Ormai è un dato consolidato da tempo, la voglia di avere un sito di e-commerce cresce e così il numero di siti web che vendono dalle caramelle, ai bottoni, alle automobili fino ad arrivare a prodotti chimici o per la casa, sono in costante aumento.
Sul web ormai si vende di tutto. E’ possibile, volendo, vivere bene comprando solo sul web con la carta di credito, senza far girare contanti e si risparmia pure. Puoi fare la spesa sul web per riempire il tuo frigorifero, puoi comprare abiti, puoi comprare dischi, film, intrattenimento in generale, arredamento e complementi, biancheria per la casa. Puoi comprare infissi per la casa con relativo servizio di installazione e montaggio. Nulla è rimasto fuori, tutto si può comprare sul web attraverso un sito di e-commerce. Ho visto anche casseforti e armadietti di sicurezza. Vuoi un bell’orologio? Magari pure di quelli contraffatti definiti con il termine “copie autentiche”? Li trovi sul web. Trovi anche medicinali, prodotti farmaceutici, omeopatici, prodotti per la bellezza e per il benessere tuo e dei tuoi amici a quattro zampe. Puoi organizzarti un viaggio a Tahiti o avere per Natale un albero già addobbato. Cos’altro puoi desiderare? C’è anche quello!
Ognuno, apparentemente con poca spesa, può crearsi il proprio negozio virtuale ed entrare nel mondo dell’imprenditoria. L’andamento costante in crescita del fenomeno, porta a pensare che il sistema funzioni. Ma funziona veramente? Gli scettici ci sono tutt’ora.
La risposta è sì, funziona e anche bene. Ma no, non è così a buon mercato come si possa credere, no non funziona per tutti e attenzione alle improvvisazioni. Gettarsi a capofitto in un progetto di e-commerce senza valutarne benefici, costi, svantaggi, difficoltà e risorse necessarie, è pericoloso e può portare a solenni sconfitte e delusioni. Non è vero quindi che l’e-commerce funzioni prescindere. Chi dice questo, chi propone siti di e-commerce come fossero noccioline senza soppesare e valutare il mercato, la tipologia di prodotti da vendere, le esigenze logistiche e di trasporto non quelle eventualmente di carattere sanitario e quant’altro, fornisce come al solito un brutto servizio all’aspirante imprenditore e a mio avviso è corresponsabile poi, insieme all’ignaro imprenditore, di una buone dose di responsabilità dirette e oggettive.
Molte volte, il cliente potenziale, non si rende bene conto di cosa significhi un sito di e-commerce, né è in grado di valutare bene l’impegno da profondere per la sua gestione anche in termini di contenuto. Perchè pubblicare un sito, è una cosa, riempirlo di contenuto è già un altro passo e lì cominciano le prime magagne. Ho visto siti di e-commerce arenarsi a metà strada non so quante volte. E quante volte il cliente preso dalla foga e dalla voglia telefona ogni giorno per sapere a che punto sono i lavori, e poi una volta pubblicato il sito, impiega mesi e mesi per inserire i contenuti, perchè per risparmiare, li vuole inserire lui. Come diceva una vecchia pubblicità, con Nelsen, i piatti li vuol lavare lui. Campa cavallo che l’erba cresce!
Ma anche qualora il cliente, ben intenzionato e voglioso, si mette di “buzzo buono” a popolare il sito con i suoi bei prodotti, con le descrizioni, i prezzi e le immagini, ti ritrovi, che tu fornitore avevi preparato un progetto bellissimo, rovinato da immagini orride, insignificanti e da testi mal scritti che non farebbero vendere nemmeno al Buon Dio. Perchè proprio in un sito di e-commerce, dove non c’è possibilità per l’acquirente di toccare con mano, l’immagine di un prodotto gioca un ruolo fondamentale e strategico. Avere ottime immagini si traduce quindi nella necessità di far intervenire con molta probabilità uno studio fotografico che realizzi gli still-life in modo corretto. Ovviamente ciò influisce notevolmente sui costi del progetto nel suo globale. Questi costi spesso non vengono mai considerati e a mio parere è un errore enorme.
