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L’uomo sta per essere riformattato? Intervista a Dirk Baeker

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L’uomo sta per essere riformattato? Intervista a Dirk Baeker

L’uomo sta per essere riformattato? Intervista a Dirk Baeker

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Ho voluto tradurre dal tedesco, una intervista, presa dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, a Dirk Baeker, professore di Teoria e analisi della Cultura all’università Zeppelin di Friedrichshafen am Bodensee, per cercare di affrontare in modo anche analitico e consapevole, l’argomento dei social-networks e soprattutto il nostro futuro culturale. Dove stiamo andando e cosa ci aspetterà.

La domanda è, come possiamo difenderci dall’eccessiva esposizione mediatica in modo positivo e soprattutto, è necessario difenderci? Il computer finirà per travolgerci?

Al computer stiamo studiando un eccesso di informazioni che tutto sommato ha iniziato quando l’uomo ha cominciato a studiare i fenomeni elettrici, a prenderne confidenza e a usarli a proprio vantaggio. Elettricità significa, secondo Marshall McLuhan, istantaneità, scambio di segnali a velocità della luce. Da quel momento siamo tutti indirizzati e connessi in una rete globale senza sapere dove prendere il tempo per riflettere su come tutto questo debba essere riportato in una dimensione umana.

Ma il computer ci costringe all’istantaneità?

Il computer e i suoi “derivati” tra cui internet, intranet, le banche dati e le reti di computers, vengono semplicemente usati. E nel momento in cui li usiamo, questi sono ancora più a nostra disposizione, aumentando il problema in modo esponenziale. Con più usiamo le informazioni attraverso i computers e i suoi derivati, con più ne abbiamo bisogno. Il trader davanti ai suoi portali finanziari, il medico davanti al suo computer diagnostico, il designer davanti al suo strumento di disegno o il soldato davanti al suo video per monitorare il campo visivo, sono tutto sommato pionieri che dobbiamo osservare se vogliamo sapere se riusciremo mai a domare l’eccesso di informazioni. Questa non è cosa nuova. L’uomo ha dovuto già affrontare questo problema almeno tre volte, in passato. E h risolto i problemi connessi in modo estremamente sorprendente: L’inizio dell’uso della parola, della scrittura e della stampa.
Con l’uso della parola, l’uomo non conosceva necessariamente l’uso della scrittura ma nel momento in cui è stato riconosciuta e metabolizzata la scrittura, è stata descritta una nuova possibilità mediale. Platone guardando all’Egitto, descrive come la burocratizzazione delle polis greche e il “raffreddamento” della comunicazione umana sia conseguente all’affidarsi alla memoria meccanica della scrittura. Ma proprio in questo dibattito, i greci inventarono la filosofia e in tempi più recenti il dibattito sulla stampa portò all’invenzione dei sentimenti.

Il sovraccarico di informazioni è più un fatto sociale piuttosto che psicologico?

Sì, è una parte del fenomeno. Certamente la psiche ne viene in qualche modo influenzata se il flusso di informazioni si innalza ad un elevato grado di velocità della luce, tra l’altro se consideriamo che vengono generati da meccanismi che controllano enormi banche dati e hanno velocità di calcolo elevatissime che facciamo fatica a penetrare e a controllare a con i quali dobbiamo in qualche maniera rapportarci. Di multitasking non parleremmo, oggi, se non fosse che è un argomento incredibilmente affascinante. Abbiamo a che fare con nuove possibilità di comunicazione alle quali la psiche e il fisico umano devono ancora adattarsi e questo è facilmente osservabile nei bambini, estremamente più “preparati” alle nuove tecnologie.

La tesi che emerge è che il computer è il sistema mediatico che modificherà la società portandola su nuovi percorsi evolutivi per i quali noi, siamo solo all’inizio. Ma allora quale sarà il simbolo della nuova società?
Prima di tutto, da ciò che possiamo vedere oggi, questa società si modificherà sulla base di reti eterogenee e la sua cultura sull’elaborazione del concetto di velocità. L’eterogeneità delle reti prenderà il posto dell’omogeinità nelle sue funzioni sistemiche come già stiamo osservando nella società moderna. Avremo a che fare con enormi raggruppamenti con incredibili intrecci e punti nodali tra storie, persone, organizzazioni, fatti e accadimenti che trapassano la società, senza minimamente sapere da dove questi arrivano e dove andranno a finire.
In sostanza, la nostra cultura si troverà a doversi accomiatare dal raziocinio moderno per introdurre paradigmi incredibilmente complessi che dovranno essere tranquillizzanti ma che non è detto che possano essere anche comprensibili.

Ma in questo contesto quale sarà il ruolo ti Facebook, Twitter e gli altri social-networks?

I social-networks sono i campi di gioco della prossima società. Qui, ognuno di noi potrà provare cosa significa comunicare in un sistema mediatico computerizzato. I social-networks sono così importanti come i vidogames! Concetti come comunicazione, interattività e verità condivisa (base del web 3.0 n.d.t.) diventano materia di studio e di applicazione, sui social networks. Più avanti, ma in realtà gia oggi, notiamo che la comunicazione non è solo un fatto intellettuale ma anche fisico e psichico ed ecco che a contatto con queste nuove realtà, come già fu con la televisione,l’uomo viene conseguentemente riformattato, su paradigmi completamente diversi. Parlare, scrivere e leggere lo fa già. Ora sta imparando a ragionare con un sistema di comunicazione che da ottiche differenti e con quadri differenti, sia dinamici e statici prende in consideraziene indifferentemente lo scritto e il parlato. Come imparerà l’uomo a domare questo processo evolutivo senza esserne sopraffatto o assorbito e come imparerà a districarsi tra falsi, bugie e truffe per poter utilizzare in modo vincente i nuovi media? Non c’è ancora una formula e una risposta accreditata.

