTION, siamo assolutamente in sintonia! In un anno, Innovando è cambiata radicalmente. Non più solo websites ma sempre più strategie di comunicazione! Era quello che in fondo volevamo, perchè questa è la nostra autentica forza. Relationship, opinion-leadership e brand-reputation sono i nostri veri punti di forza.

 

Bene! Detto questo, nei prossimi giorni provvederemo ad aggiungere tutti i contenuti mancanti. Stay Tuned!

 

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Ce l’abbiamo fatta! Siamo arrivati a poma. Manca poco ormai al lancio ufficiale ma i giochi son fatti. Il nuovo sito di TEL&CO è praticamente terminato tranne qualche piccolo dettaglio. I contenuti, rispetto al sito precedente sono stati tolamente riscritti, con un approccio più moderno soprattutto per quello che riguarda il company profile.

TEL&CO è un cliente speciale e un’azienda speciale. Non se ne incontrano tante in giro e Marco Chan, il responsabile commerciale (penso sia la definizione giusta) è lo specchio dell’azienda che rappresenta.

Uno dei valori che contraddistingue questa azienda è la capacità di saper incentivare e favorire lo sviluppo creativo, in piena filosofia we-economy. La responsabilità sociale d’impresa, altro tema molto sentito in TEL&CO contraddistingue pienamente il suo modo di porsi con i fornitori, i partners, i dipendenti, i clienti e gli operatori del settore a lei concorrenti. Per me è stato ed è tutt’ora un onore aver potuto lavorare con loro. Grazie di cuore!

Prossimamente verrà pubblicato anche il sito relativo al software di pianificazione delle risorse d’impresa targato TEL&CO. State in campana.

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