Spesso gli operatori del settore, presi dalla foga di vendere giocoforza, si dimenticano di avvisare i clienti che un sito di e-commerce non è uno spasso, ma una mole di lavoro considerevole. Se opoi il cliente non è in grado in prima persona di provvedere ad una parte di questa mole di lavoro (definizione e inserimento dei contenuti) la mole di lavoro si trasforma anche in mole di denaro. E così molti progetti di e-commerce si perdono per strada. Non è il web quindi che non funziona, non sono i siti di e-commerce che non funzionano ma sono le persone che non funzionano. Poca cultura imprenditoriale mista a cialtroneria da parte delle web agencies.
Anche i testi, in un sito di e-commerce come si deve sono importanti. E per testi non si intendono solo quelli descrittivi dei prodotti, che comunque devono essere invitanti, interssanti e web-oriented. Parliamo anche di offerte, di call to actions, di presentazione del sito (magari di un bel company profile). I testi insieme alle immagini e al valore intrinseco dei prodotti danno il vero valore aggiunto al sito di e-commerce. Ma per coordinare tutto ciò e portare a termine un progetto fatto come si deve, il cliente deve essere preparato a tutto, anche all’eventualità di considerare che magari il budget iniziale che lui si era prefissato possa essere superato e anche abbondantemente.
I siti di e-commerce fai da te, con poco lavoro e “sudore”, non hanno futuro secondo me. Se vuoi vincere devi essere disposto a investire e investire bene. Altrimenti è meglio lasciare stare. Un sito di e-commerce non è un negozio di scarpe, è un’altra cosa!
















Ciao Andrea,
leggo molto volentieri i tuoi post molto formativi ;mi ricordo quello sui FFriends,mi hai acculturato di piccole pezze che mi mancavano in informatica anche se sono un commerciale che vende periheals
Io lavoravo nel 98 sino al 2005 per una multinazionale dei prodotti ufficio e proponevamo il b2b e non ti dico la fatica che si faceva a spiegare il return di saving dall’uso di esso.Adesso, apri il sito Esselunga e da casa comperi e ti consegnano tutto
Io lavoro con gli uffici, vedo che c’e’ ancora molta ignoranza e diffidenza nell’acquisto on line, a parte le aziende che ormai acquistano tutto
Mi complimento con te per la tua rubrica di informazione
Ti chiedo un ovvieta’ che non riesco a distinguere;talvolta outlook/mozilla mi chiedono che s’e’ bloccato/manca uno script di pagina.Ho guardato su vikipedia dove attngo certe frasi informatiche tipo cloudy etc…ma non riesco a capire.Java e’ caricato e serve per gli oggetti, cosa dovrei fare?
Scusa per la prolissita’,ma m’ha fatto piacere conoscere anche via web
Per ultimo Voigt e’ di origine tedesca?
Ciao Pierangelo
Grazie per i complimenti e spero continuerai a seguirmi.
Per il tuo problema potrebbe essere che hai impostato il tuo browser per il blocco dei javascripts? Dovresti guardare nelle preferenze …
VOIGT è tedesco. Sono un crucco, anche di passaporto oltre che di nascita e di padre.
Ciao Andreas, leggo saltuariamente i tuoi post e non sempre li trovo interessanti. Questo invece lo userò ogni volta che mi chiederanno un progetto di e-commerce
Sarebbe grave se tu trovassi interessanti sempre e comunque tutti i miei post. Siamo tutti diversi, con idee, opinioni e interessi diversi e il bello è proprio qui. Altrimenti sarebbe una noia pazzesca.
Grazie comunque!
Beh, anche un negozio di scarpe è pur sempre un negozio…
Ciao Andreas,
complimenti per l’ottimo articolo però manca (o mi è sfuggito) da dire che, se un progetto e-commerce non è appoggiato da un piano di web marketing ben definito, allora è come aprire un negozio fisico senza porte e finestre.
Chi dice che manca? Mai rimanere in superficie!
http://www.innovando.it/pianificazione-strategica-e-analisi-swot-14807.html
Non solo web marketing ma cultura imprenditoriale, pianificazione strategica della comunicazione (pianificazione media). Ma anche solo farsi i cinti della serva sarebbe già un buon inizio!
[...] http://www.innovando.it/voglia-di-e-commerce-18694.html – Copyright 2006-2010 by Jso | Powered by WordPress | Theme by Jso – [...]