Lei è d’accordo con la frase dei suoi colleghi americani Chirstakis e Fawler che dice: “Se io so cosa fanno i tuoi amici, allora posso sapere con un certo grado di sicurezza, che cosa farai tu in tempi brevi”.

Trovo che il successo dei cosiddetti sociofisici, sia mlto interessante. La sociofisica ha in qualche modo sviluppato una epidemiologia della comunicazione, cioè nei processi di contagio dei comportamenti consumistici, nel comportamento dei traders e nella diffusione del consenso politico e delle opinioni politiche in genere. Nondimeno viene dimenticata però l’altra metà della sociofisica che descrive i meccanismi che hanno fatto sviluppare le società umane per sfuggire al contagio. Ogni processo di differenziazione tra ambienti, organizzazioni e funzioni sistemiche è sicuramente un processo che incorpora sbarramenti che, nei comportamenti umani, diventi interessante differenziarsi come anche di conformarsi. Cioè, se io allora so cosa fanno i tuoi amici, so solo che presto anche loro faranno qualcosa ma non saprò certamente se percorreranno un sentiero condiviso oppure ne sceglieranno un altro.

Il suo insegnante, Niklas Luhmann pensava che il Computer avrebbe modificato il rapporto tra superficie e profondità. La superficie è rappresentata in senso umano dal poco influenzabile schermo, la profondità è la macchina o il computer. Questo porterà a nuove possibilità della comunicazione e soprattutto a nove forme di “impossibilità”. E’ allora la stessa domanda quando il pubblicista amercano Nicholas Carr scrive che “GOOGLE ci rende stupidi?”

Quasi per niente. Luhmann era appena stato influenzato dal fatto che lo schermo del computer era l’unica interfaccia che ci poteva collegare alla profondità del computer. In realtà “GOOGLE is making us smart” se solo facciamo attenzione al fatto che solo dagli albori di Google abbiamo cominciato ad esaminare gli effetti dell’intelligenza delle reti e che le possibilità evolutive del mondo sono paragonabili alla punta di uno spillo rispetto ai normali percorsi evolutivi delle intelligenze delle reti stesse. Noi sappiamo che una “long tail” in una ricerca su google colpisce nel segno o meglio cattura l’attenzione solo se guardiamo i primi risultati (normalmente i primi 10 n.d.t.) e che ciò che risulta è spesso una nicchia interessante di informazioni che porta a molte sorprese. Come abbiamo iparato ch “Heavy tails” possono portare a singolarità con infinite possibilità di condensazioni e di differenziazioni che lasciano nel mondo enormi tracce.

Ma lo sappiamo davvero? Il comico americano Stephen Colbert ama fare satira sulla “Wikizzazione” dove ogni concetto, ogni cosa viene vista nell’ottica di Wikipedia, Google & Co. basta solo che più persone siano d’accordo.

I romani e i greci avevano una dea di nome Pheme o Fama per difendersi dalla velocità e dalla leggerezza con le quali leggende e storielle potevano diffondersi. Non essit nessuna società umana dove non è così attraente e invitante partecipare ai chiacchiericci che la possibilità prende così in considerazione come la verità. Si può mostrare come si è ben connessi con la rete e si può verificare la credulità degli altri e si può prendere parte ad ogni tipo di processo nel quale la società si chiederà continuamente come viene vista e come può difendersi dalla faciloneria e credulità. Anche la comunicazione nell’ambito dei media “elettronici” è comunicazione, e cosa è reale o irreale? Perchè è così necessario trovare differenze se poi queste non esistono?.

Ecco il link alla pagina originale.

Unconventional Communication
Un po' di me:
Istrionico, ironico e positivo. Mi definisco così. C’è chi mi definisce colto ma io non lo penso. Credo che la vera cultura sia ben altro. Ho la fortuna di essere nato a cavallo di due culture, quella tedesca e quella italiana e sono perfettamente bilingue, questo per me è sempre stato un grande vantaggio. Sono convinto che siano le cose fatte, quelle che dimostrano ciò che davvero sei. Perciò, andiamo avanti!

2 Comments:


  • By links for 2010-06-01 | Innovando 01 giu 2010

    [...] L’uomo sta per essere riformattato? Intervista a Dirk Baeker Ho voluto tradurre dal tedesco, una intervista, presa dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, a Dirk Baeker, professore di Teoria e analisi della Cultura all’università Zeppelin di Friedrichshafen am Bodensee, per cercare di affrontare in modo anche analitico e consapevole, l’argomento dei social-networks e soprattutto il nostro futuro culturale. Dove stiamo andando e cosa ci aspetterà. [...]

  • By Il sesso è stupido « ?e@l..qu'y a-?-il de plus v?ai 06 giu 2010

    [...] chi dice che l’intelligenza delle reti è un processo che evolverà la società grazie alla coda lunga della nicchie di [...]

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